Ossa di Neanderthal

Un allestimento espositivo e una pubblicazione riaccendono i riflettori sui Neanderthal di Grotta Guattari al Monte Circeo

Due eventi che riguardano le ricerche paleoantropologiche sulla frequentazione della nostra regione da parte della specie estinta Homo neanderthalensis hanno preso l'avvio il 17 dicembre scorso. Nello stesso giorno, è stata inaugurata l’esposizione “Laboratorio Neanderthal: le scoperte di Grotta Guattari”, che istituisce una nuova ampia sala del Muciv-Museo delle Civiltà (Roma EUR), mentre è stato pubblicato online un articolo sulla rivista PaleoAnthropology, che presenta alla comunità scientifica i nuovi reperti fossili rinvenuti nel celebre sito del Monte Circeo

Grotta Guattari si apre sul versante meridionale del promontorio del Circeo, lungo la costa tirrenica del lazio meridionale. La cavità venne casualmente scoperta nel febbraio 1939 e il proprietario del terreno, l'antiquario Alessandro Guattari, ne informò prontamente il paleontologo e archeologo preistorico Alberto Carlo Blanc.

Verso il fondo della grotta, in un ambiente che venne denominato “antro dell’uomo”, furono rinvenuti un cranio quasi completo e una mandibola, entrambi di morfologia Neanderthal (Guattari 1 e 2). Vennero presto intraprese indagini archeologiche nella grotta da parte dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana, coordinate dallo stesso Blanc e da Luigi Cardini, che portarono alla luce numerosi resti faunistici e manufatti. Nel 1950, nei sedimenti della parete esterna della grotta, venne anche scoperta una seconda mandibola umana (Guattari 3). Tutti i resti fossili umani furono affidati agli studi dell'antropologo Sergio Sergi, che condusse analisi e ricerche che sono ben note nella letteratura specialistica.

Molto più di recente (2019-2023), la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, ha avviato nuove campagne di scavo a Grotta Guattari dirette da Mario Federico Rolfo. Le indagini hanno permesso di individuare altri 15 resti umani, comprendenti elementi del cranio, del postcranio e alcuni denti. Non è poco: si tratta del campione di Neanderthal più consistente mai rinvenuto in un singolo sito del territorio italiano.  Oltre ai reperti umani, i recenti scavi hanno anche restituito manufatti paleolitici e numerosi resti di animali, che permettono di ricostruire sia la presenza umana sia le condizioni climatiche e ambientali all'epoca dei Neanderthal.

L'esposizione del Museo delle Civiltà (Muciv) è stata allestita a cura di Maria Grazia Filetici e Andrea Viliani, con l'attenta e accurata supervisione di un comitato scientifico composto da autorità del Ministero della Cultura – il capo dipartimento Luigi La Rocca, il direttore generale Massimo Osanna, il soprintendente Alessandro Betori e il direttore Andrea Viliani –  da funzionari dello stesso Ministero (Francesca Alhaique, Antonio Borrani, Francesca Candilio e Alessandra Sperduti) e da alcuni, ben noti specialisti delle Università di Bologna (Stefano Benazzi), Firenze (David Caramelli), Roma-Tor Vergata (Mario Federico Rolfo) e della Sapienza Università di Roma (Giorgio Manzi e Alessia Nava).

Questa esposizione rappresenta uno dei pochi casi noti in Italia di musealizzazione dedicata esclusivamente ai temi dell'evoluzione umana. L'occasione fornita dai nuovi fossili umani rinvenuti nella Grotta Guattari e, più in generale, le evidenze paleontologiche e archeologiche raccolte nell'area del promontorio del Circeo hanno consentito al comitato scientifico e agli allestitori di proporre uno sguardo a tutto tondo sulla specie estinta Homo neanderthalensis e sui metodi di studio della ricerca preistorica. La direzione artistica è stata affidata a "Studio Azzurro" e la realizzazione dell'allestimento ad "Archedim srl". In un contesto che richiama i colori, l'oscurità e i rumori di sottofondo di un ambiente carsico, vi sono esposti in modo permanente tutti i più importanti reperti fossili rinvenuti a Grotta Guattari, compreso il formidabile campione di resti umani, nel contesto di una presentazione scenografica, multimediale e interattiva dei risultati degli scavi e delle ricerche portate avanti in passato e di quelle tuttora in corso.

A quest'ultimo proposito, proprio nel giorno dell'inaugurazione dell'esposizione al Muciv, era online un primo contributo scientifico condotto dai ricercatori (e loro colleghi) che compongono il comitato scientifico costituitosi l'anno precedente per le suddette finalità museologiche. L'articolo – intitolato The new Neanderthal fossil sample from Grotta Guattari, Monte Circeo (Italy): a preliminary synopsis – è pubblicato dalla rivista internazionale "PaleoAnthropology" che rappresenta l'organo ufficiale sia della Paleoanthropology Society (USA) sia della European Society for the study of Human Evolution.

Obiettivo di questa prima ricerca organica sul nuovo campione fossile umano di Grotta Guattari è dichiaratamente stato quello di mettere ordine, contestualizzare e descrivere, sia pure in forma preliminare, l'intero campione paleoantropologico, con la finalità primaria di presentarlo in modo formale alla comunità scientifica internazionale, nonché di costituire una fondamentale premessa ai futuri studi analitici e comparativi, molti dei quali sono già in corso, oltre che alla conservazione e tutela del sito e dello straordinario insieme di reperti. Inclusi i fossili scoperti nel 1939 e nel 1950, il campione include al momento 22 elementi: 11 resti cranici, 4 ossa del tronco e degli arti, una serie di 7 elementi dentari. In alcuni casi, questi reperti possono essere ricondotti con certezza allo stesso individuo; pertanto, questi sono stati denominati e numerati in ordine di scoperta, da Guattari 1 a Guattari 18. I dati geologici, paleontologici e archeologici raccolti nel corso delle attività di scavo e in laboratorio forniscono inoltre informazioni sulla stratigrafia e sulla cronologia del sito che, nel suo complesso, risale a un periodo racchiuso tra 121.500 e 65.000 anni fa.

I risultati confermano l'eccezionale importanza di Grotta Guattari. Nell'insieme, va sottolineato che il campione fossile umano proveniente da questo sito rappresenta la più grande collezione di reperti neandertaliani mai scoperta in Italia. Essi forniscono preziose informazioni e promettono di far comprendere meglio la storia dell'evoluzione umana in Europa e la natura dei Neanderthal, il loro sfruttamento del territorio del Lazio costiero, la tafonomia e i processi di formazione dei siti preistorici del Monte Circeo.

 

Info

Giorgio Manzi: giorgio.manzi@uniroma1.it
Alessia Nava: alessia.nava@uniroma1.it
Francesca Alhaique: francesca.alhaique@cultura.gov.it
Alessandra Sperduti: alessandra.sperduti@cultura.gov.it


Muciv - Museo delle Civiltà
Laboratorio Neanderthal. Le scoperte di Grotta Guattari
www.museodellecivilta.it/events/laboratorio-neanderthal-le-scoperte-di-grotta-guattari/

 

Riferimenti

The New Neanderthal Fossil Sample from Grotta Guattari, Monte Circeo (Italy): A Preliminary Synopsis

https://paleoanthropology.org/ojs/index.php/paleo/libraryFiles/downloadP...

Alessandra Sperduti, Francesca Alhaique, Antonio Borrani, Francesca Candilio, Luca Bondioli, Fabio Di Vincenzo, Angelica Ferracci, Maurizio Gatta, Erica Piccirilli, Stefano Benazzi, David Caramelli, Alessia Nava, Mario Federico Rolfo, and Giorgio Manzi

 

 

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