Domenica, 02 luglio 2017

EVENTO - Conferenza Expo Astana

Lunedì 3 luglio 2017 sono state presentate in anteprima al Palazzo del Rettorato le eccellenze di ricerca del Lazio in tema di energia presenti al Padiglione Italia di EXPO Astana 2017, l'esposizione universale che si tiene nella capitale kazaka dal 10 giugno al 10 settembre. Si tratta in particolare di 4 progetti di ricerca, i cosiddetti avatar, (su 12 complessivi italiani) selezionati da un Comitato Scientifico ad hoc nazionale (presieduto dal Commissario generale di Sezione per il Padiglione Italia e composto, tra gli altri, da rappresentanti del Maeci e Mise). Sono, più nel dettaglio, 12 postazioni informative e scenografiche (di cui appunto 4 laziali), costituite da lastre in plexiglass sulle quali saranno proiettati visual a figura intera di 12 personaggi italiani (scienziati, imprenditori ecc.) che si attiveranno al passaggio del visitatore, iniziando a raccontare l'esperienza e a illustrare il progetto innovativo di cui ogni avatar è testimone. I progetti sono stati proposti alla Regione Lazio dalle università e dai centri di ricerca laziali. A ciò si aggiungono i "totem”; si tratta di postazioni interattive situate all’interno del Padiglione Italia che conterranno altri progetti di ricerca e best practice sul tema energia proposte dalle Regioni italiane tra cui il Lazio (che presenterà 12 esperienze).

L’incontro è stato aperto dai saluti del rettore Eugenio Gaudio e dell’assessore allo Sviluppo economico e alle attività produttive della Regione Lazio, Guido Fabiani. Hanno introdotto Quirino Briganti, coordinatore per la Regione Lazio delle attività di promozione del Made in Italy nell’ambito di EXPO Astana 2017 e Livio de Santoli, delegato per l’Edilizia e per le politiche energetiche della Sapienza.

I progetti universitari sono stati quindi illustrati dai rispettivi responsabili scientifici, in forma di avatar, così come sono proposti nella piazza Leonardo Da Vinci del padiglione italiano ad Astana. Rappresentanti di Enea, Rse e Lazio Innova hanno presentato i totem della Regione Lazio. Infine ha avuto luogo un dibattito moderato dal giornalista Antonio Cianciullo. L’incontro si è concluso con l’intervento di Francesco Bonini, vicepresidente vicario Crul.

 

I PROGETTI ILLUSTRATI DAGLI AVATAR

Sapienza Università di Roma

Livio de Santoli – Delegato per l’Edilizia e per le politiche energetiche della Sapienza: Smart energy systems: una cellula di riferimento per distretti energetici del futuro
Il problema del passaggio dalle grandi centrali e dalle fonti fossili quali carbone, petrolio e gas naturale alle piccole centrali alimentate da fonti rinnovabili non è facile e neppure immediato. La sfida principale si chiama accumulo energetico che, con le attuali tecnologie, non è programmabile: la soluzione di questo problema sta nella realizzazione di Smart energy systems. Si tratta di reti, che opportunatamente collegate, ordinate e supportate da sistemi di accumulo elettrico e termico, offriranno la flessibilità necessaria a soddisfare la domanda di energia e saranno in grado di utilizzare tutto quanto prodotto durante il processo di generazione. La nuova rete intelligente sarà realizzata con un sistema di accumuli energetici prevalentemente elettrochimici di ultima generazione, con batterie coordinate in modo automatico che una volta raggiunta la loro massima capacità possano alimentare una successiva produzione di idrogeno, oppure batterie prodotte da idrogeno secondo il sistema rinnovabile di accumulo ibrido. Questo significa un doppio uso delle fonti rinnovabili: da un lato si soddisfa la richiesta energetica immediata di aziende e abitazioni, dall’altro si rende disponibile l’idrogeno recuperato dalla produzione di energia elettrica rinnovabile per diversi usi finali, come il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici, o anche l’alimentazione di veicoli sostenibili, attraverso stazioni di rifornimento civili, e industriali diffuse.

Università di Roma Tor Vergata

Silvia Licoccia - Dipartimento di Scienze e tecnologie chimiche: Il ruolo dell’idrogeno nell’energia del futuro
Il progetto intende sviluppare una tecnologia di accumulo di energia elettrica di tipo innovativo ad alte prestazione e dai costi contenuti. Questo tipo di accumulatore noto come Redox Flow Battery può aumentare anche la sostenibilità ambientale dei sistemi attualmente presenti sul mercato. A differenza di quanto succede oggi nelle batterie più comuni e diffuse, l’energia elettrica prodotta nelle reazioni di ossidoriduzione che avvengono nella batteria a flusso viene immagazzinata in due contenitori esterni: questo permette di aumentare in modo significativo la capacita del dispositivo semplicemente incrementando il volume di questi serbatoi, adattandolo alle effettive esigenze. Il progetto ha l’obiettivo di contribuire a creare presupposti tecnologici necessari a passare dal prototipo di laboratorio che ha una potenza fino a 1 watt a dispositivi con potenza di circa 1 kilowatt, quindi mille volte superiori. 
 
Aldo di Carlo - Dipartimento di ingegneria elettronica: Moduli fotovoltaici stampabili con Grafene e Perovskite – record mondiale di efficienza su larga area
Il progetto prevede l’impiego di materiali innovativi ibridi chiamati perovskite o PSC nella realizzazione di pannelli solari; questi materiali permettono di miscelare le proprietà dei materiali organici con quelle dei materiali inorganici, raggiungendo gradi di efficienza senza precedenti nel fotovoltaico stampabile di nuova generazione. Questa tecnologia presentava difficoltà per i pannelli di grandi dimensione: la soluzione è rappresentata dal grafene, che può diventare la chiave di volta per realizzare il fotovoltaico del futuro.

Università Roma Tre

Francesco Asdrubali - Dipartimento di Ingegneria: La ricerca in materia di risparmio energetico degli edifici: una sfida scientifica, tecnologica e culturale per il XXI secolo
Una della sfide fondamentali è quella di ridurre al minimo il consumo energetico degli edifici mediante soluzioni e tecniche innovative, sia per l’adeguamento degli edifici esistenti, sia per le nuove costruzioni, secondo lo standard Nearly Zero Energy Buildings (NZEB). Questa scelta strategica consentirebbe di raggiungere due risultati nello stesso tempo: da un lato abbattere l’immissione di gas serra nel rispetto degli obiettivi europei e dall’altro rilanciare un settore strategico per l’economia della Ue. Tra le soluzioni individuate nell’ambito del progetto, materiali trasparenti smart cioè vetri che cambiano colore in base alla luce che li colpisce e pellicola a controllo solare, ma anche isolanti sostenibili di origine naturale, come ad esempio la fibra vegetale kenaf e composti cellulosici verdi. Grande attenzione è stata rivolta pure ai ritrovati derivanti dal riciclo di altre materie come ad esempio vecchi pneumatici, e metamateriali, ossia composti artificiali con esclusive proprietà legate alla particolare struttura esterna. 

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