MALATTIE INFETTIVE, MICROBIOLOGIA E SANITA' PUBBLICA

Identificativo : 
26748
Tipo offerta formativa : 
Anno : 
2016
Posti : 

12

Numero di borse : 
8
Numero di borse finanziate da enti : 
0
Numero di borse finanziate da MIUR Fondo Giovani : 
0
Numero di borse finanziate da consorzi : 
0

Si tratta di un corso che comprende i 4 curricula di Malattie Infettive, Scienze della Salute e Medicina Sociale, Microbiologia e Parassitologia, Medicina Legale e Scienze Forensi. A. Malattie Infettive Il Dottorato di Ricerca ha lo scopo di formare ricercatori in grado di affrontare lo studio di una complessa disciplina con un bagaglio conoscitivo e tecnologico aggiornato ed approfondito. Esso sarà improntato alla conoscenza della immunopatogenesi, della diagnostica e della terapia delle malattie infettive e parassitarie e sarà articolato in 3 anni, con un anno finalizzato all'addestramento scientifico ed un biennio alla realizzazione di un progetto di ricerca. Aree di ricerca del curriculum in Malattie Infettive sono: 1. Chemioantibioticoterapia delle malattie infettive Il dottorando dovrà acquisire una buona conoscenza delle proprietà dei farmaci anti-infettivi, inclusi quelli sperimentali, e delle loro possibilità di impiego nella terapia e nella prevenzione delle malattie infettive. Dovrà inoltre acquisire le metodologie microbiologiche ed immunologiche che gli consentano di studiare le interazioni tra chemioantibiotici e sistema immunitario. Infine, dovrà acquisire adeguate capacità di ricerca biologica e clinica al fine di sviluppare le conoscenze sulla prescrizione terapeutica, la farmacoresistenza e gli aspetti di farmacocinetica e farmacoeconomia. 2. Microbiologia clinica e diagnostica delle infezioni emergenti e riemergenti Questo indirizzo ha lo scopo primario di formare ricercatori capaci di operare con un bagaglio conoscitivo e tecnologico moderno nel settore della diagnosi e terapia delle infezioni virali. Il dottorando dovrà approfondire in particolare le conoscenze sugli aspetti patogenetici, clinici, diagnostici, e terapeutici delle infezioni virali. Dovrà inoltre acquisire buone conoscenze sullo sviluppo di farmaci antivirali e la gestione di trials clinici. Infine, dovrà essere approfondito lo studio delle correlazioni tra infezioni virali, neoplasie e malattie degenerative. Nell'ambito della microbiologia clinica l'obiettivo è quello di formare ricercatori in grado di applicare le più recenti metodologie di diagnosi microbiologica nelle malattie infettive batteriche e fungine. Il dottorando dovrà acquisire competenze scientifiche sullo sviluppo di metodologie microbiologiche, immunologiche e molecolari applicate alla diagnostica delle malattie infettive. In particolare dovrà approfondire le conoscenze sull’utilizzo delle tecniche rivolte alla diagnosi rapida delle più comuni infezioni batteriche, fungine e parassitarie, ivi comprese le malattie tropicali. Una linea di ricerca verrà infine dedicata alla sempre più ampia diffusione delle infezioni acquisite in ambiente ospedaliero con particolare rilevanza riguardo alle conseguenze sul sistema sanitario in termini di costi, morbilità e mortalità. Il dottorando dovrebbe acquisire capacità di sintesi e di ricerca nell’area della gestione delle epidemie ospedaliere, utilizzando le più avanzate conoscenze microbiologiche, cliniche e terapeutiche. 3. Immunopatogenesi, virologia e vaccini Verranno approfondite conoscenze in tema di: a) immunologia e virologia dell'infezione da HIV; b) patogenesi delle co-infezioni di HIV con tubercolosi, HCV e malaria; c) terapie sperimentali per l'infezione da HIV. Verranno avviate ricerche sulla patogenesi ed i vaccini per l'AIDS e la co-infezione di HIV con HCV, tubercolosi e malaria. Tali ricerche verranno effettuate in collaborazione con la Emory University di Atlanta (USA) e il Dipartimento di Microbiologia e Immunologia allo Yerkes Center della stessa Università. Il centro di Atlanta ha una tradizione di ricerca ad altissimo livello nel campo dell'AIDS ed ospita le più grandi colonie di macachi, mangabeys e chimpanzees in cattività che sono disponibili per la ricerca scientifica. La collaborazione con il centro suddetto permetterà di applicare all'uomo concetti diagnostici e terapeutici derivati dalle scimmie, con particolare attenzione alla terapia della infiammazione residua in pazienti HIV-infetti e trattati con ART (anti-retroviral therapy) ed alla terapia delle co-infezioni di HIV con HCV, malaria, e tubercolosi. B. SCIENZE DELLA SALUTE E MEDICINA SOCIALE Si articola nei due sub-curricula di Scienze della Salute e di Medicina Sociale 1. Scienze della salute I percorsi formativi proposti rispondono al grande bisogno di ricerca e professionalità necessari per la tutela della salute e per l'indirizzo di corrette linee di politica sanitaria. Numerosi ricercatori guardano a questo curriculum anche per il suo specifico orientamento in sanità pubblica tropicale che ha stimolato l'accesso di diversi studiosi stranieri. E' articolato nelle seguenti aree storiche: programmazione e valutazione degli interventi di sanità pubblica, igiene ambientale, sanità pubblica tropicale, microbiologia per la sanità pubblica, igiene industriale e ambientale. La recente evoluzione della normativa Europea sulla tutela dei cittadini da rischi lavorativi e ambientali, ha creato un nuovo fabbisogno di formazione a tutti i livelli. Accanto alla preparazione di laureati e di specialisti in grado di eseguire la valutazione dei rischi (previsti dai nuovi ordinamenti didattici), si è costatata anche la necessità di formare ricercatori in grado di disegnare ed eseguire progetti di ricerca che possano fornire risposte definitive sui temi del rapporto tra esposizioni ambientali ed effetti sull'ambiente e sulla salute umana. Si tratta di progetti di ricerca che richiedono competenze non solo nel campo biosanitario, ma anche e sopratutto in campi più strettamente scientifici, con contenuti delle scienze chimiche, fisiche, ambientali e statistiche. Il dottorato ha lo scopo di formare studiosi esperti nella metodologia di ricerca scientifica in grado di rilevare, misurare e valutare gli effetti di rischi fisici, chimici e biologici sull'ambiente e sulla salute umana, attraverso i moderni sistemi di rilevazione e di monitoraggio, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. La formazione del dottorando è particolarmente indirizzata alla capacità di selezionare ed applicare criticamente le nuove tecnologie analitiche attraverso il monitoraggio basato su sistemi biologici oltre che attraverso lo studio degli effetti patogeni sull' ambiente inteso come biosfera, e sulle popolazioni umane che ne fanno parte. Esempi di queste tecnologie sono l'applicazione della Spettrometria di Massa e della Risonanza Magnetica Nucleare anche attraverso la metabolomica, Bioassays per rilevare alterazioni del DNA o alterazioni citogenetiche in sistemi animali e vegetali, e l'uso di indicatori biologici ed epidemiologico statistici per la valutazione del rischio in popolazioni umane. Obiettivo a lungo termine del dottorato è quello di contribuire alla formazione di ricercatori che possano operare autonomamente ed autorevolmente negli enti pubblici e privati sui temi della ricerca in Igiene industriale e ambientale ad un livello paritario con i colleghi degli altri paesi della EU. Questa esigenza è particolarmente sentita da enti di ricerca pubblici come l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), l'Ente Nazionale Energia ed Ambiente (ENEA), l' Ente Nazionale Protezione Ambientale (ANPA), e l’ex Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ex ISPESL ora INAIL). 2. Medicina Sociale e legale Il curriculum di Medicina sociale e legale rileva obiettivi e metodologie rivolti prevalentemente alla tutela della persona (“vivente”) nel contesto sociale. “Evoluzione dei concetti di salute e malattia nel confronto giuridico comparatistico europeo ed internazionale. Valore sociale dell’atto medico. Tutela dei diritti inviolabili della persona. Autodeterminazione, libertà e dignità del cittadino. Tutela dei minori e incapaci: problematiche etiche e deontologiche. La ricerca abbraccia profili d’interesse che vanno dall’assistenza alla previdenza; dalla protezione e difesa dalle malattie alla sicurezza socio-sanitaria; dalla promozione della salute all’enhancement. Malattie sociali e Welfare State (invalidità civile, disabilità ed handicap); assicurazioni sociali e private. Integrazioni socio-assistenziali ospedale-territorio (family medicine), medicine non convenzionali. Linee guida. Risk management, Malpractice e Danno alla persona. Vecchi e Nuovi fenomeni sociali di rilevanza bio-medica e bio-giuridica; dipendenza da sostanze d’abuso, fenomeni da Globalizzazione.” I campi d'azione della medicina sociale e legale vanno dalla 'assistenza', alla 'previdenza', dalla 'protezione e difesa dalle malattie' alla 'sicurezza socio- sanitaria' fino alla 'promozione della salute'. Lo scopo che si prefigge il Dottorato è quello di dare una adeguata ed attenta preparazione metodologica sotto il profilo scientifico ed un indirizzo pratico alle reali istanze di salute comunitaria e di medicina sociale. Si propone al Dottorando un percorso di ricerca attraverso l'analisi delle principali malattie sociali, valutando la loro incidenza e prevalenza nella società, mediante un approccio metodologico ai differenziati livelli di Sistema Sanitario e di Sicurezza Sociale: 1) tutela dei diritti inviolabili della persona e danno alla persona; 2) l’atto professionale rispetto alla libertà positiva e libertà negativa del cittadino; 3) le problematiche Etico-Deontologiche e di Diritto; la tutela delle persone incapaci; 4) la regionalizzazione della sanità; 5) il sistema Welfare e la tutela della invalidità civile, disabilità ed handicap in Italia attraverso lo studio degli Enti preposti (INPS, INAIL); 6) le Assicurazioni sociali e private; 7) le problematiche etico-sociali inerenti agli interventi diretti ed indiretti sull'ecosistema, alle sperimentazioni ed alle manipolazioni genetiche in rapporto con la bioetica e con la biogiuridica; 8) le medicine non convenzionali; 9) le cure palliative; 10) la malattia sociale; 11) i fenomeni sociali di rilevanza medica; le problematiche sociali emergenti; le dipendenze da sostanze d’abuso. Un aspetto fondamentale nella formazione curriculare consiste nello sviluppo della capacità di elaborare i dati scientifici allo scopo di apportare alla comunità scientifica nuove conoscenze e maggiori certezze sul ruolo dei rischi sociali per la salute, e, attraverso lo studio degli aspetti normativi e giuridici, fornire indicazioni concrete all’utente per la tutela della salute. C. MICROBIOLOGIA E PARASSITOLOGIA 1. Microbiologia e parassitologia La finalità è fornire una approfondita conoscenza degli organismi responsabili delle malattie infettive batteriche e virali e delle malattie parassitarie e delle conoscenze dei meccanismi molecolari della patogenesi microbica e parassitaria. Vengono studiati aspetti diagnostici, epidemiologici e patogenetici quali: 1) riconoscimento dell'ospite da parte del parassita; 2) sovvertimento del metabolismo della cellula ospite e meccanismi di difesa messi in atto dal parassita; 3) interazioni ospite-parassita come bersaglio d'interventi farmacologici; la perdita di efficacia di farmaci dotati di tossicità selettiva verso i parassiti a causa dell'insorgere di genotipi resistenti e le problematiche legate alle infezioni opportuniste hanno stimolato la ricerca di nuovi farmaci e nuovi approcci farmacologici; 4) studi sull'immunobiologia delle interazioni ospite-parassita; 5) il supporto della tassonomia alla diagnosi, alla prevenzione ed alla terapia. Il curriculum è articolato nelle seguenti aree: A) interazione ospite-parassita; tassonomia e diagnosi; B) analisi genetico-molecolare dei fattori di virulenza; C) organismi batterici e virali emergenti; D) basi molecolari delle antibiotico-resistenze; nuovi antibiotici, nuovi approcci per la preparazione di vaccini. 2. Microbiologia Farmaceutica. Il curriculum proposto si pone come principale finalità la formazione di dottori di ricerca che possiedano approfondite conoscenze e capacità operative e progettuali nei seguenti campi: Ricerca e sviluppo di nuovi farmaci con attività antimicrobica (antibatterici, antivirali ed antimicotici); Individuazione e caratterizzazione dei meccanismi coinvolti nell'insorgenza di fenomeni di resistenza ai farmaci antimicrobici e sviluppo di strategie innovative per il loro superamento in sistemi sperimentali in vitro che in vivo; Ricerca di nuovi target molecolari per lo sviluppo di farmaci ad attività antivirale, antibatterica ed antimicotica ed individuazione di molecole capaci di interagire con essi. L'iter formativo per questo curriculum sarà quindi particolarmente dedicato allo studio delle molecole attualmente impiegate per il trattamento delle patologie virali, batteriche e fungine ed all'analisi del loro meccanismo d'azione. Il dottorando potrà acquisire così la capacità di valutare le ragioni di successo ed insuccesso nell'impiego clinico delle diverse classi di molecole. Verrà inoltre approfondito lo studio degli attuali orientamenti della ricerca per lo sviluppo di nuove classi di molecole a più elevato indice terapeutico. Saranno inoltre focalizzati quegli aspetti della fisiologia e biologia dei microorganismi responsabili di malattie da infezione, necessari per fornire al dottorando gli strumenti cognitivi sui quali basare la ricerca e lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative. 3. Biotecnologie microbiche La creazione di questo curriculum nasce dalla necessità di formare dottori di ricerca nel complesso e innovativo settore delle biotecnologie. Gli ambiti in cui si svilupperà il curriculum riguarderanno principalmente i differenti stili di vita microbica quali la capacità dei microorganismi di aggregarsi, aderire a supporti abiotici o cellulari, formare il biofilm e penetrare all’interno delle cellule dell’ospite. Infezioni sostenute da microrganismi in grado di replicarsi e colonizzare l’ospite nelle forme suddette sono cruciali per la salute umana in quanto contrastano con successo i vari meccanismi di difesa dell'ospite e sono resistenti alla classica terapia antibiotica. La difficoltà di eradicare queste infezioni è dovuta principalmente alla impossibilità di enumerare i microorganismi aggregati, adesi ed in biofilm attraverso le classiche metodiche microbiologiche, appropriate solo quando i batteri vivono in forma platonica. La possibilità di applicare tecniche innovative come i biosensori nella conta microbica è un requisito fondamentale nella diagnosi microbiologica di questo tipo di microorganismi, nel controllo di qualità di prodotti da essere applicati in vivo come biomateriali per protesi o cateteri, nano-particelle che veicolano farmaci e nella scelta di trattamenti terapeutici. Anche se differenti strategie sono state tentate per superare queste limitazioni, enumerare i batteri in biofilm ed eseguire un antibiogramma direttamente su batteri adesi a protesi o a cateteri rappresenta ancora una grande sfida per il microbiologo. Infatti, fino ad oggi l’antibiogramma è eseguito sulla controparte platonica dei microorganismi isolati, dimostrando tutte le serie limitazioni dei classici metodi microbiologici. L’aumento dell’aspettativa di vita renderà sempre di più necessario l’uso di protesi o impianti dentari, oculari, ossei, e cardiaci. Pertanto, la scoperta sia di nuovi materiali che di nuove sostanze in grado di contrastare le infezioni associate alle protesi sarà sempre più necessaria. L’applicazione di biosensori e di nuove strategie farmacologiche emergenti dalla biotecnologia è molto promettente anche alla luce che dell’interdisciplinarità richiesta da tali studi. La genetica microbica unitamente alla biochimica, alla microbiologia, all’elaborazione di modelli matematici e all’elettronica sarà fondamentale per mimare in modelli in vitro, sempre più vicini a quelli in vivo, le varie fasi di suddette infezioni al fine di trovare nuovi ed efficaci metodi di eradicazione di questo tipo d’infezioni, altrimenti non eradicabili. Questo curriculum fornirà altresì le conoscenze per identificare e sviluppare prodotti biotecnologici innovativi anche allo scopo di produrre molecole con migliorate caratteristiche di rilevante interesse industriale. A tal fine verranno date anche nozioni di base sui requisiti e le metodologie da mettere in atto per la brevettabilità di prodotti o procedure diagnostiche innovative. D. MEDICINA LEGALE E SCIENZE FORENSI Il curriculum offre un ampio ventaglio formativo nello specifico ambito forense potendo spaziare dalla ricerca di laboratorio nello specifico settore morfologico, con tutte le tipicità proprie dello studio sia sperimentale che applicativo su cadavere, ai temi classici dottrinari quali quelli proposti dalla bioetica, dalla medicina legale con prospettiva giuridica e la visione comparatistica anche giurisprudenziale così da comporre una omogenea consequenzialità interpretativo – metodologica con steps concettuali che bene si compenetrano l’uno con l’altro dalla interpretazione pragmatica di una interpretazione problematica cosiddetta del quotidiano alla interpretazione “di frontiera”, così da richiedere una visione medico–legale d’insieme che dal livello individuale giunga a coinvolgere e compenetrare il piano societario. L’etica, la deontologia, il diritto sono pronti a fronteggiare un simile cambiamento concettuale con operatività non più malato – centrica ma di più ampia impostazione tanto da giungere a coprire anche i campi di interesse comportamentale. Principale obiettivo del presente curriculum è quello di consentire ai giovani dottorandi di acquisire una metodologia di lavoro versata ai rapporti tra scienza e diritto e, più pragmaticamente, tra sapere scientifico e dinamiche processuali che, recentemente, è divenuto viepiù complesso specie nel seguire percorsi criteriologici nuovi, essendo più affidabile, in questo momento storico, procedere verificando itinerari metodologici già indagati, saggiandone la percorribilità traspositiva fattuale e, invero, la forza scientifica, considerando che la medicina-legale è scienza di metodo fondata su costanti verifiche di attinenza e oggettività alla scientificità medico-biologica. L'aspetto più significativo dell'elaborazione di cui si discute sembra essere quello, irrealistico, di un sapere scientifico sempre pronto all'uso e pronto per essere applicato in modo quasi automatico, senza incertezze. La “certezza”, in altri termini, è categoria concettuale avente per il giudice carattere “qualitativo” e “descrittivo” e non meramente “quantitativo” e “numerico”. La Medicina Legale, dunque, interpreta il fenomeno soprattutto in termini di etiologia ed ha necessità di applicare un metodo per esplicitare deduttivamente e con omogeneità scientifica il parere che le è richiesto, il Diritto impiega l’interpretazione medico - legale e la elabora, insieme ad altri parametri, a fini di dimostrazione probatoria del nesso di causalità materiale, venendosi senza equivoci a caratterizzare, così, le diversità di sostanza che esistono e devono esistere fra la valutazione biologica e la valutazione giuridica e giurisprudenziale, non connesse tra loro secondo rigorosi paradigmi numerici, ma secondo ancoraggi di natura intellettuale, deducendosi la rispondenza o meno alla teoria condizionalistica per ogni ipotesi di causalità, secondo criteri di verità validi per ogni altro elemento di prova, nell’anelante aspirazione ad una “certezza processuale”, alla luce della quale, soltanto, devono considerarsi le eventuali conseguenze della condotta. Le figure professionali formate nell’ambito di tale curriculum saranno quindi non solo autonomi, competenti e preparati ricercatori scientifici ma anche abili professionisti. Gli indirizzi del curriculum saranno, infatti, caratterizzati da un approccio interdisciplinare, al fine di fornire ai dottorandi le basi scientifiche per una loro immissione non solo nel settore della ricerca universitaria, ma anche in altri settori del mercato del lavoro, come per es. nell’ambito delle consulenze per la Autorità Giudiziaria oppure nel contesto del Sistema Sanitario Nazionale ove, da vari anni, sono sorte ed operano Strutture di bioetica e deontologia clinica così da fornire pragmatiche risposte al sorgere di complesse tematiche etico-giuridiche, in cui sempre più spesso vengono richieste competenze specialistiche di tipo medico-legale. In ultima analisi, anche in accordo alla varietà di competenze dei membri del Collegio dei Docenti afferenti al suddetto curriculum, la formazione dei dottorandi sarà indirizzata, secondo il moderno approccio della Medicina Translazionale, verso problematiche che spaziano dalla conoscenza alla cura e verso risultati scientifici traducibili il più rapidamente possibile nella pratica clinica (“dal laboratorio al letto del paziente”). Tale approccio appare perfettamente in linea con gli scopi primari del Dottorato, di cui il presente curriculum in Scienze Forensi risulta parte integrante. Muta l’approccio della informazione all’individuo che non è più orientata alla descrizione della malattia e degli esami diagnostici per capirne la stadiazione e l’impegno d’organo, bensì alla invasività predittiva, alla intrusione genetica, al possibile trattamento terapeutico in fase di presenza (subclinica) di malattia seppure in silenzio sintomatologico. Quanta informazione per quanta invasività predittiva, vi è da chiedersi; quanto il singolo è disposto a far aprire la finestra di indagine statica (l’intera sequenza genomica) e quanto, di conseguenza, è disposto ad esplorare la dinamicità della osservazione biochimica (ematica). Non si potrà ignorare che si apriranno, di certo, nuove frontiere di responsabilità individuali nella scelta di accettare, o meno, la progressiva invasività diagnostica che potrà svelare e proiettarsi nell’orizzonte della malattia stessa, generando discrezionalità di conoscenza e di gestione individualizzata che dovranno ben essere fatte comprendere. Il diritto a non sapere, fondamentale frontiera del dibattito bioetico, veleggia nell’incertezza di un possibile rifiuto che non è più neutrale, o diritto del singolo, ma sfuma in responsabilità più ampie, generazionali e non solo, che si diffondono a livello della società. Ed infine, dobbiamo interrogarci anche su un ulteriore aspetto, forse più di confine e di ampio respiro, coinvolgente il modo di affrontare oggi la medicina: il livello di attenzione societaria. Certo potrà diventare anche, e non solo, un problema di etica distributiva oltre i classici canoni dei criteri fondanti l’approccio bioetico che, in quanto evoluzione concettuale della medicina personalizzata, potrebbero mostrare i limiti di una visione troppo, ed ancora, malattia – centrica con una attenzione ad una possibile etica personalizzata che vorremo definire “potenzialità”, essendo noto che “possibilità suona infatti come termine che rimanda a ciò che è alla portata dell’uomo e che quindi può essere presto raggiunto incrementando la nostra potenza”, in un tentativo, confidiamo non velleitario, di compenetrarsi nella libertà e nella responsabilità sia del singolo che della collettività. Il presente curriculum intende appunto svolgere questo percorso formativo impiegando le competenze del Collegio dei Docenti e le risorse disponibili nelle sedi interessate (laboratori, strumenti, patrimonio librario, banche dati, risorse per il calcolo elettronico). D. MEDICINA LEGALE E SCIENZE FORENSI Il curriculum offre un ampio ventaglio formativo nello specifico ambito forense potendo spaziare dalla ricerca di laboratorio nello specifico settore morfologico, con tutte le tipicità proprie dello studio sia sperimentale che applicativo su cadavere, ai temi classici dottrinari quali quelli proposti dalla bioetica, dalla medicina legale con prospettiva giuridica e la visione comparatistica anche giurisprudenziale così da comporre una omogenea consequenzialità interpretativo – metodologica con steps concettuali che bene si compenetrano l’uno con l’altro dalla interpretazione pragmatica di una interpretazione problematica cosiddetta del quotidiano alla interpretazione “di frontiera”, così da richiedere una visione medico–legale d’insieme che dal livello individuale giunga a coinvolgere e compenetrare il piano societario. L’etica, la deontologia, il diritto sono pronti a fronteggiare un simile cambiamento concettuale con operatività non più malato – centrica ma di più ampia impostazione tanto da giungere a coprire anche i campi di interesse comportamentale. Principale obiettivo del presente curriculum è quello di consentire ai giovani dottorandi di acquisire una metodologia di lavoro versata ai rapporti tra scienza e diritto e, più pragmaticamente, tra sapere scientifico e dinamiche processuali che, recentemente, è divenuto viepiù complesso specie nel seguire percorsi criteriologici nuovi, essendo più affidabile, in questo momento storico, procedere verificando itinerari metodologici già indagati, saggiandone la percorribilità traspositiva fattuale e, invero, la forza scientifica, considerando che la medicina-legale è scienza di metodo fondata su costanti verifiche di attinenza e oggettività alla scientificità medico-biologica. L'aspetto più significativo dell'elaborazione di cui si discute sembra essere quello, irrealistico, di un sapere scientifico sempre pronto all'uso e pronto per essere applicato in modo quasi automatico, senza incertezze. La “certezza”, in altri termini, è categoria concettuale avente per il giudice carattere “qualitativo” e “descrittivo” e non meramente “quantitativo” e “numerico”. La Medicina Legale, dunque, interpreta il fenomeno soprattutto in termini di etiologia ed ha necessità di applicare un metodo per esplicitare deduttivamente e con omogeneità scientifica il parere che le è richiesto, il Diritto impiega l’interpretazione medico - legale e la elabora, insieme ad altri parametri, a fini di dimostrazione probatoria del nesso di causalità materiale, venendosi senza equivoci a caratterizzare, così, le diversità di sostanza che esistono e devono esistere fra la valutazione biologica e la valutazione giuridica e giurisprudenziale, non connesse tra loro secondo rigorosi paradigmi numerici, ma secondo ancoraggi di natura intellettuale, deducendosi la rispondenza o meno alla teoria condizionalistica per ogni ipotesi di causalità, secondo criteri di verità validi per ogni altro elemento di prova, nell’anelante aspirazione ad una “certezza processuale”, alla luce della quale, soltanto, devono considerarsi le eventuali conseguenze della condotta. Le figure professionali formate nell’ambito di tale curriculum saranno quindi non solo autonomi, competenti e preparati ricercatori scientifici ma anche abili professionisti. Gli indirizzi del curriculum saranno, infatti, caratterizzati da un approccio interdisciplinare, al fine di fornire ai dottorandi le basi scientifiche per una loro immissione non solo nel settore della ricerca universitaria, ma anche in altri settori del mercato del lavoro, come per es. nell’ambito delle consulenze per la Autorità Giudiziaria oppure nel contesto del Sistema Sanitario Nazionale ove, da vari anni, sono sorte ed operano Strutture di bioetica e deontologia clinica così da fornire pragmatiche risposte al sorgere di complesse tematiche etico-giuridiche, in cui sempre più spesso vengono richieste competenze specialistiche di tipo medico-legale. In ultima analisi, anche in accordo alla varietà di competenze dei membri del Collegio dei Docenti afferenti al suddetto curriculum, la formazione dei dottorandi sarà indirizzata, secondo il moderno approccio della Medicina Translazionale, verso problematiche che spaziano dalla conoscenza alla cura e verso risultati scientifici traducibili il più rapidamente possibile nella pratica clinica (“dal laboratorio al letto del paziente”). Tale approccio appare perfettamente in linea con gli scopi primari del Dottorato, di cui il presente curriculum in Scienze Forensi risulta parte integrante. Muta l’approccio della informazione all’individuo che non è più orientata alla descrizione della malattia e degli esami diagnostici per capirne la stadiazione e l’impegno d’organo, bensì alla invasività predittiva, alla intrusione genetica, al possibile trattamento terapeutico in fase di presenza (subclinica) di malattia seppure in silenzio sintomatologico. Quanta informazione per quanta invasività predittiva, vi è da chiedersi; quanto il singolo è disposto a far aprire la finestra di indagine statica (l’intera sequenza genomica) e quanto, di conseguenza, è disposto ad esplorare la dinamicità della osservazione biochimica (ematica). Non si potrà ignorare che si apriranno, di certo, nuove frontiere di responsabilità individuali nella scelta di accettare, o meno, la progressiva invasività diagnostica che potrà svelare e proiettarsi nell’orizzonte della malattia stessa, generando discrezionalità di conoscenza e di gestione individualizzata che dovranno ben essere fatte comprendere. Il diritto a non sapere, fondamentale frontiera del dibattito bioetico, veleggia nell’incertezza di un possibile rifiuto che non è più neutrale, o diritto del singolo, ma sfuma in responsabilità più ampie, generazionali e non solo, che si diffondono a livello della società. Ed infine, dobbiamo interrogarci anche su un ulteriore aspetto, forse più di confine e di ampio respiro, coinvolgente il modo di affrontare oggi la medicina: il livello di attenzione societaria. Certo potrà diventare anche, e non solo, un problema di etica distributiva oltre i classici canoni dei criteri fondanti l’approccio bioetico che, in quanto evoluzione concettuale della medicina personalizzata, potrebbero mostrare i limiti di una visione troppo, ed ancora, malattia – centrica con una attenzione ad una possibile etica personalizzata che vorremo definire “potenzialità”, essendo noto che “possibilità suona infatti come termine che rimanda a ciò che è alla portata dell’uomo e che quindi può essere presto raggiunto incrementando la nostra potenza”, in un tentativo, confidiamo non velleitario, di compenetrarsi nella libertà e nella responsabilità sia del singolo che della collettività. Il presente curriculum intende appunto svolgere questo percorso formativo impiegando le competenze del Collegio dei Docenti e le risorse disponibili nelle sedi interessate (laboratori, strumenti, patrimonio librario, banche dati, risorse per il calcolo elettronico).

Prove di esame - orale

18/09/2015 ore 09:00 - Aula S1 Edificio di Igiene - P. le Aldo Moro, 5 - Roma Descrizione della prova: discussione del progetto di ricerca / verifica della conoscenza di altra lingua straniera Lingua della prova: ITALIANO Pubblicazione esito nell'albo: Si Pubblicazione esito sul sito Internet: http://dspmi.uniroma1.it/ricerca/dottorato-di-ricerca Giorno di pubblicazione dell'esito: 21/09/2015

Commissione

MEMBRI EFFETTIVI
Prof. Claudio Maria Mastroianni
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"
Prof. Giuseppe La Torre
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"
Prof.ssa Monica Nicoletti
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"
Prof.ssa Paola Frati
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"
Prof. Stefano D'Amelio
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"

MEMBRI SUPPLENTI
Prof.ssa Carla Vecchiotti
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"
Prof. David Modiano
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"
Prof. Giovanni Battista Orsi
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"
Prof.ssa Maria Rosa Ciardi
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"
Prof. Stefano Ferracuti
Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza"

Curricula

a) MALATTIE INFETTIVE b) SCIENZE DELLA SALUTE E MEDICINA SOCIALE c) MICROBIOLOGIA E PARASSITOLOGIA d) MEDICINA LEGALE E SCIENZE FORENSI

Bacheca

Piano terra del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive - Edificio Sanarelli

Coordinatore

prof. Stefano D’Amelio

Referenti

Patrizia Bellotti

Contatti telefonici

+39 06/49914671

Graduatoria
Anno accademico

© Sapienza Università di Roma - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma - (+39) 06 49911 - CF 80209930587 PI 02133771002