Giovedì, 08 gennaio 2015

EVENTO - Dinosauri in Carne e Ossa

Aperta ufficialmente al pubblico sabato 27 dicembre 2014, la mostra "Dinosauri in Carne e Ossa - Scienza e Arte riportano alla vita i dominatori di un Mondo perduto", che restituisce l’immagine di un'affascinante Preistoria grazie a più di 40 riproduzioni iperrealistiche a grandezza naturale di dinosauri e altri animali estinti, è stata presentata alla stampa il 9 gennaio. L'esposizione si colloca in una cornice d’eccezione:  gli ambienti del museo di Paleontologia del dipartimento di Scienze della terra e del Giardino sperimentale del dipartimento di Biologia ambientale. La mostra è frutto del lavoro di uno staff interamente made in Italy, per un allestimento che vede i sorprendenti modelli preistorici contestualizzati in Era e ambiente di riferimento, attraverso una ricca pannellistica e fondali dipinti da paleoartisti, e  grazie a un’accurata disposizione in rapporto alla collezione permanente della Sapienza, che annovera numerosi reperti fossili dei grandi mammiferi italiani estinti. Nella stazione “Making of: come si costruisce un dinosauro” i visitatori potranno ripercorrere il processo creativo che ha consentito di ricostruire fin nei minimi particolari animali enormi come Allosauro, Spinosauro, Diplodoco, Indricoterio e Tirannosauro, come pure minuscoli esemplari, tra cui il celebre Scipionyx samniticus, noto al pubblico come “Ciro”; negli ambienti dedicati all’era glaciale troveranno esemplari dalla storia più recente quali Mammut o Cervo Megacero, per scoprire poi dinosauri poco conosciuti come Dracorex o Ornitholestes e alcuni animali estinti in epoca storica come Raphus cucullatus, il celeberrimo “Dodo”.

Tra le tante riproduzioni viene esposta qui per la prima volta quella di Styracosaurus albertensis, un dinosauro erbivoro del Cretacico caratterizzato da un’appariscente corazza ad aculei, i cui resti vennero rinvenuti nel 1913 in Alberta, Canada. Assoluta novità in occasione dell’allestimento romano, lo Stiracosauro - battezzato per l'occasione "Romeo" dagli organizzatori - giunge ad arricchire una collezione itinerante forte di una felice sinergia tra competenze scientifiche e creatività, che ha affascinato centinaia di migliaia di visitatori nelle passate esposizioni tenute in diverse sedi sul territorio nazionale.
Ciò che caratterizza Dinosauri in Carne e Ossa - Scienza e Arte riportano alla vita i dominatori di un Mondo perduto è l’approccio innovativo al modo di “vivere” la mostra, attraverso visite guidate curate dagli stessi paleontologi, giornate-evento, laboratori creativi e conferenze a tema: un mix di attività che si susseguiranno per tutti i 5 mesi di durata dell’evento, che hanno lo scopo di introdurre alla conoscenza dei temi trattati un pubblico diversificato e trasversale alle varie fasce d’età.
Curata dai paleontologi Simone Maganuco e Stefania Nosotti e realizzata attraverso sofisticate tecnologie di ricostruzione scientifica e modellazione tridimensionale, la mostra è realizzata dall’azienda veneta Geomodel in collaborazione con Sapienza Università di Roma, dipartimenti di Scienze della terra (Geologia e Paleontologia, Museo di Paleontologia) e Biologia ambientale ed è gestita e organizzata da Associazione Paleontologica A.P.P.I.; autorevole il comitato scientifico, composto da studiosi affermati a livello nazionale e internazionale tra cui Umberto Nicosia, paleontologo della Sapienza, e il celebre John “Jack” Horner, paleontologo del Museum of the Rockies in Montana, ispiratore e consulente scientifico del film Jurassic Park e Presidente Onorario di A.P.P.I.
"Dinosauri in Carne e Ossa è un progetto in costante evoluzione – spiega Alessandro Carpana, Presidente di A.P.P.I. - e l'arrivo dell'ultimo nato “Romeo“ tra gli esemplari in mostra alla Sapienza si pone in linea con quest'ottica di continua crescita, parallela allo sviluppo delle conoscenze scientifiche sui dinosauri". "Pur essendo Styracosaurus albertensis uno dei più conosciuti tra i dinosauri dotati di corna, secondo solo al Triceratopo, in realtà il suo aspetto in vita è stato ricostruito per più di un secolo in modo piuttosto approssimativo – prosegue Simone Maganuco, co-curatore insieme alla collega Stefania Nosotti - perciò abbiamo deciso di ristudiare i resti fossili per realizzare un modello dalle proporzioni corrette, in cui anche la pelle sia curata nei minimi dettagli. “Questa mostra costituisce un evento che vuole contribuire a far avvicinare i cittadini di Roma e del Lazio alla Sapienza – sottolinea il geologo Gabriele Scarascia Mugnozza, prorettore per i Rapporti culturali con il territorio della Sapienza - e a diffondere la cultura scientifica, soprattutto tra i più giovani, in un settore fondamentale quale l'evoluzione della vita e delle specie animali sul nostro pianeta”. 

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