ASPIRINA PIÙ EFFICACE PER CURARE IL CUORE

Un team della Sapienza ha scoperto nelle piastrine una molecola che limita l’azione antiaggregante dell’aspirina. Lo studio conferma che un mix farmacologico adeguato può evitare questo effetto indesiderato

L’azione dell’aspirina, il farmaco più venduto al mondo, è contrastato da molecole presenti nelle piastrine, ma questo effetto indesiderato può essere corretto utilizzando l’acido acetilsalicilico in una opportuna combinazione. Lo dimostra uno studio della Sapienza, condotto in particolare su pazienti sottoposti a intervento di by-pass coronarico, pubblicato il 9 agosto sull’autorevole rivista Journal of the American College of Cardiology.
Secondo la ricerca, coordinata da Fabio Pulcinelli del Dipartimento di Medicina sperimentale della Sapienza, i pazienti sottoposti a by-pass coronarico a cinque giorni dall’intervento sono meno sensibili al trattamento con aspirina a causa dell'overespressione della proteina denominata MRP4, che ha il ruolo di trasportatore di anioni organici ed è contenuta nelle piastrine umane. È stato dimostrato che il noto farmaco può essere eliminato dalle piastrine attraverso il trasporto mediato dall’MRP4. Questo trasportatore ha la capacità di detossificare le piastrine dall’aspirina prima che questa sia in grado di ridurre la funzionalità piastrinica e quindi di esercitare la funzione antiaggregante per la quale viene somministrata.
A fronte di questi risultati, sono stati condotti esperimenti in vitro che hanno evidenziato come l’azione dell’MRP4 possa a sua volta essere limitata mediante il dipiridamolo; questo principio attivo è dunque in grado di aumentare l’efficacia dell’aspirina a inibire le piastrine.
In conclusione lo studio spiega la combinazione di fattori all’origine di evidenze già emerse in diversi trial clinici, ovvero che trattamenti in-vivo con dipiridamolo più aspirina sono maggiormente efficaci rispetto alla sola aspirina nel ridurre complicanze cerebrovascolari.
Lo studio della Sapienza è il primo lavoro scientifico che individua il meccanismo piastrinico capace di limitare l’azione dell’aspirina. In futuro lo stesso studio potrà essere applicato ai pazienti in trattamento cronico con questo farmaco.
La ricerca, intitolata Aspirin extrusion from human platelets through multidrug resistance protein-4 mediated transport: evidence of a reduced drug action in patients after coronary artery bypass grafting, è firmata da Teresa Mattiello, Raffaella Guerriero, Lavinia Vittoria Lotti, Elisabetta Trifirò, Maria Pia Felli, Alessandro Barbarulo, Bruna Pucci, Paola Gazzaniga, Carlo Gaudio, Luigi Frati, Fabio M. Pulcinelli.

Mercoledì, 03 agosto 2011
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