Lunedì, 28 novembre 2016

IL BIGBELL TEST CON UN VIDEOGIOCO ONLINE

Mercoledì 30 novembre si è svolto un esperimento collettivo di fisica quantistica: laboratori in tutto il mondo hanno ricevuto le sequenze di numeri generate online da usare per le misurazioni. Al Dipartimento di Fisica l’unico esperimento italiano

La comunità scientifica si è riunita nel Big Bell Test, un progetto per portare a termine esperimenti di fisica quantistica in diversi laboratori internazionali tenutosi in contemporanea nella giornata del 30 novembre. È passato un secolo, ma i misteri della fisica introdotti dallo studio delle particelle restano in buona parte all’attenzione degli scienziati ancora oggi, che si confrontano con la doppia natura delle stesse, e con i loro comportamenti paradossali: minuscole particelle che si parlano attraverso distanze abissali, oggetti che si comportano in maniera diversa quando non vengono osservati, previsioni della fisica quantistica totalmente lontane dal senso comune.

«L’idea base dell’esperimento è che se la Natura scoprisse cosa stiamo per chiederle, potrebbe ingannarci preparando una risposta ad hoc», ha spiegato Morgan Mitchell, fisico all’ICFO - The Institute of Photonic Sciences di Barcellona, coordinatore del progetto. «In questo contesto, persone che compiono tante scelte indipendenti diventano una risorsa preziosa, l’unica via per poter porre domande imprevedibili - non importa quali segreti la Natura cerchi di nasconderci». Da questo assunto di base, l’idea di un imponente esperimento su scala globale che coinvolga in modo diffuso un numero vasto di partecipanti casuali, attraverso le tecnologie fornite da internet. Così, per la prima volta, l’imprevedibilità umana ha giocato un ruolo chiave in esperimenti di fisica quantistica, alcuni mai realizzati fino ad ora. È stato infatti chiesto ai partecipanti sparsi per il mondo di contribuire, attraverso un videogioco online, alla creazione di sequenze di 0 ed 1in modo assolutamente casuale: questi bit sono stati trasmessi in diretta ai laboratori e hanno determinato le “domande poste”, ossia quali misure effettuare, su oggetti quantistici che includono atomi, fotoni e superconduttori.

Tra le 12 strutture coinvolte direttamente al progetto, il Dipartimento di Fisica della Sapienza, diretto da Paolo Mataloni, è stato l’unico partner italiano che ha partecipato con un esperimento nel Quantum Information Lab del Dipartimento di Fisica, diretto da Fabio Sciarrino.

«Il Dipartimento di Fisica della Sapienza è stato fortemente coinvolto in questa iniziativa, - sottolinea Paolo Mataloni - è infatti l'unica istituzione con due esperimenti, uno condotto a Roma, diretto da Fabio Sciarrino, l'altro realizzato presso l'Università di Concepcion in Cile, all'interno di una collaborazione che vede coinvolti 4 paesi: Cile, Spagna, Svezia e Italia». «L’esperimento realizzato presso il Quantum Information Lab della Sapienza ha utilizzato quattro fotoni, entangled ovvero “aggrovigliati” a coppie”; - spiega il resoponsabile del Laboratorio Fabio Sciarrino - il nostro obiettivo era osservare la non-località quantistica in una rete costituita da diversi nodi e pilotata in remoto dalla casualità generata dai diversi giocatori del BIG Bell».

Credits

Fabio Sciarrino

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