Sapienza cares for the carers, l'Ateneo insieme ad ANIA per un progetto di sostegno agli operatori sanitari dei policlinici universitari. Le indicazioni psicosociali dell'OMS per la salute mentale nell'emergenza COVID-19

L'Ateneo, su iniziativa dei Presidi delle Facoltà di Farmacia e medicina, Medicina e odontoiatria, Medicina e psicologia, promuove il servizio "Sapienza cares for the carers", in collaborazione con la Fondazione ANIA, che fornisce sostegno psicologico ai medici e al personale sanitario degli ospedali universitari che si trovano in prima linea per gestire l'emergenza Coronavirus. Gli psicologi, sotto il coordinamento della Facoltà di Medicina e psicologia e dopo adeguata formazione, offrono supporto da remoto, con una copertura h24, sette giorni su sette. Nell'ambito di questo progetto, un team multidisciplinare dell'Ateneo ha tradotto il documento dell'Organizzazione mondiale della sanità che riporta 30 Indicazioni psicosociali per la salute mentale nell'emergenza COVID-19

L'Ateneo, su iniziativa dei Presidi delle Facoltà di Farmacia e medicina, Medicina e odontoiatria, Medicina e psicologia, promuove il progetto "Sapienza cares for the carers", in collaborazione con la Fondazione ANIA, che fornisce sostegno psicologico ai medici e al personale sanitario degli ospedali universitari della Sapienza che si trovano in prima linea per gestire l'emergenza Coronavirus. Gli psicologi, sotto il coordinamento della Facoltà di Medicina e psicologia e dopo adeguata formazione, danno supporto da remoto, con una copertura h24, sette giorni su sette.

Per contattare il servizio è possibile chiamare il numero verde 800 893 510, attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette.  

Giovedì 16 aprile alle 16,30, nell’ambito di questa iniziativa, si è tenuto un webinar con Roger Solomon, connesso da Washinton DC, con gli psicologi e gli psichiatri impegnati a Roma nei programmi coordinati dalla Facoltà di Medicina e psicologia alla Sapienza per il supporto psicologico agli operatori sanitari, con la partecipazione anche di responsabili e addetti ai supporto psicologico dei policlinici di Tor Vergata e Gemelli. Il webinar ha riguardato le tecniche avanzate per il trattamento dei disturbi postraumatici.
Roger Solomon è uno noto psicologo e psicoteraputa statunitense specializzato nelle aree delle emergenze, del trauma e del lutto. Ha collaborato con F. Shapiro allo sviluppo dei training in Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) e ora collabora alle sue applicazioni nel trattamento della dissociazione strutturale. Ha progettato e partecipato a programmi di intervento e di supporto ai soccorritori in disastri come l'uragano Katrina, gli attacchi dell'11 settembre, la perdita dello Shuttle Columbia e l'attentato di Oklahoma City. È consulente del Senato degli Stati Uniti, della NASA e di diverse agenzie di pubblica sicurezza per le quali ha organizzato programmi di formazione e servizi clinici. In Italia è consulente della Polizia di Stato e del progetto Ania Cares.
La registrazione della lezione introduttiva al webinar, dal titolo "Resilience in the Era of Covid-19", è disponibile online.
Vai alla lezione di Roger Solomon

 

 

Consider-azioni psicosociali per la salute mentale nell'epidemia di COVID-19

Nell'ambito di questa iniziativa, un team multidisciplinare ha tradotto un documento con le considerazioni della World Health Organization (OMS) per la salute mentale nella fase di emergenza sanitaria. Il documento contiene un elenco di principi e di indicazioni essenziali, rivolte alla popolazione e ai differenti attori del sistema di cure che fa capo alle strutture sanitarie. Per questo le indicazioni dell'OMS sono state ridenominate Consider-azioni e sono proposte in una traduzione fedele al testo originario.

Per la popolazione generale

1. Tutte le persone colpite da Covid-19 non hanno fatto nulla di male o di sbagliato e meritano tutto il nostro sostegno, compassione e gentilezza.

2. Conviene non riferirsi alle persone con la malattia come "casi COVID-19", "vittime" o "malati", né riferirsi a "famiglie COVID-19". Sono "persone che hanno COVID-19", "persone in cura per COVID19", "persone che si stanno riprendendo da COVID-19". Dopo essersi riprese da COVID-19 la loro vita andrà avanti, con il proprio lavoro, le loro famiglie e i loro cari. Per ridurre i rischi di stigma, è importante separare la persona da un'identità definita dal COVID-19.

3. Se la visione, la lettura o l'ascolto di notizie sul COVID-19 ti causano ansia o disagio, riducile al minimo. Cerca informazioni solo da fonti attendibili e soprattutto per adottare misure pratiche per organizzarti e proteggere te stesso e i tuoi cari. Gli aggiornamenti delle informazioni vanno cercati in orari specifici durante il giorno, una o due volte. Un flusso improvviso o quasi continuo di notizie sull’epidemia può preoccupare chiunque. Cerca i fatti; ignora voci, fake news e disinformazioni, nel sito web dell'OMS e nelle piattaforme delle autorità sanitarie nazionali e locali ci sono le informazioni utili a distinguere i fatti dalle voci. I fatti aiutano a minimizzare le paure, le voci le aumentano.

4. Proteggi te stesso e offri sostegno agli altri. Assistere gli altri nel momento del bisogno può essere di beneficio sia per la persona che riceve l’aiuto sia per chi lo dà.
Ad esempio, telefona ai vicini o ad altri nella tua comunità che potrebbero aver bisogno di assistenza. Lavorare insieme come comunità unita aiuterà a creare solidarietà per affrontare insieme COVID-19.

5. Trova opportunità per diffondere storie positive e di speranza e immagini positive di persone conosciute che hanno avuto l’esperienza COVID-19.
Ad esempio, storie di persone che sono guarite o che hanno assistito una persona cara e che sono disposte a condividere la loro esperienza.

6. Onora gli operatori sanitari e chi assiste le persone colpite da COVID-19 nella tua comunità. Riconosci il ruolo che svolgono per salvare vite e proteggere i tuoi cari.

 

Per gli operatori sanitari

7. Per gli operatori sanitari, sentirsi sotto pressione è un'esperienza normale, lo è per te e per i tuoi colleghi di lavoro. Nella situazione attuale sentirsi sotto forte stress è normale. Le sensazioni negative che gli sono associate non indicano affatto che non puoi fare il tuo lavoro o che sei debole. Ma gestire la tua salute mentale e il tuo benessere psicosociale durante questo periodo di stress prolungato e di incertezza è importante quanto gestire la tua salute fisica.

8. Abbi cura di te in questo momento. Cerca di usare strategie di coping utili, come garantirti riposo e pause sufficienti durante il lavoro o tra i turni, mangiare cibo sufficiente e sano, impegnarti in attività fisica e rimanere in contatto con la famiglia e gli amici. Evita di usare strategie disadattive come fumo, alcol o altre droghe che, a lungo termine, possono peggiorare il tuo benessere mentale e fisico. Siamo in uno scenario unico e senza precedenti per molti operatori, mai coinvolti in situazioni simili. Anche così, l'utilizzo di strategie che hanno funzionato per te in passato per gestire i periodi di stress può essere di beneficio anche ora. È molto probabile che tu sappia già come ridurre lo stress e non dovresti esitare a curare il tuo benessere psicologico. Questa non è una corsa da scattista, è una maratona.

9. Purtroppo alcuni operatori sanitari possono vivere un evitamento da parte della propria famiglia o dalla comunità a causa di paure o stigma. Ciò può rendere molto più difficile una situazione già impegnativa. Se possibile, resta connesso con i tuoi cari, anche attraverso le tecnologie digitali; è un modo per mantenere i contatti. Rivolgiti ai tuoi colleghi, al tuo capo o ad altre persone di fiducia per un supporto sociale - molti tuoi colleghi potrebbero avere esperienze simili alle tue.

10. Nel comunicare, specie con persone con disabilità o limiti intellettivi, cognitivi o psicosociali usa un linguaggio semplice, chiaro e comprensibile. Comunicazioni formali non basate su informazioni scritte, dovrebbero essere utilizzate solo se sei manager o leader di un gruppo in una struttura sanitaria.

11. Dovresti sapere come fornire supporto alle persone affette da COVID-19, sapendo come metterle in collegamento con le risorse disponibili. Questo è particolarmente importante per quanti necessitano di supporto psicosociale e di cure per la salute mentale. Lo stigma associato ai problemi di salute mentale può aumentare la riluttanza a cercare supporto sia per il problema di salute mentale che per il COVID-19.

La Guida per l’intervento umanitario mhGAP comprende indicazioni cliniche per affrontare le condizioni di salute mentale prioritarie ed è progettata per un uso da parte di tutti gli operatori sanitari.

 

Per i coordinatori di unità operative e i manager di strutture sanitarie

12. Proteggere tutto il personale dallo stress cronico e dai problemi di salute mentale durante la lotta al COVID-19 significa migliorare la loro capacità di adempiere alle loro funzioni. Tieni conto che la situazione attuale non svanirà dall'oggi al domani, quindi dovresti focalizzarti sul mantenimento delle capacità professionali a lungo termine anziché ripetere delle risposte adatte alle crisi a breve termine.

13. Assicura una comunicazione di buona qualità e aggiornamenti accurati delle informazioni a tutto il personale.

Ruota gli operatori dalle funzioni più stressanti a quelle meno stressanti.

Affianca gli operatori meno esperti con i loro colleghi più esperti. Il sistema dell’amico esperto (buddy) aiuta a fornire supporto, a monitorare lo stress e a rafforzare le procedure di sicurezza. Assicurati che il personale addetto alla sensibilizzazione e agli interventi esterni nella comunità operi in coppia.

Inizia, incoraggia e monitora le pause nel lavoro. Implementa programmi di lavoro flessibili per gli operatori direttamente colpiti o che abbiano un membro della famiglia colpito da eventi stressanti. Assicurati di organizzare per tempo un sistema in cui i colleghi possano sostenersi a vicenda.

14. Se coordini un’unità operativa o sei manager in una struttura sanitaria, renditi accessibile al tuo staff e assicurati che sappiano dove possono accedere ai servizi di assistenza psicosociale e di salute mentale. Anche i manager e i team leader si trovano ad affrontare fattori di stress simili a quelli del loro personale e una potenziale pressione si aggiunge all’usuale livello di responsabilità del loro ruolo. È importante che le disposizioni e le strategie di cui sopra siano in vigore sia per i lavoratori che per i dirigenti, e che i dirigenti siano un modello nelle auto-cure per ridurre lo stress.

15. Tutti gli operatori che orientano le risposte dell’utenza (assistenti sanitari, infermieri, conducenti di ambulanze, volontari, identificatori di casi, insegnanti, leader di comunità, addetti ai siti di quarantena), dovrebbero sapere come fornire un supporto emotivo e pratico alle persone colpite usando i principi esposti nel Manuale di pronto soccorso psicologico dell’OMS.

16. Bisogna gestire i disturbi mentali e neurologici urgenti (ad es. stati confusionali, psicosi, ansia o depressione gravi) all'interno di strutture sanitarie di emergenza o generali. Quando tempo e disponibilità lo consentono dovrebbe esser impiegato personale addestrato e qualificato in questi luoghi. La capacità generale del personale sanitario nel prendersi cura della salute mentale e nel dare supporto psicosociale dovrebbero essere aumentati (vedi la Guida all'intervento umanitario mhGAP).

17. Bisogna garantire la disponibilità di farmaci psicotropi essenziali e generici a tutti i livelli dell’assistenza sanitaria. Le persone con condizioni di salute mentale a lungo termine o neurologiche (p.es con convulsioni epilettiche) hanno bisogno che non sia ininterrotta l’assunzione dei loro farmaci e va evitata la sospensione improvvisa.

 

Per chi si prende cura di bambini

18. Aiuta i bambini a trovare modi positivi per esprimere sensazioni come la paura e la tristezza. Ogni bambino ha il suo modo di esprimere le emozioni. A volte impegnarsi in un'attività creativa, come giocare e disegnare può facilitare questo processo. I bambini si sentono sollevati se possono esprimere e comunicare i loro sentimenti in un ambiente sicuro e di supporto.

19. Se è sicuro per i bambini, si deve tenerli vicini ai genitori e alla famiglia, evitando il più possibile di separarli dai propri caregiver. Se c’è la necessità di separare un bambino dal proprio caregiver primario, assicurati che siano fornite cure alternative appropriate e che un assistente sociale, o equivalente, lo segua regolarmente. Bisogna inoltre assicurarsi che nel periodo di separazione, sia mantenuto un contatto regolare con genitori e i caregiver, con telefonate o videochiamate programmate una-due volte al giorno o con altre comunicazioni appropriate all'età (ad es. i social media a seconda dell'età del bambino).

20. Per i bambini che devono stare a casa bisogna mantenere il più possibile le routine familiari nella vita quotidiana e crearne di nuove, proponendo attività coinvolgenti e appropriate all'età, tra cui le attività per il loro apprendimenti. Anche quando bisogna limitare i contatti sociali, conviene per quanto possibile, incoraggiare i bambini a continuare a giocare e socializzare con gli altri, anche se solo all'interno della famiglia.

21. Nei periodi di stress e di crisi è normale per i bambini provare un maggior bisogno di attaccamento ed esigere di più dai genitori. Discuti su COVID-19 con i tuoi figli in modo onesto e adeguato alla loro età. Se i tuoi figli hanno delle preoccupazioni o dubbi, affrontarli insieme può alleviare la loro ansia.

Nei momenti difficili i bambini osservano i comportamenti e le emozioni degli adulti per capire come gestire le proprie emozioni. La tua sicurezza gli darà sicurezza. Ulteriori consigli per chi ha cura di bambini sono disponibili qui.

 

Per anziani, operatori sanitari e persone con altri problemi di salute preesistenti

22. Gli adulti più anziani, specialmente se in isolamento, e quelli con declino cognitivo o demenza, possono diventare più ansiosi, arrabbiati, stressati, agitati o ritirati durante l'epidemia o mentre in quarantena.

Bisogna fornirgli un particolare supporto pratico ed emotivo attraverso reti informali (famiglie) e professionisti sanitari.

23. Dà semplici informazioni fattuali su ciò che sta accadendo e fornisci informazioni chiare su come ridurre il rischio di infezione in termini comprensibili dalle persone anziane con o senza deficit cognitivi. Ripeti le informazioni ogni volta che è necessario. Le istruzioni vanno comunicate in modo chiaro, conciso, e rispettoso del paziente. Può anche essere utile che le informazioni vengano visualizzate per iscritto o mediante immagini. Coinvolgi la loro famiglia e altre reti di supporto nel fornire informazioni e aiutale a mettere in praticare misure di prevenzione (in particolare il lavaggio delle mani, ecc.).

24. Se hai un problema di salute persistente, assicurati di avere accesso a tutti i farmaci che stai attualmente utilizzando. Se necessario, attiva i tuoi contatti sociali per chiedere assistenza.

25. Preparati e sapere in anticipo dove e come ottenere aiuto pratico se necessario, come chiamare un taxi, ricevere cibo a casa, e richiedere assistenza medica. Assicurati di avere fino a 2 settimane di tutti i medicinali di cui potresti avere necessità.

26. Impara e fa dei semplici esercizi fisici da eseguire a casa ogni giorno, in quarantena o in isolamento, per mantenere la mobilità e ridurre la noia.

27. Mantieni il più possibile le routine usuali e gli orari regolari, o creane di nuovi adatti alle nuove circostanze, tra cui esercizi fisici regolari, pulizie, faccende quotidiane, canto, pittura o altre attività. In condizioni di sicurezza, aiuta gli altri, attraverso il sostegno tra pari, controllando le eventuali necessità dei vicini, assistendo le famiglie del personale sanitario impegnato a combattere il COVID-19 e in altri lavori indispensabili. Mantieni contatti regolari con i tuoi cari (ad es. per telefono, videochiamate o altri accessi).

 

Per le persone in isolamento

28. Resta connesso e usa le tue reti di collegamenti sociali. Anche se isolato, prova il più possibile a mantenere le tue routine quotidiane personali o crea nuove routine. Quando le autorità sanitarie indicano di limitare i contatti sociali fisici per contenere l'epidemia, si può rimanere in contatto via e-mail, social media, videoconferenza e per telefono.

29. Durante i periodi di stress, presta attenzione ai tuoi bisogni e alle tue sensazioni. Impegnati in attività salutari che ti piacciono e trovi rilassanti. Fa regolarmente ginnastica, mantieni una buona routine del sonno e mangia cibi sani. Guarda le cose nella prospettiva giusta. In tutti i Paesi le agenzie di sanità pubblica e migliaia di esperti sono al lavoro contro l'epidemia e per garantire l’accesso alle migliori cure per le persone colpite.

30. Un flusso quasi costante di notizie sull’epidemia può rendere ansioso o angosciato chiunque. Cerca gli aggiornamenti, le informazioni e le indicazioni pratiche da fonti sanitarie autorevoli, dai siti Web dell'OMS e del Ministero della Salute. Fallo in momenti specifici, una o due volte nella giornata, ed evita di ascoltare o seguire voci che ti fanno sentire a disagio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì, 24 marzo 2020

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