scavi archeologici di Arslantepe

Arslantepe, alle origini delle prime forme di stato: inaugurato il nuovo percorso del sito UNESCO della Missione archeologica Sapienza

Presentati a Malatya il nuovo itinerario, l’ampliamento della copertura del complesso palatino del 3400 a.C. e la rinnovata esposizione del Museo archeologico. La Missione della Sapienza conduce le ricerche nel sito dal 1961

Sabato 8 agosto 2026 è stato inaugurato ad Arslantepe, nella provincia di Malatya, in Türkiye, il nuovo percorso di visita del sito archeologico, uno dei luoghi fondamentali per comprendere la nascita delle prime forme di organizzazione statale.
La cerimonia si è svolta nell’ambito del Türkiye Culture Route Festival, Kültür Yolu Festivali, e ha riunito le autorità turche, le rappresentanze diplomatiche italiane, i rappresentanti della Sapienza Università di Roma e della Missione archeologica italiana in Anatolia orientale.
Il nuovo itinerario espositivo è stato realizzato dalle autorità turche con la collaborazione scientifica della Missione della Sapienza, che ha curato i contenuti del percorso e supervisionato gli interventi nel sito. La Missione conduce ininterrottamente le ricerche ad Arslantepe dal 1961, accompagnando negli anni tutte le fasi di scavo, studio, conservazione, valorizzazione del complesso archeologico e costante attività di terza missione.
Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato anche l’ampliamento della tettoia di protezione del complesso palatino in mattoni crudi risalente al 3400 a.C. L’intervento tutela la parte dell’edificio portata alla luce più recentemente e consente al pubblico di accedere a nuovi spazi attraverso passerelle e pannelli espositivi in turco, inglese e italiano.
Contestualmente è stata inaugurata la rinnovata esposizione del Museo archeologico di Malatya, danneggiato dal terremoto che ha colpito la regione nel febbraio del 2023. Il museo conserva oltre quattromila reperti provenienti dagli scavi di Arslantepe, testimonianze fondamentali della lunga storia dell’insediamento e delle comunità che lo hanno abitato.
«Questa inaugurazione restituisce il senso più profondo del lavoro che la Sapienza porta avanti ad Arslantepe dal 1961: una ricerca che non si esaurisce nello scavo, ma diventa tutela, conoscenza condivisa e possibilità concreta per il pubblico di comprendere un patrimonio straordinario
Un percorso iniziato con Salvatore Puglisi e proseguito attraverso una straordinaria storia di leadership scientifica femminile: da Alba Palmieri a Marcella Frangipane, fino all’attuale direttrice Francesca Balossi Restelli. Generazioni di archeologhe e archeologi, studiose e studiosi hanno contribuito a fare di Arslantepe uno dei luoghi fondamentali per comprendere la nascita delle prime forme di organizzazione statale e del potere centralizzato. A loro, all’intero gruppo di ricerca, ai restauratori e alle istituzioni italiane e turche che hanno accompagnato questo percorso va il mio ringraziamento.
Il nuovo percorso di visita e la rinnovata esposizione del Museo archeologico di Malatya rendono oggi più accessibile una storia che non appartiene soltanto alla comunità scientifica, ma all’umanità intera.
È questo il valore dell’archeologia: conoscere il passato, custodirlo e restituirlo al presente. Ed è anche una forma concreta di diplomazia scientifica e culturale, capace di costruire nel tempo dialogo, fiducia e cooperazione tra Paesi e comunità», dichiara la Rettrice Antonella Polimeni.
Le ricerche condotte dalla Sapienza hanno contribuito in modo determinante a ricostruire lo sviluppo dell’insediamento e a riconoscere nel complesso palatino una delle testimonianze più significative della formazione di una società complessa, gerarchica e organizzata intorno a un potere centrale.
La continuità delle attività scientifiche e degli interventi di tutela ha reso possibile l’apertura del sito al pubblico nel 2011 e ha contribuito alla sua iscrizione, nel 2021, nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Un contributo essenziale alla conservazione del complesso palatino, eccezionalmente preservato anche in parte dei suoi intonaci originari, è stato assicurato nel corso degli anni dalle restauratrici e dai restauratori del Ministero della Cultura italiano impegnati nelle attività della Missione. Dallo scorso anno, inoltre, in collaborazione con l’Università della Tuscia, è stato avviato un progetto di schedatura digitale che, attraverso l’impiego di strumentazioni di precisione e procedure all’avanguardia, consente il monitoraggio costante dello stato di conservazione del monumento.
L’inaugurazione del nuovo percorso segue l’apertura, nell’ottobre del 2025, del centro visite collocato di fronte al sito e rappresenta un’ulteriore tappa della lunga cooperazione scientifica e culturale tra Italia e Türkiye. I nuovi interventi ampliano le possibilità di conoscenza e fruizione pubblica di uno dei più importanti siti archeologici dell’Anatolia orientale.

FOCUS – Arslantepe e le origini delle prime forme statali

Arslantepe, il cui nome significa “collina del leone”, è un insediamento dell’Anatolia orientale situato nella piana di Malatya, a pochi chilometri dall’Eufrate. La sua storia comincia almeno dal 5300 a.C. e, attraverso diverse fasi e interruzioni, prosegue fino all’età medievale.
Una delle fasi più importanti risale al IV millennio a.C., quando ad Arslantepe si sviluppò una società complessa, gerarchica e caratterizzata da una crescente centralizzazione del potere. Intorno al 3400 a.C. fu costruito il monumentale complesso palatino, nel quale attività amministrative, economiche, politiche e rituali erano riunite all’interno di un’unica struttura.
La nascita di questa organizzazione centralizzata avvenne ad Arslantepe prima dell’introduzione della scrittura, sviluppatasi nello stesso periodo nella vicina Mesopotamia anche per rispondere alle esigenze amministrative delle nuove società urbane.
Questa fase si concluse circa due secoli più tardi con un violento incendio, al quale seguì l’insediamento di gruppi pastorali. Un secondo importante periodo di sviluppo coincise con la tarda Età del bronzo e con l’Età del ferro, tra il 1600 e il 700 a.C., quando il sito, conosciuto con il nome di Melid, divenne un centro legato prima all’Impero ittita e poi a un regno autonomo, successivamente conquistato dai Neoassiri.

La Missione archeologica della Sapienza

La Sapienza conduce le ricerche ad Arslantepe dal 1961 attraverso una Missione sostenuta dal Fondo Grandi Scavi dell’Ateneo e dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.
Avviata da Salvatore Puglisi e successivamente affidata ad Alba Palmieri, la Missione è stata caratterizzata per oltre mezzo secolo dalla guida di autorevoli studiose. Marcella Frangipane, attiva ad Arslantepe dal 1976 e direttrice dello scavo dal 1990, ha contribuito a fare del sito un riferimento scientifico internazionale. La direzione della Missione è oggi affidata a Francesca Balossi Restelli.
Nel 2015 Arslantepe è stato inserito nella lista propositiva dei siti candidati al riconoscimento UNESCO. Nel 2021 è stato iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale, coronando un lungo percorso di ricerca, tutela e cooperazione internazionale.

Sabato, 08 agosto 2026

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