segnaletica orizzontale su pista ciclabile

Le nuove corsie ciclabili a Roma

Il Trasporto Pubblico Locale ha visto, in questi ultimi due mesi di lockdown, la sua capacità di servizio ridotta ad un terzo ed il timore che l'utenza ritorni a scegliere l'automobile privata come mezzo privilegiato per i propri spostamenti, paralizzando la città, ha spinto l'amministrazione di Roma Capitale a varare un piano di emergenza che punta sul rapido potenziamento delle infrastrutture ciclabili e sul miglioramento dei servizi di sharing (auto, moto, bici).


Nella Deliberazione Giunta Capitolina n. 76 del 30 aprile 2020 sono enunciati una serie di principi e di misure che innovano l'approccio progettuale dell'amministrazione alle infrastrutture per la mobilità dolce.
La delibera intende:

"procedere tempestivamente ad una specializzazione degli spazi carrabili in favore sia di un aumento delle corsie riservate al trasporto pubblico, anche non di linea, sia dell'uso di mezzi privati con dimensioni largamente inferiori, pertanto in favore di un radicale sviluppo della rete ciclabile, idonea anche al transito di veicoli con dimensioni ancora più ridotte come i monopattini, tramite l'immediata realizzazione di corsie riservate, o comunque, laddove in presenza di sezioni stradali con larghezze non sufficienti alle varie specializzazioni, con segnaletica ad uso promiscuo ciclabile/pubblico o ciclabile/carrabile a seconda dei casi."

Una rete di emergency bike lanes, in uso in moltissime metropoli, che rendono ciclabili spazi stradali prima destinati al traffico veicolare a motore e che consentiranno

"...il collegamento di rete di direttrici tangenziali e radiali che connettano le zone residenziali periferiche alle zone direzionali centrali, privilegiando le arterie caratterizzate, prima dell’emergenza, da elevati livelli di deflusso veicolare e da linee forti del trasporto pubblico; è stata quindi selezionata una rete interconnessa attraverso ricuciture strategiche della rete ciclabile esistente e di immediata realizzazione."

La rete disegnata nel Piano di Roma Capitale individua un totale di circa 240 (duecentoquaranta) chilometri e si prevedono interventi per la realizzazione di “ciclabili agili ” per un totale di circa 150 (centocinquanta) chilometri.

Se  realizzata, questa rete determinerà una evoluzione della città di Roma verso un modello di mobilità dolce che la avvicinerebbe, di colpo, alle maggiori città europee e a quelle in testa alla classifica delle infrastrutture per la mobilità.

La Sapienza  ha proposto, al Comune di Roma, alcuni tratti ciclabili che raccordano l'Ateneo ai principali corridoi, itinerari, dorsali e tangenziali ciclabili di Roma. Le proposte contenute nel Sustainable University Mobility Plan (SUMP) Sapienza  e progettate grazie al contributo del gruppo di ricerca della Professoressa Alessandra Capuano del Dipartimento di Architettura e Progetto della Facoltà di Architettura (DiAP) sono state inserite anche nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Roma (PUMS). Questa delibera aumenta di molto il valore dell'attività che Sapienza compie in materia di mobilità sostenibile: molti dei tratti proposti sono in interconnessione con la rinnovata rete ciclabile di Roma, facendo della Città Universitaria un Hub per la viabilità ciclistica.

Il tratto De Lollis-Passamonti collegherebbe La Sapienza al Corridoio Tiburtina e quest'ultimo al tratto Castro Pretorio-Termini e al tratto Termini-Città Universitaria.
Il tratto Termini - Edificio Marco Polo proposto da Sapienza si ricollega al Corridoio Tiburtina del Comune che sarebbe ulteriormente allugabile con il tratto proposto tra Santa Bibiana e San pietro in Vincoli.
Il tratto Metro Policlinico-Campi Sportivi di Tor di Quinto ci porta verso i tratti e le Dorsali di Ponte Milvio-Tevere e l'infrastruttura a nord di Roma.

Per questo Sapienza lavora a stretto contatto con il Mobility Manager d'Area e Roma servizi mobilità e partecipa ai tavoli sulla mobilità che l'amministrazione capitolina rilancia con frequenza.

Il 2020 può e deve essere un anno di svolta per la mobilità dell'Università e della Città nel suo complesso.

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