Ahmadreza Djalali

Appello urgente per Ahmadreza Djalali, detenuto in Iran da cinque anni

A cinque anni dall'arresto del ricercatore iraniano, la rete Scholars at Risk - SAR lancia un appello urgente per Ahmadreza Djalali, per chiedere la sospensione della sentenza capitale e l'immediato rilascio per le cure mediche necessarie. Sottoscrivi oggi l'appello della SAR!

La Sapienza sostiene l'appello urgente della rete Scholars at Risk - SAR per Ahmadreza Djalali, a cinque anni dal suo arresto, avvenuto ad aprile 2016.

L'appello è stato lanciato il 26 aprile 2021 dal presidente del Karolinska Institutet di Stoccolma, Ole Petter Ottersen, dal rettore dell'Università del Piemonte Orientale di Vercelli, Gian Carlo Avanzi, e dalla rettrice della Vrije Universiteit Brussel Caroline Pauwels, a nome dei tre atenei nei quali Ahmadreza Djalali aveva svolto attività di ricerca prima della sua detenzione in Iran. "Abbiamo avuto il privilegio di avere il dottor Djalali come collega - scrivono i tre rettori - e ora chiediamo ancora una volta pubblicamente il suo immediato rilascio". 

Scholars at Risk chiede alle autorità iraniane di sospendere la sentenza capitale emessa contro il Ahmadreza Djalali e di assicurare il suo immediato rilascio in modo che possa ricevere le cure mediche di cui ha urgente bisogno.

Agisci per sostenere il Dr. Djalali. Unisciti alla campagna di SAR oggi!

Sottoscrivi l'appello online

Mentre visitava l'Iran nell'aprile del 2016,  per partecipare a una serie di workshop ospitati dalle università di Teheran e Shiraz, le autorità hanno arrestato Djalali per presunta "collaborazione con governi ostili". Da allora è stato successivamente detenuto nella prigione di Evin e tenuto periodicamente in isolamento. Il 21 ottobre 2017 Djalali è stato condannato a morte. Il 24 novembre 2020, le autorità iraniane lo hanno trasferito in isolamento e hanno iniziato i preparativi per eseguire la condanna a morte. Da allora, le autorità hanno continuamente rimandato l'esecuzione ma hanno mantenuto Djalali in isolamento per oltre 20 settimane. La sua salute si è drasticamente deteriorata mentre era soggetto a condizioni estreme, tra cui avere le luci accese in isolamento 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Secondo quanto riferito, soffre di dolori allo stomaco e difficoltà respiratorie e ha perso almeno 12 Kg. Il 14 aprile 2021 le autorità hanno trasferito Ahmadreza Djalali dall'isolamento a una cella con diversi occupanti. Le autorità continuano a negargli l’accesso al suo avvocato, alla sua famiglia e all'assistenza medica urgentemente necessaria. Queste azioni deliberate impongono incommensurabile angoscia e dolore al dottor Djalali e alla sua famiglia.

Prima del suo arresto, avvenuto nell'aprile 2016 mentre si trovava nella capitale iraniana per un seminario, Djalali viveva e svolgeva la sua attività di ricerca a Stoccolma, dove si era trasferito da anni con la famiglia, e aveva rapporti accademici internazionali con diversi atenei.

La rete Scholar at Risk, di cui la Sapienza fa parte dal 2019, si è mobilitata, insieme a Amnesty International e ad altre organizzazioni, per chiedere la sospensione della condanna a morte e la scarcerazione immediata di Djalali per motivi di salute. La campagna è sostenuta anche dall'alleanza CIVIS, dalla rete Unica, il network delle università delle capitali europee e dalla Crui, che hanno inviato appelli alle autorità iraniane per chiedere la liberazione di Djalali.

Scholar at Risk è una rete internazionale di Università fondata nel 1999 presso l'Università di Chicago da accademici e difensori dei diritti umani interessati a promuovere il principio di libertà accademica e a proteggere accademici/che in pericolo di vita o il cui lavoro di ricerca e insegnamento è severamente compromesso. 

 

Lunedì, 26 aprile 2021

© Sapienza Università di Roma - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma - (+39) 06 49911 - CF 80209930587 PI 02133771002