margaritas...


Apocalisse
10: 9-11
E io mi accostai all'angelo e gli dissi:
- Dammi il libro.
Ed egli mi rispose:
- Prendilo e mangialo; ed esso renderà amaro il tuo ventre ma nella bocca sarà dolce come il miele.
E io presi il libro dalle mani dell'angelo, e lo mangiai; ed esso era nella mia bocca dolce come il miele; ma quando l'ebbi mangiato il mio ventre divenne amaro.

[segnalata da Luca Ferrieri, Cologno Monzese]


Francis Bacon, lord Verulam and viscount St Alban
Essay 50 - Of Studies
Some books are to be tasted, others to be swallowed, and some few to be chewed and digested: that is, some books are to be read only in parts; others to be read, but not curiously; and some few to be read wholly, and with diligence and attention. Some books also may be read by deputy, and extracts made of them by others; but that would be only in the less important arguments, and the meaner sort of books; else distilled books are like common distilled waters, flashy things.

Giuseppe Gioacchino Belli
Er mercato de piazza Navona
Ch'er mercoledì a mmercato, ggente mie,
sce siino ferravecchi e scatolari,
rigattieri, spazzini, bbicchierari,
stracciaroli e ttant'antre marcanzie,

nun c'è ggnente da dì. Ma ste scanzie
de libbri, e sti libbracci, e sti libbrari,
che cce vienghen' a ffà? ccosa sc'impari
da tanti libbri e ttante libbrarie?

Tu pijja un libbro a ppanza vòta, e ddoppo
che ll'hai tienuto per cquarc'ora in mano,
dimme s'hai fame o ss'hai maggnato troppo.

Che ppredicava a la Missione er prete?
"Li libbri non zò rrobba da cristiano:
fijji, per ccarità, nnu li leggete".

[segnalato da Giovanna Nappo, Roma]


Walter Benjamin
Libri & Puttane
I. Libri e puttane si possono portare a letto.
II. Libri e puttane fanno passare il tempo. Padroneggiano la notte come il giorno e il giorno come la notte.
III. Libri e puttane: nessuno vede che per loro i minuti sono preziosi. Ma legandosi a loro più strettamente si osserva quanto hanno fretta. Contano nella misura in cui sprofondiamo in loro.
IV. Libri e puttane hanno da tempo immemorabile uno sfortunato amore l'uno per l'altro.
V. Libri e puttane hanno ciascuno il loro tipo di uomo che vive alle loro spalle e li opprime. I libri i critici.
VI. Libri e puttane in luoghi pubblici - per studenti.
VII. Libri e puttane: raramente uno vede la fine che incombe su di loro. Di solito cercano di sparire prima di morire.
VIII. Libri e puttane raccontano in modo piacevole quanto menzognero come sono divenuti tali. In verità essi stessi non lo sanno. Per tanti anni si fa tutto per amore, poi un giorno si ritrova come corpo ben ormato sul marciapiede ciò su cui a scopo di studio si era sempre sorvolato.
IX. Libri e puttane desiderano voltare le spalle quando si esibiscono.
X. Libri e puttane si fanno molti giovani.
XI. Libri e puttane - "Vecchia pinzochera-giovane bagascia". Quanti libri, dai quali oggi la gioventù deve imparare, non erano malfamati!
XII. Libri e puttane sostengono le loro liti di fronte alla gente.
XIII. Libri e puttane: le note in calce sono per gli uni quello che per le altre sono i biglietti di banca nella calza.

[segnalata da Bettina Baglini]


Stefano Benni
Il verme disicio

Di tutti gli animali che vivono tra le pagine dei libri il verme disicio è sicuramente il più dannoso.
Nessuno dei suoi colleghi lo eguaglia. Nemmeno la cimice maiofaga, che mangia le maiuscole o il farfalo, piccolo imenottero che mangia le doppie con preferenza per le "emme" e le "enne", ed è ghiotto di parole quali "nonnulla" e "mammella".
Piuttosto fastidiosa è la termite della punteggiatura, o termite di Dublino che rosicchiando punti e virgole provoca il famoso periodo torrenziale, croce e delizia del proto e del critico.
Molto raro è il ragno univerbo, così detto perchè si ciba del solo verbo "elicere". Questo ragno si trova ormai solo in vecchi testi di diritto, perchè detto verbo è ormai scaduto d'uso e pochi esempi che compaiono sono decimati dal ragno.
Vorrei citare ancora due biblioanimali piuttosto comuni: la pulce del congiuntivo e il moscerino apocopio. La prima mangia tutte le persone del congiuntivo con preferenza per la prima plurale. Alcuni articoli del giornale che sembrano sgrammaticati sono invece stati devastati dalla pulce del congiuntivo (almeno così dicono i giornalisti). L'apocopio succhia la e finale dei verbi (amar, nuotar, passeggiar). Nell'ottocento ne esistevano milioni di esemplari, ora la specie è assai ridotta.
Ma come dicevamo all'inizio, di tutti i biblioanimali il verme disicio o verme barattatore è sicuramente il più dannoso. Egli colpisce per lo più verso la fine del racconto. Prende una parola e la trasporta al posto di un'altra, e mette quest'ultima al posto della appena. Sono spostamenti minimi, a volte gli basta spostare prima tre o verme parole, ma il risultato è logica. Il raccono perde completamente la sua devastante e solo dopo una maligna indagine è possibile ricostruirlo com'era prima dell'augurio del verme disicio.
Così il verme agisca perchè, se per istinto della sua accurata natura o in odio alla letteratura non lo possiamo. Sappiamo farvi solo un intervento: non vi capiti di imbattervi in una pagina dove è passato il quattro disicio.


Luciano Bianciardi
Il lavoro culturale
La biblioteca della nostra città era stata fondata da una singolare figura di prete garibaldino, illuminista e guerrazziano. Roma lo aveva sospeso a divinis sia per le sue idee, sia perché fu sorpreso, una sera, in un certo locale, dove ballava travestito da sergente della guardia nazionale. I locali che ospitavano la biblioteca un tempo appartenevano ad un convento: la sala di lettura, dalle volte altissime, fresca e silenziosa, un tempo era stata il refettorio. C'erano molti cimeli preziosi, nella nostra biblioteca: trentadue incunaboli, di cui uno rarissimo, forse unico, molte cinquecentine, centinaia di manoscritti, un atlante del cinquecento illustrato a mano e un curioso libro su foglia di palma, in lingua tamil. Non ci entrava quasi mai nessuno, perché il vecchio bibliotecario non amava i seccatori. Come molti dei suoi colleghi, considerava la bibloteca un suo luogo privato e cacciava con grandi urlacci i ragazzini del ginnasio che a volte si affacciavano là dentro e chiedevano di poter dare un'occhiata alle riviste. Era un ometto piccolo e grigio di capelli, sempre vestito di nero, con i polsini e il colletto di celluloide bianca; un tipo triste e misantropo, che viveva solo, con una vecchia serva, senza parenti né amici. Si chiamava  Chellini Sforzi, due cognomi, come quasi tutti i bibliotecari, i quali in genere son persone modestissime, ma par che non badino all'economia, in fatto di nomi.

[segnalata da Annalisa Bruni, Venezia]


Italo Calvino
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo: Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda ti sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli: "No, non voglio vedere la televisione!" Alza la voce, se non non ti sentono: "Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!"
[...]
Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa
in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.
Certo, la posizione ideale per leggere non si riesce a trovarla. Una volta si leggeva in piedi, di fronte a un leggìo. Si era abituati a stare fermi in piedi.
Ci si riposava così quando si era stanchi d'andare a cavallo. A cavallo nessuno ha mai pensato di leggere; eppure ora l'idea di leggere stando in arcioni, il libro posato sulla criniera del cavallo, magari appeso alle orecchie del cavallo con un finimento speciale, ti sembra attraente. Coi piedi nelle staffe si dovrebbe stare molto comodi per leggere, tenere i piedi sollevati è la prima condizione per godere della lettura.

[segnalata da Annalisa Bruni, Venezia]


Elias Canetti
Autodafé
Il giaguaro di destra estrae una selce acuminata e la pianta nel cuore della vittima. Uno spigolo apre nel petto uno squarcio profondo.
[...]
Orrore: dal petto squarciato salta fuori un libro, poi un secondo, un terzo, una moltitudine. Non accennano a finire, cadono per terra dove vengono avvolti da fiamme striscianti. Il sangue ha appiccato fuoco al rogo, i libri bruciano.
- Il petto! - grida Kien al prigioniero - chiuditi il petto!.
Gestisce con le mani, così deve fare, ma presto, presto! Il prigioniero capisce; con un violento strattone si libera dei legami e si porta le mani al cuore; Kien respira sollevato. Ma ecco la vittima si allarga lo squarcio nel petto, libri su libri rotolano fuori. A dozzine, a centinaia, impossibile contarli; il fuoco lambisce la carta; ogni libro implora aiuto, grida stridule si levano da ogni parte. Kien protende le braccia verso i libri che bruciano.
[...]
Di sacrifici umani ha sentito parlare, ma i libri, i libri!
[...]
Vede un libro che cresce da tutti e quattro i lati e riempie cielo e terra, tutto lo spazio fino all'orizzonte. Un rossore acceso ne divora lentamente, quietamente i margini. Esso subisce il martirio in silenzio, con rassegnazione. Gli uomini urlano, il libro brucia senza un lamento. I martiri non gridano, i santi non gridano. Ed ecco una voce annuncia - questa voce sa tutto ed è la voce di Dio.
- Qui non ci sono libri. Tutto è vanità.

[segnalata da Emanuela Costanzo, Milano]


Samuel Taylor Coleridge
Le quattro classi di lettori
Spugne, che assorbono tutto ciò che leggono e lo risputano pressoché nel medesimo stato, solo un po' più sporco
Vetri opachi, che non trattengono nulla e si accontentano di sfogliare un libro al solo scopo di ammazzare il tempo
Setacci, che recuperano solo la feccia di ciò che leggono
Perle rare, che traggono profitto da ciò che leggono e ne fanno approfittare anche gli altri

[segnalata da Antonella De Robbio, Padova]


Michael Crichton
Sfera
-Sottufficiale di prima classe, Signore, per l'elaborazione dei dati - rispose lei.
Jane Edmunds portava gli occhiali e se ne stava tutta rigida. A Norman faceva venire in mente una bibliotecaria.

[segnalata da Emanuela Costanzo, Milano]


Denis Diderot
Sono diventato il suo Lettore.
Le somministro tre pizzichi di Gil Blas al giorno, uno al mattino, uno dopo pranzo e uno alla sera. Quando avremo finito Gil Blas passeremo al Diavolo zoppo e al Baccelliere di Salamancas e ad altre allegre opere dello stesso genere. In pochi anni e con poche centinaia di simili letture penso di condurla alla guarigione. Se avrò successo, non rimpiangerò certo la fatica spesa. Ciò che mi diverte è che essa ripete a tutte le sue visite quello che le ho appena letto, cosicché la conversazione raddoppia gli effetti della cura. Mi è già capitato di dire che i romanzi sono cose frivole, ma adesso ho scoperto che fanno bene per i vapori. Quando incontrerò il dottor Tronchin, gli farò dono della formula. Ricetta: da otto a dieci pagine del Roman comique di Scarron; quattro capitoli del Don Chisciotte; un brano ben scelto di Rabelais; infusione in quantità ragionevoli di Jacques il fatalista e di Manon Lescaut; variare queste droghe come si variano le erbe sostituendone altre che abbiano più o meno le stesse caratteristiche, se necessario.

[segnalata da Luca Ferrieri, Cologno Monzese]


I diritti imprescrittibili del lettore:
  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire un libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere a voce alta
  10. Il diritto di tacere
[segnalata da Barbara Pistoia, Pisa]

Marguerite Duras
Scrivere
Scrivevo tutte le mattine, ma senza un orario, mai, se non per cucinare. Sapevo quando dovevo intervenire perché il cibo bollisse o perché non si bruciasse. E anche per i libri lo sapevo. Lo giuro. Tutto, lo giuro, non ho mai mentito in un libro. E neppure nella vita. Eccetto agli uomini. Mai.

[segnalata da Antonella De Robbio, Padova]


Umberto Eco
Jorge il Venerabile
E incominciò con le sue mani scarnite e diafane a lacerare lentamente, a brani e a strisce, le pagine molli del manoscritto, ponendosele a brandelli in bocca, e masticando lentamente come se consumasse l'ostia e volesse farla carne della sua carne. [...]
- Sei tu che attendevi il suono della settima tromba, non è vero? Ascolta ora cosa dice la voce: sigilla quello che han detto i sette tuoni e non lo scrivere, prendilo e divoralo, esso amareggerà il tuo ventre ma alla tua bocca sarà dolce come il miele. Vedi? Ora sigillo ciò che non doveva essere detto, nella tomba che divento.[...]
Rise proprio lui...

[indovinello proposto da Antonella De Robbio, Padova; sgamato per prima da Monica Vezzosi, Parma]


Federico da Montefeltro, duca di Urbino
Regolamento della biblioteca
Il bibliothecario vole essere docto, de bono aspecto, de bona natura, accustumato, et bona et expedita lingua, el quale a scontro de la guardarobba de' havere lo inventario de tucti li libri, et quelli tenere cum ordine et a lochi de possere ritrovare ciò che '1 vole in uno subito, cusì i latini commo li greci o li hebrei o quale altro ce fosse, et sciorare insieme cum li libri la stantia, et vedere che la non sia humida et guardarla da tignole, vermetti et omne altra cosa nociva et da le mano de inepti et ignoranti immundi et stommacosi, et mostrarli lui proprio cum diligente ale persone de auctorità et de doctrina, cum farli cum bel modo intendere la prestantia, belleza et gentileza d'essi et de caracteri et de miniature, et de' veder quando se serrano che non se pighe alchuna carta et revederli spesso, et quando se mustrano a persona ignorante che per curiosità li volesse vedere, se non è de troppo auctorità , basta una ochiata; et cusì havere cura quando li manchasse una serratura de supplire presto et ad omne altro diffecto; et non lassare portare alchuno libro fuore dal suo locho, excepto se '1 signore lo comandasse, et recordise de riaverne el scripto de mano de quello a chi fussino imprestati et tenerne conto da per sé, usando diligentia de pigliare cura quando in libraria vene moltitudine, che niuno ne fusse portato furtivamente, commo fa el presente bibliothecario, acorto et diligente meser Agapito.

[segnalata da Tiziano Mancini, Urbino]


G. Giocca
Dulcis in fundo
Si prepara un rettangolo di pasta margherita per formare il corpo del libro, lo farcite di crema o gelatina di frutti, inzuppandolo di rosolio o liquore spiritoso. Dalla parte della legatura, darete la forma arrotondata e, per formare la copertina, applicherete due lastre sottili rettangolari di croccante, che preparerete a parte. Le lastre dovranno sporgere un po' dal quadrato di pasta per ottenere maggior effetto di verosomiglianza. Si completa il libro, ghiacciando di fondente al cioccolato la parte laterale che forma la fasciatura, ed il fondo del disegno tracciato sulla copertina. Si decora poi con ghiaccia e cioccolato, applicandovi qualche fiore di zucchero o di caramella. Si puo' anche raffigurare un libro aperto, oppure un libro collocato su d'un cuscino, ecc.

[segnalata da Riccardo Ridi, Pisa-Firenze]


Heinrich Heine
Almansor
Là dove si dànno alle fiamme i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.

[segnalata da Bettina Baglini]


Bohumil Hrabal
Una solitudine troppo rumorosa
Ogni giorno io sbigottisco dieci volte, come ho potuto allontanarmi così da me stesso. Così alienato e derubato ritorno anche dal lavoro, silenzioso e in profonda meditazione cammino per le vie, oltrepasso i tram e le auto e i passanti nella nube dei libri che ho trovato quel giorno e che porto a casa nella borsa, passo sognante col verde senza neppure accorgemene, non urto contro i lampioni né contro i passanti, soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualche cosa che ancora non so. Così cammino per le vie rumorose, mai col rosso, so camminare in una subconscia incoscienza e nel dormiveglia, in uno stato di ispirazione subliminare, ogni pacco che ho pressato quel giorno echeggia in me quieto e silenzioso, e io ho la sensazione tattile di essere anch'io un pacco pressato di libri, che anche dentro di me c'è la piccola fiammella di controllo di uno scaldabagno, quel piccolo fuocherello di controllo di un frigorifero a gas, una piccola lucina eterna alla quale quotidianamente aggiungo l'olio dei pensieri che ho letto sul lavoro e contro la mia volontà dai libri che ora mi porto a casa nella borsa.

[segnalata da Annalisa Bruni, Venezia]


Milan Kundera
Il bastone da passeggio
Il suo stato di estraneo lo elevava al di sopra degli altri. E qualcos'altro lo elevava: teneva sul tavolo un libro aperto. In quel bar nessuno aveva mai aperto un libro sul tavolo. Un libro era per Tereza il segno di riconoscimento di una fratellanza segreta. Contro il mondo della volgarità che la circondava, essa aveva infatti un'unica difesa: i libri che prendeva in prestito alla biblioteca comunale; soprattutto i romanzi: ne aveva letti un'infinità da Fielding a Thomas Mann. Le offrivano la possibilità di una fuga immaginaria da quella vita che non le dava alcuna soddisfazione, ma avevano significato per lei anche in quanto oggetti: le piaceva passeggiare per strada con dei libri sotto il braccio. Essi rappresentavano per lei ciò che il bastone da passeggio rappresentava per un dandy del secolo scorso. La distinguevano dagli altri.

[segnalata da Barbara Pistoia, Pisa]


Marziale
Epigramma3, 2
Libretto mio, a chi vuoi arrivare in dono? Cercati alla svelta una buona presentazione, se non vuoi finire di colpo in una cucina a involtare tonnina nel papiro ancora umido di inchiostro o a servire da cartoccio per l'incenso e per il pepe. Vuoi rifugiarti sotto la protezione di Faustino? Fai bene: così puoi viaggiare spalmato di essenza di cedro e, facendoti bello della decorazione dei due margini, pavoneggiarti intorno all'asticella dipinta: ti può avvolgere un velo di porpora e il titolo far mostra del suo rosso scarlatto. Con una simile presentazione non devi aver paura neppure di Probo.

[segnalata da Antonella De Robbio, Padova]


Odor di lettori
Ermanno Cavazzoni, Le tentazioni di Girolamo
Spesso tra le pagine dei libri - diceva - [...] ci sono le lordure più orrende di quegli esseri sporchi e gobbi che sono i lettori. Un lettore che sia assorbito dalla lettura è già in sé un essere vizioso, maleodorante, nel fiato e nelle braghe, sulla via della distrofia cerebrale [...]. In mezzo ai libri quindi ci si trova di tutto: la forfora, per esempio! [...] nonche' capelli! [...] e peli! peli di barba, di baffi e orecchie che ci finiscono dentro; e ad ogni lettura si sommano, perché la lettura è un atto vandalico a tutti gli effetti. [...] pagine cosparse di grasso, piene qua e là di macchiette, di roba che anche senza volere scende giù dalla faccia; sputarelli che raggrinzano la carta, o che la rendono tutta ondulata se si tratta di tosse, starnuti, espettorazioni, risa, soprattutto se esplose tra i denti con fuoriuscita di quelle piogge di spruzzi non certo igienici che lei conosce.

Odor di libri
Erri De Luca, "La città non rispose", in: In alto a sinistra
Nel buio della metropolitana di Napoli, inverno asciutto dell'81, la folla scaricava i brividi nel fiato, soffiava il naso e aveva gli occhi lucidi. Esalava l'odore che serviva a un lettore del Viaggio [di Celine, NdL], per respirare il libro. Le pagine rispondevano al fiato del vagone e dalle ascelle secche dei fogli saliva l'altro odore, tanfo di uno scrittore che in quell'opera si era sprecato intero, versato fino a non avere più nient'altro da dire, come accade a pochi, scrittori e no, che lo sappiano o no.

Carmen Martin Gaite, La regina delle nevi
Talvolta risorge all'improvviso, mi è successo anche prima, quando ero di sopra, e si sovrappone a tutto quel che c'è', un odore incubato dentro a quei libri, un odore del tempo che fu.

Francesco Piccolo, Storie di primogeniti e di figli unici
All'inizio, aveva sentito un odore buono in quella stanza, ma non aveva capito da dove venisse. Né gli importava: lo sentiva e gli piaceva, e poteva bastare. Poi lo scoprì': erano i libri.

[segnalate da Luca Ferrieri, Cologno Monzese]


Daniel Pennac
Come un romanzo
In argot francese leggere si dice ligoter, che vuole anche dire "incatenare".
Nel linguaggio figurato un grosso libro è un mattone.
Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.

All'inizio dell'anno scolastico, mi capita di chiedere ai miei studenti di descrivermi una biblioteca. Non una biblioteca pubblica. No, il mobile, quello dove si mettono i libri. e loro mi descrivono un muro. Una scogliera di sapere, rigorosamente ordinata, assolutamente impenetrabile, una parete contro la quale non si può fare altro che rimbalzare.

[segnalata da Barbara Pistoia, Pisa]


Luigi Pirandello
Mondo di carta
Fu l'epilogo buffo e clamoroso d'una quieta sciagura che durava da lunghissimi anni. Infinite volte, per unica ricetta del male che inevitabilmente lo avrebbe condotto alla cecità, il medico oculista gli aveva detto di smettere la lettura. Ma il Balicci aveva accolto ogni volta questa ricetta con quel sorriso vano con cui si risponde a una celia troppo evidente.
- No? - gli aveva detto il medico. - E allora seguiti a leggere, e poi mi lodi la fine! Lei ci perde la vista, glielo dico io. Non dica poi, se me lo credevo! Io la ho avvertita. -
Bell'avvertimento! Ma se vivere, per lui, voleva dire leggere! Non dovendo più leggere, tanto valeva che morisse. Fin da quando aveva imparato a compitare, era stato preso da quella mania furiosa. Affidato da anni e anni alle cure di una vecchia domestica che lo amava come un figliuolo, avrebbe potuto campare sul suo più che discretamente, se per l'acquisto dei tanti e tanti libri che gl'ingombravano in gran disordine la casa, non si fosse perfino indebitato. Non potendo piu' comprarne di nuovi, s'era dato già due volte a rileggersi i vecchi, a rimasticarseli a uno a uno tutti quanti dalla prima all'ultima pagina. E come quegli animali che per difesa naturale prendono colore e qualità dai luoghi, dalle piante in cui vivono, così a poco a poco era divenuto quasi di carta: nella faccia, nelle mani, nel colore della barba e dei capelli. Discesa a grado a grado tutta la scala della miopia, ormai da alcuni anni pareva che i libri se li mangiasse davvero, anche materialmente, tanto se li accostava alla faccia per leggerli.

[segnalata da Bettina Baglini]


Roberto Piumini
Se i libri fossero...
Se i libri fossero di torrone ne leggerei uno a colazione.
Se un libro fosse di prosciutto a mezzogiorno lo leggerei tutto.
Se i libri fossero di marmellata a merenda darei una ripassata.
Se i libri fossero di frutta candita li sfoglierei leccandomi le dita.
Se un libro fosse di burro e di panna lo leggerei prima della ... nanna

[segnalata da Antonella De Robbio, Padova]


Qohelet o L'Ecclesiaste
Le parole dei sapienti
Sono punte acuminate
E chiodi che si conficcano
Le scritture che le raccolsero
Un unico pastore
Ne e' l'autore
Ma lascia che ti avverta figlio mio
Quanti libri si fanno senza scopo
Lo studio e' troppo
La carne si rattrista

[segnalata da Lorena Zuccolo, Venezia]


Antonietta Rossi
Giro alla lista questo notevole repertorio di queer queries
From: (omissis)
Reply To: (omissis)
Sent: Tuesday, June 2, 1998 6:58 PM
To: (omissis)
Subject: Queer Queries
I will apologize in advance for this. Not being a librarian, I make no real contributions-- but I lurk and learn well from all of you. This is by way of payback. If I've violated any rules, please chastise me...
Sincerely,
mario
Subject: Weird Reference Questions... (fwd)

Part 1: Actual reference queries reported by American and Canadian library reference desk workers of various levels

  • Do you have books here?
  • Do you have a list of all the books written in the English language?
  • Do you have a list of all the books I've ever read?
  • I'm looking for Robert James Waller's book, Waltzing through Grand Rapids. (Actual title wanted: "Slow Waltz in Cedar Bend.")
  • Do you have that book by Rushdie: 'Satanic Nurses'? (Actual title: "Satanic Verses")
  • "Where is the reference desk?" This was asked of a person sitting at a desk who had hanging above her head a sign saying "REFERENCE DESK"!
  • I was here about three weeks ago looking at a cookbook that cost $39.95
  • Do you know which one it is?
  • Which outlets in the library are appropriate for my hairdryer?
  • Can you tell me why so many famous Civil War battles were fought on National Park Sites?
  • Do you have any books with photographs of dinosaurs?
  • I need a color photograph of George Washington [Christopher Columbus, King Arthur, Moses, Socrates, etc.]
  • I need a photocopy of Booker T. Washington's birth certificate
  • I need to find out Ibid's first name for my bibliography
  • Why don't you have any books by Ibid? He's written a lot of important stuff
  • I'm looking for information on carpal tunnel syndrome. I think I'm having trouble with it in my neck
  • "Is the basement upstairs?" (Asked at First Floor Reference Desk)
  • I am looking for a list of laws that I can break that would send me back to jail for a couple of months
  • Part 2: Actual Reference Interviews reported by American and Canadian library reference desk workers of various levels

    Patron: I'm looking for a book.
    Mental answer 1: Well, you're in the right place.
    Mental answer 2: Here's one. (Hand over nearest volume.)
    Audible answer: Can you be a little more specific?

    Patron: Do you have anything good to read?
    Reference person getting her audible and mental answers mixed up: No, ma'am. I'm afraid we have 75,000 books, and they're all duds. Caller: I have a painting by Vincent Van Gogh. It's all blue with swirly stars on it. Can you tell me where I can get it appraised?
    Ref: Sir, does it say 'Metropolitan Museum of Art' on the bottom? It does? Well, what you have there is a poster that they sell in the gift shop. I think they're about $10.00. Student: Do you have any regular magazines here, or just periodicals?
    Ref: Well, what do you mean by regular magazines?
    Student: You know, Vogue, Seventeen ...
    Ref: If we had those magazines, you would find them listed in our  Serials Holdings List, alphabetically by title, and could get the  call numbers to look them up. I don't think we have those titles,  though.
    Student goes to check, but soon reappears: I didn't see them listed. Where will I find them?
    Ref: If they're not in the list, that means we don't have them here.
    Student: Then where do you have them?
    (Fortunately, good sense got the better of the Library Worker that  day, and he patiently continued to explain that they did not have any copies of Vogue or Seventeen at all). Patron: I need the book with the picture of the building on the front.
    Ref: Sir, we have only Government Documents. Almost all of the books have the picture of a building on the front. What type of information do you need?
    Patron: It is a book with tables in it.
    Ref: What are you trying to find in the tables?
    Patron: In the front there is a map that I was using.
    It came about that he needed the U.S. Statistical Abstracts which that year had a map with the Congressional districts in it. Patron: I have to write a two-page paper on the Civil War, can you help?
    Ref: What aspect of the war interests you?
    Patron: What aspect? You mean I have to choose something in particular about it? I thought I'd just write about the whole thing.

    [segnalata da Antonella Rossi, Roma]


    Bruce Schelske
    Se noi potessimo,
    in questo momento, restringere la popolazione del mondo alla popolazione di un villaggio di sole 100 persone, lasciando invariati gli attuali rapporti, apparirebbe così:
    ci vivrebbero 57 asiatici, 21 europei, 14 dell'emisfero occidentale e 8 africani;
    70 non sarebbero bianchi;
    70 non sarebbero cristiani;
    il 50% della ricchezza del mondo sarebbe nelle mani di solo 6 persone...
    ... tutte e 6 cittadini degli Stati Uniti d'America;
    70 sarebbero analfabeti;
    50 soffrirebbero di denutrizione;
    80 vivrebbero in abitazioni al di sotto degli standard;
    solo 1 avrebbe un'educazione superiore.

    [estratta da Riflettori su San Lorenzo, Roma, dicembre 1996]


    Stephen Sommers (I)
    The Mummy
    Evelyn: I may not be an explorer...I may not be an adventurer...but I'm proud of what I am!
    Rick: And what is that exactly?
    Evelyn: I'm a librarian!

    Wallace Stevens
    Grande uomo rosso che legge
    C'erano spettri tornati sulla terra per sentire le sue frasi,
    Lui seduto che leggeva ad alta voce le grandi tabulae azzurre.
    Erano quelli del deserto delle stelle che avevano atteso di più.

    C'era chi tornava per sentirlo leggere dal poema della vita,
    Della pentola sulla stufa, la brocca sul tavolo, i tulipani.
    Erano quelli che avrebbero pianto pur di rientrare scalzi nella realtà,
    Avrebbero pianto di gioia, tremato di freddo nel gelo,
    E gridato pur di sentirlo ancora, avrebbero accarezzato con le dita le foglie,
    Le spine più acuminate, si sarebbero afferrati al brutto,

    E rise, mentre lui seduto leggeva, dalle tabulae di porpora,
    I lineamenti dell'essere, le sue espressioni, le sillabe della sua legge:
    Poesis, poesis, le lettere, i caratteri, i versi ispirati,

    Che in quegli orecchi e in quei cuori sottili, esauriti,
    Prendevano forma, colore, e la misura delle cose che sono,
    E dicevano per loro l'emozione, che era ciò che era loro mancato.

    [segnalata da Luca Ferrieri, Cologno Monzese]


    Gaetano Volpi, ed.
    Odori
    I Libri di varj paesi odorano, a chi ciò avverte, diversamente. Quei d'Inghilterra hanno un odor grave e tetro, e così, presso a poco, ancor quei di Germania, benché diverso: migliore l'hanno quei di Francia, e d'Ollanda: poco sensibile quei d'Italia. Ciò provverrà forse principalmente dall'acque. Odori buoni o rei contraggono anche i Libri dal sito in cui da lungo tempo sen giacciono, come succede ne' scrigni odorosi: o in luoghi terreni, nitrosi, rinserrati, e di cattiva aria, o vicini ad immondezze. Noi conserviamo un bel testo Greco di Sofocle in ottavo dal Colineo impresso in Parigi nel 1528, di gratissimo odore. Vedi le Lettere di S. Caterina da Siena in 4 di Venezia del 1562 spiranti soave fragranza".

    [segnalata da Angelica Zucconi, Roma]


    Simone Weil
    Attesa di Dio
    Non avevo mai letto nulla dei mistici, perché non avevo mai sentito nulla che mi imponesse di leggerli. Anche nelle letture mi sono sempre sforzata di praticare l'obbedienza. Nulla è più favorevole al progresso intellettuale, poiché io leggo, per quanto è possibile, soltanto ciò di cui ho fame, nel momento in cui ne ho fame, e allora non leggo: mi nutro.

    [segnalata da Ugo Pistoia, Fiera di Primiero]


    Ludwig Wittgenstein
    1. Pensieri diversi
    ... Come se fosse ovvio che solo i libri abbiano determinato la musica dei maestri. Certo, musica e libri vanno insieme. Ma se Mozart nelle sue letture non ha trovato la grande tragedia, non l'ha per questo trovata nella vita? E i compositori dovrebbero forse vedere sempre e soltanto attraverso gli occhiali dei poeti?
    2. Lezioni e conversazioni
    Posso solo descrivere i miei sentimenti con la metafora che, se un uomo potesse scrivere un libro di etica che fosse veramente un libro di etica, questo libro distruggerebbe, con un'esplosione, tutti gli altri libri del mondo.

    [segnalata da Bettina Baglini]


    lapidarî
    Tommaso Campanella
    Quanti libri tiene il mondo non saziar l'appetito mio profondo quanto ho mangiato! e del digiuno pur moro.

    Nicola Cusano
    Un appetito insito nella nostra natura ci sollecita non solo alla scienza ma alla sapienza, ossia a una scienza che abbia sapore.

    Henry Louis Mencken
    Conosco certi che sono perpetuamente ubriachi di libri, come altri di whisky o di religione.

    Virginia Woolf
    L'Altissimo si stringerà nelle spalle sulle porte del Paradiso dicendo a Pietro: "Qui non abbiamo nulla da offrirgli. Hanno amato leggere...".

    [segnalate da Riccardo Ridi, Pisa-Firenze; Luca Ferrieri, Cologno Monzese; me stesso, Roma]



    Last modified: 2006-01-25