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Ippolito

Note di regia

"La nota vicenda di Ippolito e di Fedra è un vero e proprio archetipo, nella doppia accezione greca e Junghiana: è “principio” ed insieme “esperienza comune”, giacché l’atavica lotta che quotidianamente si manifesta tra istinto e ragione, tra pulsione e volontà di controllo, tra passione e castità, è iniziata con la nascita dell’uomo e continuerà a riproporsi ciclicamente nel generarsi di ogni nuova esistenza. Ho pensato quindi che la tragedia di un adolescente integralista e casto e della sua matrigna, regina e moglie devota, potesse trovare una nuova ed allo stesso tempo antichissima collocazione alle origini dell’uomo: anziché nell’Atene del quinto secolo, all’interno di una sorta di Giardino dell’Eden. Luogo di proibizione e benessere, di felicità e di privazione, è l’habitat ideale nel quale la natura stessa sostanzia il racconto, fornendo all’uomo tutti quegli elementi utili alla storia: l’acqua, l’argilla, la roccia, le sementi, gli arbusti, strumenti indispensabili anche alla nostra messa in scena. In questa suggestiva cornice, la polimorfa nutrice diviene tutt’uno con quel coro di voci che anima l’intera comunità e che vinto da insana e morbosa curiosità, quanto da spasmodica volontà di agire, decide di intervenire. Il solo risultato sarà quello di peggiorare una situazione già oltremodo complessa ed ingestibile, quasi a ribadire ancora una volta l’assoluta impotenza dell’uomo rispetto al potere incontrastabile degli dei, ammonimento mai ribadito abbastanza.
La finestra che sbarriamo su quell’eros proibito e mortificato, socialmente deplorevole e, in definitiva, luttuoso, potrebbe invece spalancarsi e avere ragion d’essere in un altrove a noi ignoto proprio in virtù della sua stessa natura? Con questo ardito interrogativo si chiude la tragedia riproposta da Theatron che prende voce e corpo nella straordinaria forza interpretativa di oltre quaranta interpreti".
Adriano Evangelisti

Note di traduzione

Irresistibile, travolgente come l’acqua di un fiume in piena, la forza di Afrodite costituisce il motore della vicenda nell’Ippolito di Euripide, messo in scena nel 428 a.C. Essa infatti sconvolge e annienta implacabilmente l’esistenza di Fedra e di Ippolito che invano le si oppongono. In questa lotta senza via di scampo eros, aidos, sophrosyne ed eukleia rappresentano il nodo tematico intorno al quale si svolge l’azione dei due protagonisti. Ippolito, devoto solo ad Artemide, consacra la propria vita a un aidos, un ritegno che lo induce a ritenere senza freni quanti sono privi di sophrosyne. Fedra, resa folle dal desiderio per il figliastro, tenta strenuamente di dare alla propria vita un equilibrio tra eros e aidos, il pudore, perché il suo buon nome, l’eukleia, sia salvo. Ma il comportamento di entrambi è destinato a fallire: entrambi muoiono, l’uno per non contrastare la sua ostinata e cieca volontà di purezza, l’altra per non coprire di vergogna il marito e i figli.
Anna Maria Belardinelli

Laboratorio di traduzione

Bellizzi Aretina, Cannavò Serena, Carlesimo Roberta, Fabrini Chiara, Galiano Ketty, Izzo Donatella, Marcucci Andrea, Pannuti Domenica, Paton Guendalina, Polidoro Giulia, Rocchi Mario, Stella Andrea, Suaria Tommaso, Turano Martina, Vitagliano Mayra, Zanusso Valentina

Laboratorio di messa in scena

Alfano Gaetano, Branchesi Nicla, Calomino Simone, Castello Roberto, Cazzorla Giorgia, Cervellino Francesco, Claretti Gabriele, Filacchione Lucia,  Galiano Ketty, Giuliano Elena,  Grosso Simone, Ingravalle Luca, Lipari Alice, Macci Francesca,  Malatesta Silvia, Meskhi Eva, Ottavi Elisa,  Palmisani Giulia, Panzarino Marianna, Piazza Giulia,  Pimpinelli Francesca,  Porro Giulia, Ridi Ludovico,  Salamone Alessandra, Scarafoni Domiziana, Schiaffella Simone, Sileo Anna Clara,  Silvagni Rebecca,  Sorace Pietro, Spedicato Mattia,  Suaria Tommaso, Trampetti Laura, Travella Lucrezia, Veroi Gabriele, Vitagliano Mayra.

Gallerie di immagini

Prove

Rappresentazioni