La Commissione europea finanzia 6 fellowship individuali Marie Skłodowska-Curie

La Commissione europea ha approvato, nell’ambito del programma Marie Skłodowska-Curie Individual Fellowships 2017, 6 progetti di ricerca presentati dalla Sapienza, per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro.

La Commissione europea ha approvato, nell’ambito del programma Marie Skłodowska-Curie Individual Fellowships 2017, 6 progetti di ricerca presentati dalla Sapienza, per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro.

Le Fellowships Marie Skłodowska-Curie assegnate alla Sapienza sono destinate a ricercatori di eccellenza in possesso del PhD e riguardano tematiche afferenti a vari settori scientifico-disciplinari, dalla Fisica all’Ingegneria, passando per le Scienze socio-umanistiche e la Biologia ambientale, a dimostrazione della capacità del nostro Ateneo di essere competitivo a livello europeo in più aree di ricerca, nonché di attrarre ricercatori dall’estero e di favorire il rientro in Italia dei cosiddetti “cervelli in fuga”.

Di seguito l'abstract di cinque progetti Sapienza approvati.

Il progetto BorGal presentato dalla ricercatrice Federica Favino in collaborazione con Renata Ago del Dipartimento di Storia, culture, religioni, in sinergia con la prestigiosa Università di Stanford, è incentrato sulla riscoperta e l’approfondimento dell’affascinante e poliedrica figura di Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679), fisiologo, fisico e matematico italiano, nonché discepolo di Galileo Galilei.

Il progetto PROTECTNICHE, presentato dal ricercatore Moreno Di Marco, che torna in Italia, al Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin, dopo un lungo periodo di attività all’estero (sia in Europa che in Australia) per collaborare con Carlo Rondinini, si pone l’obiettivo di studiare gli impatti dell’uomo, dei cambiamenti climatici e dell’evoluzione sulle nicchie climatiche dei mammiferi terrestri per delineare una strategia di conservazione e di prevenzione del declino delle future specie.

Il progetto FunGraW, presentato dal ricercatore portoghese Richard Brito, è incentrato sulla rilevazione delle onde gravitazionali e sulle risposte che possono fornire ad alcune questioni fondamentali come la natura degli oggetti compatti (nane bianche, stelle di neutroni, buchi neri) e della materia oscura, contribuendo allo sviluppo delle attività di ricerca riguardante l’affascinante ed emergente tematica delle onde gravitazioniali. La ricerca sarà realizzata presso il Dipartimento di Fisica, all’interno del gruppo di ricerca coordinato di Paolo Pani, vincitore di un grant Erc.

L’obiettivo del progetto JUMP, presentato dal ricercatore francese Simon Cabanes in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale e con il supporto di Stefania Espa, è quello di studiare le dinamiche interne di Giove e, in particolare, le interazioni tra i getti generati dai venti zonali del pianeta e gli strati interni del pianeta. Il progetto vedrà la realizzazione di una piattaforma in grado di riprodurre flussi simili ai getti generati da Giove.

Al centro del progetto OROARAB, presentato dal ricercatore Marco Di Branco del Dipartimento di Storia, culture, religioni in collaborazione con Gaetano Lettieri e l’American Academy di Beirut, è la traduzione e il commento storico-filologico del cosiddetto Kitâb Hurûšiyûš, finora mai tradotto in nessuna lingua occidentale. Si tratta di un’opera di straordinaria importanza, che ha lasciato una profonda impronta nella storiografia dell’Occidente islamico.

Mercoledì, 31 gennaio 2018

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