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Appendice sul calcolo Isee

Art. 61 - Appendice allegata quale parte integrante al manifesto per l’a.a. 2013-2014

Criteri per la determinazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente per il beneficio della riduzione delle tasse Universitarie di iscrizione e di immatricolazione.

I. Autocertificazione della condizione economica
1. Al momento dell’iscrizione o dell’immatricolazione lo studente deve determinare il proprio Isee e la relativa fascia di appartenenza prima di procedere al pagamento della I rata presso l’istituto cassiere. Oltre tale data non sarà possibile effettuare alcuna modifica. Lo studente è tenuto a conservare per tutta la durata del corso di studi il calcolo Isee, poiché potrebbe essere sottoposto a verifica da parte dell’Università, che allo scopo ha attivato il collegamento con l’anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate e con l’INPS. Tale dichiarazione, in caso di inserimento di dati falsi, è soggetta a tutte le sanzioni previste dalle vigenti norme.
2. Gli studenti che non desiderino fornire all’Università informazioni circa la situazione economica del proprio nucleo familiare e quelli che hanno una capacità contributiva superiore a € 99.000,00 non devono dichiarare il proprio Isee. Questi versano la misura ordinaria (fascia massima) delle tasse universitarie previste per il Corso di laurea (confronta art. 11 del presente Manifesto) senza poter fruire di alcuna riduzione delle stesse.

II. Controlli
1. L’Università effettuerà controlli sull’Isee dichiarato dallo studente all’atto del pagamento della prima rata presso gli sportelli dell’Istituto Cassiere. Per tali controlli l’Università si avvale del collegamento con l’anagrafe tributaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze e con la banca dati dell’Inps.
2. Gli studenti che dichiarano un ISEE nelle prime tre fasce e non hanno reso la dichiarazione tramite CAF saranno tenuti a versare le tasse nella fascia massima.
3. Qualora dall’esito dei controlli l’Ufficio competente rilevi la presenza di dichiarazioni false o mendaci, fatta salva la segnalazione all’Autorità Giudiziaria per i provvedimenti di competenza, l’Università procede all’irrogazione di sanzioni secondo le disposizioni legislative e fa decadere lo studente dal beneficio della riduzione concessa dall'Università sulle tasse.
4. Lo studente che ha reso dichiarazioni false o mendaci:
a. è segnalato all’Autorità Giudiziaria per i provvedimenti di competenza;
b. deve versare all’Università un importo pari alla differenza tra l’importo della fascia massima di contribuzione e l’importo delle rate effettivamente versate;
c. deve versare all'Università una sanzione pari a tre volte il doppio della differenza tra l’importo delle tasse da versare relative alla fascia ISEE accertata e l’importo delle tasse versate in base alla fascia ISEE dichiarata;
d. viene escluso per il futuro da qualsiasi borsa, beneficio o riduzione concessa dall’Università, anche se connessa con le provvidenze per il diritto allo studio.

IIII. Modelli di calcolo dell’ Isee e scadenze per la dichiarazione
L’Isee si dichiara sul sistema informativo Infostud, prima di stampare il bollettino per pagare la prima rata delle tasse di immatricolazione o di iscrizione al proprio corso di studio e in base alle modalità descritte nell’art.12 del presente Manifesto. Gli immatricolati ed iscritti appartenenti alle prime tre fasce sono obbligati a redigere la dichiarazione Isee presso un Centro di Assistenza Fiscale. Dopo il pagamento della prima rata sarà possibile modificare l’importo a partire dal 3 febbraio e fino al 28 febbraio 2014 presso lo sportello della segreteria amministrativa allegando copia della dichiarazione Isee (DSU) effettuata presso un Caf.

IV. Capacità contributiva dello studente
1. La condizione economica del nucleo familiare convenzionale dello studente è determinata dal reddito complessivo dei suoi membri, incrementato del 20% del valore dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale.

V. Individuazione del nucleo familiare convenzionale dello studente
1. Il nucleo familiare convenzionale dello studente è composto dal richiedente i benefici e da tutti coloro, anche se non legati da vincolo di parentela, che risultano nel proprio stato di famiglia alla data del 31.12 dell’anno precedente a quello accademico per il quale si chiede l’immatricolazione o iscrizione. Qualora sia intervenuta tra il 31.12 e la data di immatricolazione o iscrizione una sostanziale modifica, debitamente certificabile, nella costituzione del nucleo familiare tale da rendere la situazione più favorevole allo studente, lo stesso può tenerne conto nella determinazione della composizione del nucleo familiare stesso.
2. Nel caso di separazione legale o divorzio dei genitori dello studente, si considera facente parte del nucleo familiare convenzionale il genitore che percepisce gli assegni di mantenimento dello studente.
3. Sono inoltre considerati facenti parte del nucleo familiare convenzionale:
a. i genitori dello studente e gli altri figli a loro carico anche qualora non risultino conviventi dallo stato di famiglia, in assenza di separazione legale o divorzio;
b. eventuali soggetti in affidamento ai genitori dello studente alla data del 31.12 dell’anno precedente a quello accademico per il quale si chiede l’immatricolazione o iscrizione.
4. Lo studente coniugato o divorziato può fare riferimento esclusivamente ai propri redditi, a quelli del coniuge e degli eventuali conviventi se entrambi presenti nel proprio stato di famiglia.
5. Lo studente i cui genitori non siano legati da vincolo giuridico e che non siano presenti nello stato di famiglia dello studente stesso, può fare riferimento ai redditi delle persone comunque presenti nel proprio stato di famiglia.
Gli altri casi sono disciplinati secondo quanto previsto dall’art.1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 1999, n. 221, e successive modificazioni.

VI. Criteri di calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente
1. Ai fini dell’accesso al beneficio della riduzione delle tasse universitarie rileva l’indicatore della situazione economica equivalente, determinato con riferimento all’intero nucleo familiare.
2. L’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) è calcolato come rapporto tra l’indicatore della situazione economica (Ise), come definito al comma 3, e il parametro corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, desunto dalla scala di equivalenza riportata nella tabella 2 del decreto legislativo n. 109 del 1998.
3. L’indicatore della situazione economica (Ise) è la somma dell’indicatore della situazione reddituale, determinato ai sensi del successivo punto VIII, e del venti per cento dell’indicatore della situazione patrimoniale, determinato ai sensi del successivo punto IX.

VII. Indicatore della situazione reddituale
1. L’indicatore della situazione reddituale è determinato sommando per ciascun componente del nucleo familiare:
a) il reddito complessivo risultante dall’ultima dichiarazione presentata ai fini delle imposte sui redditi delle persone fisiche, al netto dei redditi agrari relativi alle attività indicate dall’articolo 2135 Codice civile (è imprenditore agricolo chi esercita un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all’allevamento del bestiame e attività connesse). Si reputano connesse le attività dirette alla trasformazione o all’alienazione dei prodotti agricoli, quando rientrano nell’esercizio normale dell’agricoltura svolte, anche in forma associata, dai soggetti produttori agricoli titolari di partita Iva, obbligati alla presentazione della dichiarazione ai fini dell’lva. In caso di esonero dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi vanno assunti i redditi imponibili ai fini Irpef risultanti dall’ultima certificazione consegnata dai soggetti erogatori. Per ultima dichiarazione o ultima certificazione si intendono la dichiarazione presentata o la certificazione ricevuta nel 2013 relativa ai redditi dell’anno precedente (2012). Se, al momento in cui deve essere presentata la dichiarazione sostitutiva unica, non può essere presentata la dichiarazione dei redditi o non è possibile acquisire la certificazione, relative ai redditi dell’anno precedente, deve farsi riferimento all’ultima dichiarazione dei redditi presentata o all’ultima certificazione consegnata. E’ consentito dichiarare l’assenza di reddito di un soggetto appartenente al nucleo familiare, quando questi nell’anno solare precedente a quello per cui si richiede l’iscrizione all’Università, non ha percepito alcun reddito.
In particolare, devono essere aggiunti al reddito complessivo i redditi da lavoro dipendente ed assimilati, di lavoro autonomo ed impresa, redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. I] e l] del TUIR), assoggettati ad imposta sostitutiva o definitiva, salvo che il legislatore espressamente manifesti una diversa volontà nelle norme che disciplinano tali componenti reddituali (tabella 1, parte I, D.Lgs. 109/1998, modificata dall’art. 34, Legge n. 183/2010).
Pertanto, i redditi che rientrano in tali categorie, assoggettati ad imposta sostitutiva o definitiva, come ad esempio quelli indicati nei quadri LM, RE, RG e RQ del modello Unico, andranno sommati al reddito complessivo dichiarato ai fini IRPEF, eccetto nell’ipotesi in cui il legislatore espressamente li escluda nelle disposizioni che li disciplinano.
Ad esempio, con riferimento al modello Unico Persone Fisiche 2013 per la dichiarazione dei redditi del 2012:
1) se il soggetto si è avvalso del regime agevolato ai sensi dell’art. 27, D.L. 6 luglio 2011, n. 98 ed ha pertanto compilato il quadro LM, va indicato l’importo del rigo LM10. Nel caso in cui il soggetto sia imprenditore di impresa familiare va riportato l’importo del rigo LM10 al netto delle quote imputate ai collaboratori (colonna 3 dei righi RS6 e RS7), mentre se il soggetto è un collaboratore dell’impresa familiare va riportata la quota imputatagli dall’imprenditore (colonna 3 dei righi RS6 e RS7); 2) se il soggetto si è avvalso del regime sostitutivo per nuove iniziative di lavoro autonomo (art. 13 della legge n. 388/2000) ed ha pertanto compilato il quadro RE, va indicato l’importo del rigo RE21 colonna 2, soltanto se positivo e se nel rigo RE22 colonna 1 è presente il codice 1;
3) se il soggetto si è avvalso del regime sostitutivo per nuove iniziative imprenditoriali (art. 13 della legge n. 388/2000) ed ha pertanto compilato il quadro RG, va indicato l’importo del rigo RG29, soltanto se positivo e se nel rigo RG30 colonna 1 è presente il codice 1 (Circolare INPS n. 2 del 2011);
b) i redditi da lavoro prestato nelle zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
c) i proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste l’obbligo alla presentazione della dichiarazione Iva: a tal fine va assunta la base imponibile determinata ai fini dell’Irap, al netto dei costi del personale a qualunque titolo utilizzato;
d) il reddito figurativo delle attività finanziarie, determinato applicando il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro al complessivo patrimonio mobiliare del nucleo familiare individuato secondo quanto indicato nei successivi commi 2, 3 e 4.
1 bis. Qualora il nucleo risieda in abitazione in locazione, dalla somma dei suddetti elementi reddituali si detrae il valore del canone di locazione annuo, fino a concorrenza e per un ammontare massimo di € 5.164,57. In tal caso il richiedente è tenuto a dichiarare gli estremi del contratto di locazione registrato e l’ammontare del canone. Ai fini dell’applicazione della detrazione del presente comma:
a) l’abitazione di residenza del nucleo è quella nella quale risiedono i componenti del nucleo familiare e per la quale il contratto di locazione è registrato in capo ad almeno uno dei componenti;
b) se i componenti del nucleo, in virtù dell’applicazione dei criteri di cui al presente comma, risultano risiedere in più abitazioni per le quali il contratto di locazione è registrato in capo ad alcuno dei componenti stessi, la detrazione si applica, tra le suddette, all’abitazione individuata dal richiedente nella dichiarazione sostitutiva unica; se il contratto di locazione risulta solo in quota parte in capo ai componenti del nucleo, la detrazione si applica per detta quota.
2. Ai fini della determinazione del patrimonio mobiliare devono essere considerate le componenti di seguito specificate, possedute alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello accademico per il quale si chiede l’iscrizione all’Università:
a) Conti correnti bancari e postali, per i quali va assunto il valore del saldo contabile attivo alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della richiesta di iscrizione e/o immatricolazione;
b) depositi bancari, postali e conto deposito, per i quali va assunto il valore del saldo contabile attivo, al netto degli interessi, alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della richiesta di iscrizione e/o immatricolazione;
c) titoli di Stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi e assimilati, per i quali va assunto il valore nominale delle consistenze alla data di cui alla lettera a);
d) azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (Oicr) italiani o esteri, per le quali va assunto il valore risultante dall’ultimo prospetto redatto dalla società di gestione alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello accademico per il quale si chiede l’iscrizione;
e) partecipazioni azionarie in società non quotate in mercati regolamentati e partecipazioni in società non azionarie, per le quali va assunto il valore della frazione del patrimonio netto, determinato sulla base delle risultanze dell’ultimo bilancio approvato anteriormente alla data di iscrizione all’Università per l’anno accademico 2013-2014 ovvero, in caso di esonero dall’obbligo di redazione del bilancio, determinato dalla somma delle rimanenze finali e dal costo complessivo dei beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, nonché degli altri cespiti o beni patrimoniali;
f) masse patrimoniali, costituite da somme di denaro o beni non relativi all’impresa affidate in gestione a un soggetto abilitato ai sensi del decreto legislativo n. 415 del 1996, per le quali va assunto il valore delle consistenze risultanti dall’ultimo rendiconto predisposto, secondo i criteri stabiliti dai regolamenti emanati dalla Commissione nazionale per le società e la borsa, dal gestore del patrimonio anteriormente alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello accademico per il quale si chiede l’iscrizione;
g) altri strumenti e rapporti finanziari, per i quali va assunto il valore corrente alla data di cui alla lettera a), nonché contratti di assicurazione mista sulla vita e di capitalizzazione, per i quali va assunto l’importo dei premi complessivamente versati a tale ultima data, ivi comprese le polizze a premio unico anticipato per tutta la durata del contratto, per le quali va assunto l’importo del premio versato; sono esclusi i contratti di assicurazione mista sulla vita per i quali alla medesima data non è esercitabile il diritto di riscatto;
h) imprese individuali, per le quali va assunto il valore del patrimonio netto, determinato con le stesse modalità indicate alla precedente lettera e).
3. Per i rapporti di custodia, amministrazione, deposito e gestione cointestati anche a soggetti appartenenti a nuclei familiari diversi, il valore della consistenza è assunto per la quota di spettanza.
4. Le classi di valore della consistenza del complessivo patrimonio mobiliare del nucleo familiare sono individuate con riferimento al modello di dichiarazione sostitutiva di cui all’articolo 4, comma 6, del decreto legislativo n. 109 del 1998; ai fini del calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente il valore del complessivo patrimonio mobiliare del nucleo familiare di cui al comma 2 è assunto per un importo pari alla classe di valore più vicina per difetto all’effettiva consistenza del patrimonio stesso.

VIII. Indicatore della situazione patrimoniale
1. L’indicatore della situazione patrimoniale è determinato sommando, per ciascun componente del nucleo familiare, i seguenti valori patrimoniali:
a) il valore dei fabbricati e terreni edificabili ed agricoli, intestati a persone fisiche diverse da imprese, quale definito ai fini Ici al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della richiesta di iscrizione e/o immatricolazione, indipendentemente dal periodo di possesso nel periodo d’imposta considerato. Dal valore così determinato di ciascun fabbricato o terreno, si detrae, fino a concorrenza, l’ammontare dell’eventuale debito residuo alla stessa data del 31 dicembre per mutui contratti per l’acquisto dell’immobile o per la costruzione del fabbricato. Qualora il nucleo risieda in abitazione di proprietà, dalla somma dei suddetti valori si detrae per tale immobile, in alternativa alla detrazione del debito residuo, se più favorevole e fino a concorrenza, il valore della casa di abitazione, come sopra definito, nel limite di € 51.645,69. Ai fini dell’applicazione della detrazione del presente comma:
I. l’abitazione di residenza del nucleo è quella nella quale risiedono i suoi componenti, di proprietà di almeno uno di essi;
II. se i componenti del nucleo, in virtù dell’applicazione dei criteri di cui al punto VIII, comma 1-bis, lettera b, risultano risiedere in più abitazioni la cui proprietà è di alcuno dei componenti stessi, la detrazione si applica, tra le suddette, all’abitazione individuata dal richiedente nella dichiarazione sostitutiva unica;
III. se l’immobile risulta in quota parte di proprietà di alcuno dei componenti del nucleo, la detrazione si applica solo per detta quota;
b) il valore del patrimonio mobiliare calcolato secondo i criteri di cui al precedente punto VIII, commi 2, 3 e 4. Da tale valore si detrae, fino a concorrenza, una franchigia pari a € 15.493,71. Tale franchigia non si applica ai fini della determinazione del reddito figurativo di cui al precedente punto VIII, comma 1, lettera d).
2. I valori patrimoniali di cui alle lettere a) e b) del comma 1 rilevano in capo alle persone fisiche titolari di diritti di proprietà o di diritti reali di godimento.

IX. Norme comuni
1. Il reddito ed il patrimonio dei fratelli e delle sorelle dello studente considerati parte del nucleo familiare convenzionale concorrono alla formazione degli Indicatori della situazione reddituale (Isr) e della situazione patrimoniale (Isp) nella misura del 100%.
2. Qualora i valori relativi ad ogni singola componente del reddito e/o del patrimonio, presi in considerazione ai fini del calcolo dell’Indicatore della Situazione Reddituale e/o dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale, siano negativi, tali valori sono considerati pari a zero ai fini del calcolo degli indicatori stessi.

X. Norme per gli studenti stranieri con redditi percepiti all’estero
1. L’Indicatore della situazione economica equivalente dei redditi percepiti all’estero è calcolato come la somma dei redditi percepiti all’estero e del venti per cento dei patrimoni posseduti all’estero. Tali dichiarazioni devono essere rilasciate dalla competente Rappresentanza diplomatica o Consolare presente in Italia sul facsimile che è possibile reperire presso il CIAO, presso la Segreteria studenti stranieri e sul sito www.uniroma1.it/studenti.
2. I redditi e i patrimoni dichiarati vanno valutati con le stesse modalità previste per i redditi e i patrimoni percepiti in Italia (vedi fascicolo per il calcolo dell’Isee allegato alla Guida dello studente e pubblicato sul sito dell’Università www.uniroma1.it/studenti) e sulla base del tasso di cambio medio dell’euro nell’anno di riferimento (cfr. tabella seguente), definito con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, articolo 4, comma 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e successive modificazioni ed integrazioni.
3. Ai fini della valutazione della condizione economica, per gli studenti riconosciuti quali rifugiati politici ed apolidi si tiene conto solo dei redditi e del patrimonio eventualmente detenuti in Italia secondo le modalità di cui ai punti precedenti.
4. Qualora i valori relativi ad ogni singola componente del reddito e/o del patrimonio, presi in considerazione ai fini del calcolo dell’Indicatore della Situazione Reddituale e/o dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale, siano negativi, tali valori sono considerati pari a zero ai fini del calcolo degli indicatori stessi.

Medie annuali in Euro riferite al 2012

XI. Rapporto tra reddito equivalente e composizione del nucleo familiare dello studente
1. Determinato l’Indicatore della situazione economica (Ise) del nucleo familiare convenzionale dello studente e sommato il 20% dell’Indicatore della situazione patrimoniale (Isp) dello stesso nucleo familiare, il valore così ottenuto deve essere rapportato alla composizione del nucleo familiare dello studente, secondo la seguente tabella:

Numero Parametro dei componenti del nucleo familiare

  • 1        1,00
  • 2        1,57
  • 3        2,04
  • 4        2,46
  • 5        2,85

Maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente.
Maggiorazione di 0,2 in caso di presenza nel nucleo di figli minori e di un solo genitore.
Maggiorazione di 0,5 per ogni componente con handicap psicofisico permanente di cui all’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o con invalidità superiore al 66%.
Maggiorazione di 0,2 per nuclei familiari con figli minori, in cui entrambi i genitori abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nel periodo cui fanno riferimento i redditi della dichiarazione sostitutiva. Questa maggiorazione si applica anche a nuclei familiari composti esclusivamente da figli minori e da un unico genitore che ha svolto attività di lavoro o di impresa nei termini suddetti.
2. Il valore così ottenuto costituisce l’Indicatore della situazione economica equivalente dello studente (Isee), sulla base del quale lo studente può aver diritto al beneficio della riduzione delle tasse universitarie.