Aula IV Facoltà di Lettere e Filosofia - P.le Aldo Moro, 5 - Roma
27/09/2010 ora: 9.00
Direzione del Dipartimento di Italianistica e Spettacolo
04/10/2010 ora: 9.00
Nella prospettiva dell'aggregazione tra dottorati sollecitata dalla Commissione istruttoria, per ridurne il numero e il frazionamento specialistico,a partire dal XXII ciclo il Dottorato di italianistica si è accorpato con quello di Rinascimento italiano in prospettiva europea, che nei tre cicli attivati si era avvalso anche di un contributo straordinario del Miur per l'internazionalizzazione assegnato al coordinatore prof. Amedeo Quondam, che aveva permesso l'istituzione di borse riservate a studenti stranieri e la diretta partecipazione di docenti di diverse università europee (e della New York University).
L'accorpamento ha permesso di definire due curricula distinti: Italianistica e Rinascimento italiano in prospettiva europea. In continuità con questa esperienza il Collegio, nel nuovo ciclo che ha integrato i due dottorati preesistenti, si è avvalso della collaborazione di docenti delle università di Paris VIII, Szeged, Varasavia, Harvard University, prospettando una sperimentazione di nuove forme di collaborazione e valendosi, in particolare, per l'Università di Varsavia, dell'accordo di collaborazione culturale di cui lo stesso coordinatore è responsabile. La nuova struttura ha permesso di rafforzare la funzione di promozione della cultura italiana fuori d'Italia, già svolta tra l'altro dai numerosi dottorandi stranieri, anche provenienti da ambiti extracomunitari, che in passato si sono iscritti in soprannumero al dottorato in Italianistica. I ventuno cicli fin qui attivati del dottorato in Italianistica hanno costituito un essenziale punto di riferimento per lo studio della letteratura italiana e della teorie della critica letteraria. Essi hanno rivolto particolare attenzione all'orizzonte storico, alle indagini testuali, alle prospettive teoriche, all'apertura internazionale della letteratura italiana: si sono mossi entro la continuità di una grande tradizione storica e metodologica (che ha preso avvio da grandi maestri impegnati su di un rigoroso orizzonte storico- critico e con una forte coscienza del carattere "civile" degli studi letterari, come Natalino Sapegno e Walter Binni).
Alla continuità con questa grande tradizione si è aggiunto poi, e costituisce uno degli obiettivi fondamentali del dottorato, l'approfondimento delle teorie e dei metodi a cui la critica italiana si è aperta a partire dagli anni '60: i lavori e le ricerche del dottorato si svolgono così in un confronto costante tra lo studio della letteratura italiana con le esigenze poste dalle moderne scienze umane, soprattutto in chiave antropologica (e verificando criticamente i vari metodi e teorie oggi presenti nel campo degli studi letterari: particolare attenzione viene rivolta agli orientamenti dello strutturalismo e della semiotica, alla nuova retorica, alla critica psicoanalitica, ai nuovi modi della comparatistica, alla critica tematica, al new historicism e ai cultural studies, ecc. ). Nella continuità di questi obiettivi, a partire dal ciclo XVIII (?) il dottorato ha deciso di ulteriormente elevare il livello qualitativo, sia a monte in fase di selezione, sia ponendosi, in prospettiva futura, il traguardo di una sempre più ampia e matura consapevolezza storica e teorica, appaiata alla ineludibile strumentazione filologica. La strada intrapresa tiene naturalmente conto della trasformazione in atto delle strutture universitarie, proiettandosi verso la nuova funzione di vero e proprio terzo livello di titolo universitario, destinato verso un ambito più ampio di quello di una formazione di giovani destinati alla carriera accademica (anche se va tenuto presente che molti degli allievi dei vari cicli hanno già raggiunto posizioni di rilievo nelle strutture universitarie: numerosi i professori associati). Nella prospettiva della formazione di una funzionale scuola di dottorato, il coordinatore e il collegio stanno studiando insieme ad altri dottorati dell'area umanistica la possibilità di una aggregazione non soltanto di tipo amministrativo, ma legata ad un essenziale progetto di presenza culturale e di operatività scientifica. L'attività formativa dei nuovi cicli del curriculum in Italianistica tiene conto in modo particolare di indagini, verifiche, prospettive relative ai rapporti tra la letteratura italiana e le letterature europee e alla sua presenza "fuori d'Italia", con una essenziale integrazione data dalla nuova articolazione in due curricula distinti .
1. Il curriculum di Letteratura, critica, filologia italiana Il curriculum di Italianistica articola il proprio lavoro secondo diverse linee interne, tra cui si pongono in primo piano: 1) lo studio storico e critico della letteratura italiana in tutto l'arco del suo svolgimento, con particolare attenzione alla periodizzazione, alla ricostruzione articolata di diverse situazioni storiche, all'indagine sulle vicende dei gruppi intellettuali, all'interpretazione dei testi in ampia prospettiva critica e problematica, alle forme della loro ricezione e tradizione; 2) il confronto con i metodi e le teorie critiche contemporanee, con le discussioni sul canone e con i problemi della didattica, anche tenendo conto dell'uso scolastico della letteratura; 3) le competenze sul piano dell'ecdotica e della costituzione dei testi, con indagini sulla tradizione testuale (sia manoscritta che a stampa), con realizzazione di edizioni di testi e verifica dei rapporti intertestuali. Nello studio della filologia della letteratura italiana il piano dell'ecdotica si proietta direttamente su quello dell'interpretazione, nell'ottica di quella filologia integrale prospettata dai grandi maestri del Novecento (da Curtius a Auerbach, a Contini a Folena). 4) le indagini stlistiche, attente in particolare all'orizzonte metrico, retorico, intertestuale, ai diversi contesti regionali e agli scambi con le altre lingue e letterature europee, in riferimento alla possibilità di estrarre dai dati linguistici e stilistici dati interpretativi di carattere storico e critico; 4) le indagini sulla diffusione della letteratura e dei modelli culturali italiani fuori d'Italia, sull'emigrazione intellettuale, sulle scritture di stranieri in italiano e degli italiani in lingue diverse.
2. Curriculum di Rinascimento italiano, Rinascimento europeo Le ragioni scientifiche e gli obiettivi del curriculum Rinascimento italiano in prospettiva europea si confrontano con un campo che riguarda un ampio spettro disciplinare e un vasto orizzonte internazionale, dato che è stato il suo stesso oggetto (il Rinascimento italiano) a nascere e svilupparsi, acquisire senso storico e culturale, come esperienza tra le nazioni e tra le discipline, loro forma geneticamente unitaria e omogenea, condivisa. La situazione degli studi comporta una doppia opportunità per la nostra comunità scientifica, con particolare riguardo ai giovani studiosi in formazione: il confronto con gli strumenti metodologici e teorici elaborati sia in paesi diversi per storia e cultura, sia in ambiti disciplinari altrettanto diversi; tenendo conto di tutto ciò, il curriculum insisterà sulla centralità della tradizione scritta del Rinascimento italiano, ma non solo quella della comunicazione letteraria tradizionalmente intesa e praticata (di per sé di primaria importanza nella storia culturale europea), toccando ogni tipologia di testo o discorso formalizzato: la teoria delle arti, il discorso della politica, le scritture della storia e delle scienze, ecc., e puntando l'attenzione su 1) l'assetto istituzionale delle società europee di Antico regime; 2) il sistema culturale del Classicismo come tipologia culturale profonda, e di lunga durata (anche tenendo conto, s'intende, delle sue articolazioni interne, segnate tanto dalle pratiche nazionali, quanto dalle tipologie "professionali" dei singoli esercenti); 3) i modelli formali invarianti e le pratiche comunicative attraverso la scrittura; 4) la funzione della produzione e del consumo di oggetti con valore estetico; 5) le arti sorelle. L'aspetto formativo del dottorato viene integrato da seminari specifici, continuamente aggiornati alle necessità che si affacciano volta per volta sulla scena, in considerazione del progressivo diversificarsi dei campi di ricerca e dell'ampliamento degli spettri teorici. Tali seminarî mirano a fornire agli iscritti una conoscenza avanzata di tutti i dati istituzionali della critica e della storiografia relativa alla letteratura italiana e ai suoi rapporti con le letterature straniere.
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Dip. Italianistica e Spettacolo
Maria Teresa Chiaranti
(+39) 06 649913079