VOLO INAUGURALE DEL LANCIATORE VEGA

Il 13 febbraio il vettore spaziale europeo ha effettuato con successo il primo decollo, dalla base di Kourou nella Guiana francese. La Sapienza ha contribuito alla progettazione del lanciatore e ha ideato il satellite Lares portato in orbita

Il 13 febbraio il vettore spaziale europeo Vega ha effettuato con successo il primo decollo dalla base di Kourou. La Sapienza ha contribuito alla progettazione del lanciatore e ha ideato il satellite Lares portato in orbita.
Vega, il più piccolo della famiglia europea dei lanciatori, è stato sviluppato dall'ESA con il contributo decisivo dell'Italia che ha coperto circa il 65% dei costi. L'Italia ha assunto la responsabilità industriale del progetto, con la realizzazione del lanciatore, affidata ad ELV ed Avio, dell'Aviogroup, e con Vitrociset e CGS che hanno realizzato la base di lancio.
Per la prima volta il nostro paese mostra con la realizzazione di questo progetto di aver raggiunto una capacità  a livello scientifico, tecnologico e industriale in grado di sviluppare e gestire un sistema di grande complessità come quello del lancio di un vettore spaziale. Solo la Francia in Europa poteva finora vantare questa capacità.

La Sapienza ha contribuito in maniera determinante alle soluzioni tecnologiche di cui è dotato Vega. L'idea stessa del Vega è nata nei locali della Sapienza, sul tavolo di lavoro di Carlo Buongiorno, illustre docente dell'Ateneo, scomparso 3 mesi fa.
Un contributo preminente è venuto dal gruppo di docenti del settore propulsivo. Il gas pressurizzante dell'intero motore è l'elio, sulla base di una proposta sviluppata su basi teoriche dai docenti Maurizio Di Giacinto e Bernardo Favini, che ha consentito di superare gravi instabilità altrimenti presenti. La stessa unità di ricerca ha  seguito per conto dell’ESA la fase di sviluppo e realizzazione dell’intero sistema.
Rilevante anche il contributo del team di ricerca dei docenti Marcello Onofri e Francesco Nasuti che ha sviluppato sofisticati strumenti di simulazione numerica per predire le condizioni di flusso e l’ablazione delle superfici degli ugelli propulsivi e il contributo sullo studio delle strutture di Vega da parte dei docenti Paolo Gaudenzi, Franco Mastroddi e Fulvio Stella. La Sapienza ha anche fornito all’avventura Vega un'elevata qualità in termini di formazione di giovani ingegneri, in particolare attraverso il master in Sistemi di trasporto spaziale.

Nella missione inaugurale è stato immesso in orbita un satellite scientifico italiano, il Lares(Laser Relativity Satellite), che realizzerà misure di grande interesse per la fisica gravitazionale e le scienze della terra, nel quale hanno avuto ruolo primario anche ricercatori della Sapienza e dell’Università del Salento.
Il responsabile del team scientifico internazionale Lares (Italia, USA, Germania e Russia) e ideatore della missione è Ignazio Ciufolini, esperto di relatività generale all’Università del Salento. Il satellite Lares - progettato da Antonio Paolozzi e dal suo team della Sapienza - metterà alla prova la teoria della Relatività generale di Albert Einstein e fornirà importanti determinazioni sulla dinamica della Terra e della sua crosta, utili sia per lo studio dei terremoti che per la verifica di effetti climatici globali quali lo scioglimento dei ghiacci emersi.

Si segnala inoltre il satellite Unicubesat-GG progettato e realizzato all'interno della Sapienza, nell'ambito del progetto Esa (European Space Agency) 'Cubesats for the Vega Maiden Flight. Si tratta del sesto satellite universitario interamente progettato e realizzato dal gruppo GAUSS della Scuola di Ingegneria Aerospaziale, sotto la conduzione del prof. Filippo Graziani, il cui lancio è stato offerto dall'Esa.

Per seguire in diretta dalla base spaziale europea di Kourou in Guyana francese le fasi finali di preparazione e lancio, l'Area di ingegneria aerospaziale della Sapienza ha organizzato un collegamento in streaming da Kourou a partire dalle ore 10.00.  L'iniziativa si è tenuta nell'aula del Chiostro dell’edificio di Ingegneria.

 

Domenica, 12 febbraio 2012

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