test diagnostici SARS-CoV-2

Test diagnostici per l’infezione da SARS-CoV-2: occorre chiarezza

I test disponibili per identificare l’infezione da SARS-CoV-2 sono molti, ma è necessario capire bene quali usare e quando. Un contributo di Guido Antonelli del Dipartimento di Medicina molecolare, pubblicato sulla rivista Diagnostic Microbiology and Infectious Disease, fornisce un’analisi delle caratteristiche dei diversi esami utilizzati

La scoperta del virus responsabile dell’attuale pandemia ha portato a un’enorme richiesta di test per diagnosticare l’infezione. Ne sono stati introdotti diversi, ma si è generata anche molta confusione per la diffusione di informazioni non sempre affidabili sull’argomento.

Guido Antonelli del Dipartimento di medicina molecolare della Sapienza ha recentemente pubblicato sulla rivista Diagnostic Microbiology and Infectious Disease un editoriale in cui ha analizzato, in modo critico e preciso, le caratteristiche dei test disponibili per diagnosticare l’infezione e il tipo di informazioni che possono fornire. I test diretti, il saggio molecolare cosidetto “tampone molecolare” e il test antigenico, rilevano la presenza del virus, mentre l’analisi sierologica è un esame indiretto che consente di individuare gli anticorpi prodotti dall’organismo infetto contro il virus.

Al lavoro hanno collaborato anche Stefania Stefani del Dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche dell’Università di Catania e Mauro Pistello del Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell’Università di Pisa.

I risultati dei test non solo vengono usati per diagnosticare la presenza di infezione, ma anche per individuare i pazienti infetti, isolarli e rintracciare i loro contatti - precisa Guido Antonelli. “I dati che si ottengono possono anche non fornire risposte univoche o definitive, ma sono l’elemento fondamentale per la definizione della malattia - e, per questo, necessitano di una rigorosa valutazione”. Inoltre - continuano gli autori -dovrebbero essere oggetto di una attenta e corretta comunicazione scientifica.

Tuttavia, anche se conviviamo con questo virus da alcuni mesi e molti aspetti della nostra vita stanno rapidamente cambiando, sappiamo ancora poco della storia naturale dell’infezione e di come monitorarla nel tempo. “È probabile - conclude Antonelli - che la strada da percorrere sia quella di una combinazione dei diversi test per individuare la presenza del virus e la sua diffusione, ma servono ulteriori ricerche e sappiamo che una buona ricerca deve essere attenta, cauta e, se necessario, lenta.”

 

Riferimenti

SARS-CoV-2 diagnostics: Some reflections on current assays – Guido Antonelli, Stefania Stefani, Mauro Pistello - Diagnostic Microbiology and Infectious Disease 2020. DOI: 10.1016/j.diagmicrobio.2020.115237

 

Info

Guido Antonelli
Dipartimento di Medicina molecolare
guido.antonelli@uniroma1.it

Lunedì, 09 novembre 2020

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