Domenica, 12 febbraio 2017

Lama in Ateneo nel '77: la testimonianza di Alberto Asor Rosa

Nel febbraio del 1977 all'Università di Roma doveva tenersi un comizio del segretario generale della Cgil Luciano Lama. Le cose andarono diversamente e il sindacalista fu costretto a interrompere il suo discorso e ad abbandonare la città universitaria a causa di violente contestazioni; si delineò così uno degli episodi più significativi di quella pagina di storia contemporanea che va sotto il nome di Movimento del '77. A quarant'anni dai fatti Alberto Asor Rosa, italianista docente emerito della Sapienza, allora tra gli organizzatori dell'intervento di Lama all'Università, ricostruisce la vicenda in un'intervista in onda su Rai Storia.

Il 17 febbraio 1977, sotto un cielo di probabile pioggia, l'Università di Roma era occupata per la protesta degli studenti contro la Riforma Malfatti. Era tempo di crisi petrolifera, di sacrifici e di disoccupazione giovanile; sulla scena politica la formula di governo del compromesso storico si contrapponeva all'astensione elettorale come espressione di disagio. Sul Piazzale della Minerva, luogo simbolo dell'Ateno, il servizio d’ordine della Cgil e del Pci aveva dovuto ricoprire con la vernice alcune scritte provocatorie. Le firme erano di “Autonomia Operaia”, l’ala dura del movimento, e degli “Indiani Metropolitani”, l’ala creativa e irriverente. Sulla sommità di una scala prelevata da una biblioteca, i contestatori avevano piazzato un fantoccio a grandezza naturale che doveva rappresentare il leader dei sindacati, circondato da palloncini e decorazioni a forma di cuore. Questo era il clima quando alle 10, puntuale, arrivò Luciano Lama. Il segretario Cgil parlerà poco più di venti minuti, poi la scena si sposterà dal palco all'arena.  

L'intervista ad Alberto Asor Rosa su Rai Storia, all'interno del programma Diario civile, va in onda il 15 febbraio alle ore 22 ed è replicata in diversi orari fino al 22 febbraio.

 

 

 

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