dente carnassiale

L’evoluzione in un morso: scoperto il segreto del successo dei mammiferi carnivori

Uno studio internazionale a cui ha preso parte la Sapienza svela come la modificazione del dente carnassiale abbia favorito la straordinaria evoluzione e le capacità adattative dei mammiferi carnivori. La ricerca è pubblicata sulla rivista Science

Dai leoni agli orsi, fino alle piccole lontre: il successo evolutivo dei mammiferi dell'ordine Carnivora risiede nella specializzazione di un singolo dente, il carnassiale, primo molare nella mandibola, specializzato nel taglio e nella triturazione della carne.

Uno studio pionieristico ha svelato i meccanismi biomeccanici alla base della sua fondamentale trasformazione anatomica: la ricerca, pubblicata su Science, vede tra i coautori Davide Tamagnini, ricercatore del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie "Charles Darwin" di Sapienza, nell’ambito di un team internazionale coordinato dalla University of California Berkeley.

Il dente carnassiale è la caratteristica anatomica distintiva dei mammiferi carnivori che comprendono circa 300 specie viventi diffuse in ambienti molto diversi e con diete estremamente variabili.

Per comprendere come la forma di questo dente influenzi le abitudini alimentari, la ricerca ha analizzato 250 specie di Carnivora, sia viventi sia fossili: il più ampio campionamento mai utilizzato per uno studio di questo tipo. I ricercatori hanno combinato analisi morfologiche e simulazioni pratiche, valutando la relazione tra forma e prestazioni funzionali del dente. Attraverso l’uso della stampa 3D in resina, il team ha creato repliche tridimensionali dei denti e le ha sottoposte a prove sperimentali con una pressa idraulica. I test hanno simulato due differenti modalità di alimentazione: il taglio di tessuti molli, come la carne, e lo schiacciamento di materiali duri, come ossa o altri alimenti resistenti.

I risultati evidenziano una chiara dicotomia funzionale del dente carnassiale. Nella quasi totalità delle specie analizzate, un dente eccellente nel tagliare la carne mostra prestazioni nettamente inferiori nello schiacciare gli elementi duri, e viceversa.

 Le specie che raggiungono un buon compromesso tra le due funzioni sono poche e appartengono prevalentemente a carnivori generalisti, come la civetta delle palme (Paradoxurus hermaphroditus), caratterizzata da una dieta estremamente diversificata. Tuttavia, questo compromesso ha un costo elevato: i loro denti tendono a usurarsi molto più rapidamente a causa di una minore resistenza meccanica.

Nel complesso, lo studio dimostra come la trasformazione del dente carnassiale è guidata da un compromesso funzionale tra differenti strategie alimentari. Più in generale, i risultati mettono in luce la straordinaria plasticità evolutiva dei molari dei mammiferi che ha consentito l’evoluzione delle diverse specie, portandole ad occupare una grandissima varietà di nicchie ecologiche.

 

Riferimenti: Chatar, N., Vankelst, M., Pérez Ramos, A., Pollock, T. I., Tamagnini, D., Michaud, M., Raskin, L. Y., & Tseng, Z. J. Performance trade-offs constrained the evolutionary divergence of mammalian predator teeth. Science (2026).

DOI: 10.1126/science.aee3453

 

Info

Davide Tamagnini – Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin”

davide.tamagnini@uniroma1.it

Venerdì, 17 luglio 2026

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