Tesmoforiazuse di Aristofane

Note di regia

La coesione e la solidarietà femminile contro intollerabili pregiudizi e stereotipi maschili. Un uomo geniale che tenta di discolparsi dall’accusa di misoginia ordita da un gruppo di donne. Nel mezzo, la bizzarra fusione dei due sessi che, in un inedito genere indefinito, cerca un equilibrio e un incontro. La violenta accusa mossa ai danni del tragediografo Euripide, plot centrale della commedia Tesmoforiazuse, si colloca, e non a caso, all’interno delle consuete celebrazioni religiose in onore delle Dee Demetra e Persefone, dedicate al risveglio della forza generatrice che abita tanto nelle madri quanto nella Terra. È questo contesto di norma precluso agli uomini a fare da sfondo all’intera vicenda, sancendo sin dall’inizio una separazione netta tra i due sessi. La vicenda di Euripide è quasi un evento accidentale che sconvolge i rituali propiziatori della fertilità, in quanto tali esclusivamente riservati al genere femminile. Dai Kanamara Matsuri delle scintoiste giapponesi ai festeggiamenti Lohri del nord dell’India, passando per le feste prematrimoniali Induiste, sempre e in ogni dove, l’universo femminile ha sentito la necessità di raccogliersi per celebrare riti esclusivi di questo tipo. Da questa riflessione è nata l’idea di ricollocare la “parabola aristofanesca” in un mondo “altro”, fuori dalla storia, che nel proprio tempo, però, sapesse raccogliere echi e suggestioni provenienti da quelle civiltà nelle quali queste tradizioni sono ancora vivide ed estremamente sentite. L’intera commedia rappresenta un vero e proprio esempio di “metateatro”, quel teatro nel teatro nel quale i continui travestimenti dei protagonisti danno vita ad una incredibile girandola di situazioni divertenti, bizzarre, paradossali. Di essa abbiamo voluto esaltare le dinamiche e i meccanismi comici, trasferendo nelle situazioni e all’interno di ogni singola azione la violenta mordacità, la colorita arguzia e la scurrile irriverenza della lingua di Aristofane.

Note di traduzione

Le Tesmoforiazuse, portate in scena nel 411 a.C., prendono il titolo dalle donne ateniesi, che, riunite in assemblea in occasione della festa delle Tesmoforie in onore di Demetra e Persefone, vogliono punire Euripide, colpevole di aver rappresentato nelle sue tragedie le donne come “adultere, ninfomani, ubriacone, traditrici, chiacchierone, buone a nulla, rovina degli uomini”. Il loro sdegno diventa ancor più violento quando si accorgono che nell’assemblea si è infiltrato Mnesiloco, il parente di Euripide, il quale, indossati i panni di una donna, si è offerto di difendere il tragediografo, al posto dell’effeminato Agatone cui Euripide aveva chiesto aiuto. Dopo essere ricorso a vari stratagemmi, ispirati in particolare a due delle sue tragedie, l’Elena e l’Andromeda, Euripide riesce a mettere in salvo Mnesiloco solo quando promette solennemente alle donne che non parlerà mai più male di loro. Di questa commedia, nella quale Aristofane mette in atto ancora una volta un sapiente gioco parodico in virtù di esilaranti trovate poetiche e drammaturgiche, viene proposta la traduzione curata da Giuseppe Mastromarco (UTET, Torino 2006), che gli studenti e i dottorandi partecipanti al laboratorio di traduzione hanno adattato alla scena, conservandone l’originalità, gli elementi caratteristici e l’efficacia interpretativa.

LABORATORIO DI TRADUZIONE

Serena Cannavò, Roberta Carlesimo, Stefano Ceccarelli, Ketty Galliani, Donatella Izzo, Andrea Marcucci, Giulia Nicolai, Stefano Prignano, Mario Rocchi, Emiliano Sciuba, Mattia Spedicato, Andrea Stella, Tommaso Suaria, Mayra Vitagliano.

LABORATORIO DI RECITAZIONE

Gaetano Alfano, Francesco Biagetti, Ilaria Caggia, Marta Caponi, Aurora Cesaroni, Chiara Ferdinandi, Francesca Ippolito, Veronica Lauriola, Francesca Macci, Ilaria Pera, Benedetta Petrini, Francesca Pimpinelli, Giulia Porro, Martina Russo, Domiziana Scarafoni, Orazio Schifone, Roberta Sciuto, Anna Clara Sileo,Rebecca Silvagni, Pietro Sorace, Mattia Spedicato, Elisa Straccali,Tommaso Suaria, Gabriele Veroi.

SCENOGRAFIA/ASSISTENZE

Sara Cancelliere (scenografa), Giacomo D'Anna (assistente alla regia), Giulia Rovella (assistente all'organizzazione).

 

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