Riferimenti normativi

Compiti e gli obblighi del medico del lavoro previsti dalla legge 81/08

La normativa che regola la medicina del lavoro e la sicurezza dei luoghi di lavoro, prevede che il datore di lavoro, qualora svolga attività per la quale è prevista la sorveglianza sanitaria, nomini la figura del medico del lavoro (medico competente).
Il datore di lavoro, il dirigente ed il preposto, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, richiedono l'osservanza da parte del medico del lavoro degli obblighi derivanti dal D.Lgs. n. 81/08 e lo informano sui processi e sui rischi connessi all'attività produttiva.

Le funzioni e i compiti del medico del lavoro sono indicati nell'art. 25 del Testo Unico sulla sicurezza del lavoro, il D.Lgs. 81/08 che ha sostituito e aggiornato il D.Lgs 626/94 (più noto come 'legge 626'). In particolare, si possono elencare i seguenti punti principali:

•Collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione (SPP) alla valutazione dei rischi, per la parte di competenza.
•Programma ed effettua la Sorveglianza Sanitaria (v. all'articolo 41) attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici piu' avanzati;
•Istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria; Tale cartella è conservata con salvaguardia del segreto professionale e, salvo il tempo strettamente necessario per l’esecuzione della sorveglianza sanitaria e la trascrizione dei relativi risultati, presso il luogo di custodia concordato al momento della nomina del medico competente;
•Consegna al Datore di Lavoro, alla cessazione dell'incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003, n. 196, e con salvaguardia del segreto professionale;
•Consegna al Lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, la documentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le informazioni riguardo la necessita' di conservazione;
•Fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti.
•Informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria;
•Comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all'articolo 35, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata.
•Visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi; la indicazione di una periodicita' diversa dall'annuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi;
•Partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestivita' ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria;

Il medico del lavoro - I riferimenti normativi della legge 81/08
Oltre a quanto già previsto dall'art.25 della legge 81/08 sopra richiamato, il medico del lavoro è tenuto ai seguenti obblighi.

Art. 39 - Svolgimento dell'attività di medico competente
L'attività di medico competente è svolta secondo i principi della medicina del laovro e del codice etico della commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH).
Novità assoluta, tendente a salvaguardare l'attività tecnico-scientifica del medico del laovro affermando che tale attività si ispira ai "principi della medicina del lavoro", rimandando al codice etico dell'ICOH (vedi il sito in lingua inglese)

Art. 58 - Sanzioni per il medico competente
1. Il medico competente e' punito:
a) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 500 a 2.500 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lettere d), e) e f) (mancata consegna delle cartelle sanitarie e datore di lavoro, lavoratore o il loro mancato invio all'ISPESL);
b) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da 1.000 a 4.500 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lettere b), c) e g) (violazioni in tema di sorveglianza sanitaria);
c) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 1.000 a 5.000 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lettera l) (visita periodica degli ambienti di lavoro);
d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lettere h), i) e m) (informazione al lavoratore e datore di lavoro della sua attività), e per la violazione dell'articolo 41, comma 5 (gestione carella sanitaria)
e) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.500 euro per la violazione dell'articolo 40, comma 1 (rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale)

Il medico competente è scelto dal datore di lavoro, che ne sostiene l'onere, può essere un dipendente interno della azienda o, come più spesso avviene, da un libero professionista o da un dipendente di una struttura pubblica o privata.
Nella maggior parte dei casi le aziende non dispongono di personale sanitario specializzato all'interno del proprio organico e pertanto si devono appoggiare a figure professionali esterne.

Art. 41 - Sorveglianza sanitaria
Il medico del lavoro e la sorveglianza sanitaria nella legge 81/08

1.La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente:
a) nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle direttive europee nonchè dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva di cui all'articolo 6;
b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi.

2. La sorveglianza sanitaria comprende:
a) visita medica preventiva
b) visita medica periodica
c) visita medica su richiesta del lavoratore
d) visita medica in occasione del cambio della mansione
e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro (nei casi previsti dalla normativa vigente)
f) visita medica preventiva in fase preassuntiva; g) visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione.

3. Le visite mediche preventive possono essere svolte in fase preassuntiva, su scelta del datore di lavoro, dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle ASL. La scelta dei dipartimenti di prevenzione non è incompatibile con le disposizioni dell’articolo 39, comma 3.

4. Le visite mediche di cui sopra non possono essere effettuate:
a) per accertare stati di gravidanza
b) negli altri casi vietati dalla normativa vigente

5. Le visite mediche sono a cura del datore di lavoro e comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente.
Nei casi e alle condizioni previste dall'ordinamento, le visite mediche di cui al punto 2, lettere a), b), d), e), f) e g) sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di ALCOL DIPENDENZA e di ASSUNZIONE DI SOSTANZA PSICOTROPOE E STUPEFACENTI

6. Gli esiti della visita medica devono essere allegati alla cartella sanitaria e di rischio di cui all'articolo 25 comma 1, lettera c) secondo i requisiti minimi contenuti nell'allegato 3A e predisposto su formato cartaceo o informatizzato, secondo quanto previsto dall'articolo 53.

7. Il medico competente,sulla base delle risultanza delle visite mediche di cui al comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:
a) idoneità;
b) idoneità parziale, temporanea o permanente con prescrizioni o limitazioni:
c) inidoneità temporanea;
d) inidoneità permanente.

7. Nei casi di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 7 il medico competente esprime il proprio giudizio per iscritto dando copia del giudizio medesimo al lavoratore e al datore di lavoro.

8. Nel caso di espressione del giudizio di inidoneità temporanea, vanno precisati i limiti temporali di validità.

9. Avverso i giudizi del medico competente, ivi compresi quelli formulati in fase preassuntiva, è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all'organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso. 

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