Lo Zibaldone parla inglese

Ha visto la luce, dopo sette anni di lavoro, la prima traduzione integrale in inglese dello Zibaldone, il diario personale che raccoglie gli appunti scritti da Giacomo Leopardi tra il 1817 e il 1832. Ha lavorato al progetto una squadra di traduttori professionisti inglesi e americani, che hanno collaborato tra loro sotto la supervisione di Franco D’Intino, docente di Letteratura italiana e contemporanea alla Sapienza e Direttore del ‘Leopardi Centre’ (attivo fin dal 1998 presso l’Università di Birmingham), e di Michael Caesar (University of Birmingham), sotto gli auspici del Centro Nazionale di Studi Leopardiani.
L’opera non è soltanto una traduzione, ma una vera e propria “edizione” in lingua inglese, che comprende apparati critici e filologici, note, indici e una lunga introduzione.

Il progetto si è basato su una approfondita attività di ricerca riguardante due problemi teorici cruciali connessi con la composizione del testo: l’uso delle citazioni e lo status dello Zibaldone all’interno dell’estetica romantica e post-romantica. Il lavoro di ricerca su questi filoni, e i due convegni che ne sono stati l’esito (rispettivamente presso l’ex facoltà di Studi orientali della Sapienza di Roma e l’Università di Birmingham), si sono svolti nell’ambito di una ricerca premiata dall’Arts & Humanities Research Council.

L'opera, pubblicata negli Stati Uniti da Farrar Straus & Giroux, e in Gran Bretagna da Penguin Books (con il sottotitolo “The notebooks of Giacomo Leopardi”) è stata accolta sui maggiori quotidiani inglesi da entusiastiche recensioni, ed altre se ne vanno man mano aggiungendo su testate italiane, inglesi e americane, tra cui la prestigiosa New York Review of Books.

La presentazione ufficiale è avvenuta a New York il 25 settembre 2013 presso l’Italian Academy for Advanced Studies in America (Columbia University), alla presenza di un foltissimo pubblico. Nei due giorni precedenti si è tenuto, per celebrare l’evento, un convegno internazionale presso il Trinity College di Hartford, Connecticut.

 

Domenica, 29 settembre 2013

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