Il dottorato in Paleografia greca e latina, unico nella sua formulazione non solo in Italia ma nell'intero mondo scientifico e accademico, stimato ed invidiato a livello internazionale, come testimonia, tra l'altro, la stipula nel 2003 di una co-tutela con l'Università di Strasburgo, si propone di formare giovani studiosi di storia della scrittura greca e latina muove
ndo dalle profonde connessioni storiche esistite tra le due scritture e tra le civiltà che se ne servirono. Attivo da quasi 20 anni - il I° ciclo si svolse nel 1986 - nella sede che nel lontano 1935 vide la nascita, per volontà di Vincenzo Federici, del primo Istituto di Paleografia dell'Università di Roma "La Sapienza" che raccoglieva l'eredità del Gabinetto di Paleografia fondato da Ernesto Monaci nel 1887 presso la stessa Università, il dottorato, nella sua specifica peculiarità, che non consente accorpamenti, riflette stupendamente la situazione tratteggiata dalle Linee guida del 2002 laddove si ricorda che "la Sapienza è tra le poche università nel paese a poter garantire la permanenza e la riproduzione di rami del sapere che, pur non avendo larghi campi di utilizzazione e ampi sbocchi occupazionali, meritano di essere mantenuti vitali". Tanto più, si aggiunga, che trattandosi di un dottorato con cadenza alternata ogni tre anni l'impegno economico dell'Ateneo non è certo tra i più rilevanti.
Memore della tradizione della grande "scuola romana", celebre di nomi famosi, come lo stesso Monaci, Luigi Schiaparelli, Giorgio Cencetti, e delle esperienze di nuove e diverse impostazioni metodologiche, il dottorato, che offre le competenze di docenti specialisti non solo in paleografia greca e in paleografia latina ma anche nelle discipline più vicine alla storia della scrittura e delle testimonianze scritte, come la codicologia, la storia della miniatura, la storia della tradizione manoscritta, intende offrire specifici strumenti metodologici che conducano - come si è sempre verificato nei cicli precedenti - a ricerche di alto livello scientifico, non di rado approdate alla pubblicazione in importanti riviste italiane o straniere. In un momento di generale valorizzazione dei beni culturali, anche librari, e di grande espansione delle istituzioni preposte alla gestione, tutela e conservazione del patrimonio culturale, e in un contesto, come quello italiano, che vanta un'altissima concentrazione di manoscritti, documenti, graffiti, iscrizioni, nonché di archivi e biblioteche, forte è, infatti, l'esigenza di profili culturali e professionali di grande specificità e approfondimento per conoscere, gestire, studiare tale immenso patrimonio.
In considerazione di ciò e nell'impegno di una continuità con la tradizione di ricerca e di studi che ha nella Sapienza un punto di riferimento storico, il dottorato, ferma restando la sua impostazione disciplinare nella riconosciuta autonomia della paleografia quale storia globale delle scrittura manoscritta in qualsiasi forma testimoniata, si propone di permettere a giovani studiosi interessati ad uno studio non strumentale delle testimonianze scritte, siano esse in lingua latina o nei volgari nazionali, o in alfabeto greco, di approfondire le conoscenze specialistiche ed affinare il metodo di ricerca anche nel ragionato confronto con altri, e vicini, settori scientifico-disciplinari in una dinamica multidisciplinare che da sempre connota la nostra tradizione di studi. Non si può dimenticare, infatti, che l'attenzione alle fonti d'archivio e alla materialità dei supporti è richiamo ripetuto e pressante anche in contesti culturali assai prossimi.
Momento fondamentale delle ricerche, che possono contare sulle risorse di una Biblioteca, come quella di Dipartimento, ricca di circa 30000 volumi e 80 periodici otre che di miscellanee, facsimili, diapositive, microfilms e originali, sarà l'indagine esaustiva delle testimonianze grafiche globalmente ed autonomamente interpretate; introdotti alle metodologie e alla storiografia i dottorandi verranno forniti degli strumenti utili non solo all'analisi delle forme grafiche, ma anche dei supporti e dei contenitori che le veicolano.
Una particolare cura verrà riservata all'esercizio del confronto paleografico al fine di porre i dottorandi in grado di datare e localizzare correttamente le testimonianze scritte e di risolvere problemi di attribuzione della scrittura ad una data mano e di riconoscere, pertanto, eventuali autografi. Nel processo formativo più avanzato (secondo e terzo anno) si tenderà a far acquisire ai giovani la capacità di approfondire, oltre all'aspetto tecnico della metodologia paleografica, quello storico-filologico, che consente una lettura formalmente corretta delle testimonianze studiate e la loro collocazione nell'ambiente storico e sociale che le generò.
Dipartimento di Studi sulle Società e le Culture del Medioevo
Dip. Studi sulle Società e le Culture del Medioevo
Maria Edvige Malavolta
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