Progetti di Avvio alla Terza Missione finanziati dal Bando 2023

Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale - sevketoguzkagan.capkin@uniroma1.it 

In today's rapidly evolving urban landscape, the rise of micro-mobility services and the increasing presence of vulnerable road users, such as pedestrians, cyclists, and citizens with mobility barriers, demand innovative solutions to enhance safety, accessibility, and sustainability. Nevertheless, all those attributes will be achievable through an integrated, socially balanced, and safety-conscious mobility strategy, with proper integration. This abstract introduces a designed and developed digital solution aimed at fostering integration and harmonization while prioritizing the safety and inclusivity of all road users. This solution leverages technologies to optimize the coexistence of various modes, mitigate road safety risks through creating heat-maps, and streamline urban mobility. It offers a platform that empowers users to access, plan, and optimize while fostering an environment that safeguards the interests of vulnerable road users. The core of the solution is the citizens' feedback collection and analysis of data from multiple micro-mobility users, combined with crowd-sourced information from the community. The platform also facilitates user engagement, allowing for incident reporting, route criticism, and feedback, with a strong emphasis on making streets safer for all. To meet the demands of vulnerable road users, the digital solution integrates with transport networks and uses advanced algorithms for route guidance displaying an urban heat map to identify high-risk areas and barriers. It identifies pedestrian zones, cyclist-friendly routes, and areas with reduced vehicular traffic to enhance the accessibility and safety of all road users. By harmonizing micro-mobility services with the needs of vulnerable road users, its approach encourages eco-friendly transportation, reduces congestion, and minimizes the risk of accidents for all residents. As urbanization continues, this platform stands as a beacon of innovation and harmonization of urban mobility.

Dipartimento di Biologia Ambientale - alessandra.dalessio@uniroma1.it

La tutela della biodiversità è oggi al centro del dibattito pubblico e le generazioni più giovani si sono dimostrate estremamente sensibili all'argomento. Tuttavia, l'educazione ambientale riveste ancora oggi un ruolo marginale nei programmi didattici delle scuole di ogni ordine e grado. Il mondo accademico ricopre un ruolo importante di responsabilità nel sensibilizzare ed educare la società civile a tematiche così delicate. Il progetto "Attori della conservazione: dai laboratori alle aule per un futuro più verde" è un'iniziativa finalizzata alla formazione degli alunni della scuola primaria di primo grado, utilizzando l'approccio learning-by-doing per favorire l'assimilazione di nozioni relative alla Biologia della Conservazione, attraverso attività rigorosamente science-based. La fase iniziale di preparazione dei contenuti didattico-divulgativo e audio-video sarà supportata da esperti del settore afferenti al laboratorio di Macroecologia e Conservazione della Biodiversità, del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie "Charles Darwin", in collaborazione con la sezione dei divulgatori del Chapter Italiano della Society for Conservation Biology (SCB). A questa fase seguirà lo svolgimento delle lezioni, durante le quali saranno trattati argomenti come la conservazione delle specie e degli habitat naturali, attraverso un linguaggio semplice e accessibile ai più piccoli, andando di pari passo con la distribuzione online, tramite social, del materiale digitale. Per poter raggiungere un pubblico più esteso, alle lezioni didattiche si alterneranno degli incontri con le famiglie nelle sedi e poli museali dell'Università. Lo scopo ultimo del progetto, dunque, è quello di accorciare le distanze tra mondo accademico e società civile, contribuendo allo sviluppo di una società più attenta e partecipativa riguardo la protezione della natura e più consapevole del ruolo imprescindibile che la ricerca ha nel comprendere e affrontare i problemi ambientali.

Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia “V. Ersparmer” - silvana.depirro@uniroma1.it 

L'epidemia globale di overdose da oppioidi ha portato a un aumento senza precedenti della mortalità. La pratica di mescolare oppioidi come l'eroina con altre sostanze e l'emergere di nuove sostanze come il fentanyl hanno esacerbato i rischi. In risposta, sono state avviate misure di "harm reduction", sostenute dall'UNODC. Il Naloxone é un antidoto efficiente contro le overdosi da oppioidi. I programmi di "Take-Home Naloxone" (THN) sono stati implementati globalmente, con l'obiettivo di fornire una formazione adeguata ai non specialisti e rendere il farmaco facilmente accessibile. A livello internazionale, la Norvegia ha mostrato una gestione efficace delle overdosi attraverso l'implementazione a larga scala di programmi THN in spray intranasale sottolineando parallelamente l'importanza della raccolta dati scientifici. Il Norwegian Centre for Addiction Research (SERAF) presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Oslo, sotto incarico del governo, ha ricevuto il compito di sviluppare e valutare l’efficacia di questi programmi. Inspirandoci a questa esperienza, e in collaborazione con la Fondazione Villa Maraini, Agenzia Italiana della Croce Rossa per la Cura delle Dipendenze Patologiche, la nostra proposta scientifica prevede un progetto pilota a Roma incentrato sulla distribuzione del Naloxone spray ai consumatori e alle loro famiglie fornendo loro sia il farmaco che la formazione necessaria per intervenire tempestivamente in caso di overdose. Il nostro obiettivo è valutare l’efficacia e l’accettabilità del Naloxone spray in Italia. Questo progetto coniuga ricerca avanzata, formazione comunitaria e soluzioni dirette per fronteggiare l'epidemia di overdose da oppioidi, rispecchiando gli ideali della Terza Missione.

Dipartimento di Scienze dell’Antichità - simone.grosso@uniroma1.it

Lo scavo archeologico del porto e santuario etrusco di Pyrgi (Santa Marinella, RM) costituisce una formidabile opportunità di Avvio alla Terza Missione, reiterabile nel corso del tempo. Tale scavo vanta un filone di studi e attività di ricerca sul campo eccellenti, avviate a partire dal 1957 su iniziativa del Dipartimento di Scienze dell'Antichità. Sebbene l'impatto delle ricerche Sapienza sui contesti di riferimento sia stato forte e duraturo nel tempo, con creazione di musei e promozione di imprese locali, ancora molto potrebbe essere fatto nell'ottica di un ritorno in termini di utilità sociale ed economica. Il progetto intende concentrare l'azione sul coinvolgimento e sulla partecipazione attiva della comunità locale e di chi fruisce il territorio, in modo da innescare il meccanismo che dal Property Heritage conduca al Cultural Heritage: uno strumento per garantire un processo di co-progettazione che veda il coinvolgimento e la collaborazione di tutti coloro che gestiscono e fruiscono di tale patrimonio, dalle istituzioni, ai ricercatori fino alla cittadinanza locale. 

Si vuole dunque realizzare un progetto didattico-scientifico incentrato sulla scoperta del sito di Pyrgi attraverso la realizzazione di un percorso espositivo realizzato dagli studenti delle Scuole Primarie e delle Scuole Secondarie di II° grado, situate nel territorio di Cerveteri e nella città di Roma, in cui gli studenti diverranno protagonisti e al contempo narratori della storia di Pyrgi. Dal momento che la proposta mira al coinvolgimento della più ampia gamma di pubblici possibile, che andranno tra l'altro ad incrementare l'attività delle piccole imprese presenti sul territorio, si progetta di affiancare un ciclo di conferenze divulgative dal titolo "Estate a Pyrgi. Alla scoperta dell'antico porto etrusco", da attuare nei mesi estivi, periodo in cui l'area è caratterizzata dal flusso turistico catalizzato dal Castello di S. Severa.

Dipartimento di Chirurgia - immacolata.iannone@uniroma1.it 

ll diritto alla salute è universale, tuttavia, sono diversi gli ostacoli che impediscono alla popolazione di accedere ai servizi di cui possono usufruire: le barriere linguistiche e culturali, la limitata conoscenza delle regole e del funzionamento del SSN, la diffidenza verso un sistema sanitario che non viene riconosciuto come proprio, nonché le difficoltà e le incomprensioni incontrate nel rapporto con gli operatori sanitari. Il progetto "Alfabetizzare la Salute. Dove, come e quando mi curo. Ambulatorio Medico-Chirurgico di prossimità" ha l'obiettivo di promuovere la sensibilità e la conoscenza dei servizi offerti dal SSN, favorendone il corretto accesso e fruizione degli stessi, mediante somministrazione di questionario anamnestico e visita medico chirurgica. Il progetto si rivolge a quella fascia di popolazione più vulnerabile per problematiche socio-economiche, linguistiche e di vita garantendone la presa in carico nel percorso diagnostico-terapeutico. Il progetto si svilupperà in collaborazione con l'associazione "Nonna Roma" presso le sedi site al Quarticciolo, quartiere popolare con incremento della popolazione straniera tra i suoi residenti, e presso la sede dell'Esquilino, per gli utenti del centro di accoglienza H24 per persone fragili e senza dimora. In questa ottica il Dipartimento di Chirurgia, con il patrocinio del V Municipio di Roma, promuove visite ambulatoriali al fine di migliorare quella che è l'Health literacy, ossia il grado con cui gli individui hanno la capacità di ottenere, elaborare e comprendere le informazioni sanitarie di base e usufruire dei servizi necessari per rendere adeguate le decisioni di salute. I pazienti presi in carico verranno inviati presso gli ambulatori specialistici di competenza presso il Dipartimento di Chirurgia della Sapienza Università di Roma e gli ambulatori specialistici dell'AUO Policlinico Umberto I.

Dipartimento di Medicina Molecolare - niccolò.liorni@uniroma1.it 

L'iniziativa propone lo sviluppo e la diffusione, presso istituti scolastici di secondo grado, di un percorso di Realtà Virtuale per fornire un coinvolgente approccio educativo all'argomento delle malattie genetiche rare, offrendo ai docenti e agli studenti esperienze immersive, con l'obiettivo di massimizzarne l'apprendimento e facilitare l’utilizzo di questa tecnologia, con particolare riguardo all’inclusività. 

Il percorso, realizzato da docenti e studenti di dottorato con il contributo di ricercatori e professionisti esterni, offrirà un'esperienza interattiva in ambienti come ambulatori, laboratori di diagnosi e ricerca. Gli utenti potranno esplorare le basi molecolari di malattie rare del neurosviluppo, manipolando DNA e molecole, conducendo esperimenti "in silico" e interagendo con pazienti ed esperti. L'uso della Realtà Virtuale per educare su un argomento che prevede conoscenze multidisciplinari può migliorare l'istruzione, sensibilizzare il pubblico, coinvolgere i pazienti e promuovere l'innovazione nell’ambito della ricerca. Il progetto prevede una fase di raccolta e organizzazione dell’informazione per la realizzazione dei contenuti, una di sviluppo tecnologico, una di presentazione dell’iniziativa presso le scuole e un evento conclusivo di condivisione tra diverse figure professionali, associazioni di pazienti, docenti e studenti. I principali beneficiari dell’iniziativa includono pazienti e familiari, gli studenti, la popolazione, ma anche, in una fase di implementazione dell'iniziativa, gli operatori sanitari e i professionisti della salute che potranno beneficiare dell’iniziativa per migliorare le loro conoscenze e competenze su questo argomento. Il progetto prevede il coinvolgimento di Sapienza come coordinatore dell’iniziativa e il contributo dell'Istituto CSS-Mendel e dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la realizzazione e diffusione dell’iniziativa che verrà promossa mediante un sito web informativo, comunicati stampa e su social media.

Dipartimento di Psicologia dinamica e salute - michela.marchetti@uniroma1.it 

Questo progetto si pone come obiettivo finale la sensibilizzazione di un pubblico adolescente (e non) tramite la costruzione e condivisione di diverse storie di vita di adolescenti con vissuto migratorio, per aiutare a sviluppare tematiche relative all'elaborazione dell'espressione del sé, per promuovere l'inclusione e il dialogo. 

Questi obiettivi verranno raggiunti grazie a laboratori di gruppo che avranno come focus l'esplorazione dei cinque sensi come strumento di elaborazione interiore, promuovendo il legame mente-corpo, degli adolescenti che ne prenderanno parte (Kale, 2017). Il processo gruppale permette di lavorare in modo creativo, offrendo storie di vita passate che verranno integrate con le storie di vita presenti e future. 

Ogni incontro sarà dedicato ad un senso diverso e alla sua elaborazione/integrazione nelle storie di vita dei partecipanti. Esiste una relazione bidirezionale tra il sé e la memoria, tale per cui la memoria autobiografica media il legame tra il monitoraggio delle fonti del sé e la conoscenza del sé (Ross, Hutchison e Cunningham, 2020). Risiede infatti in questo legame l'elaborazione di un'identità in formazione, tra passato presente e futuro. Le tematiche relative ad ogni incontro (laboratorio) saranno declinate in modo esaustivo e affrontate in discussioni di gruppo tramite convegni e/o workshops che si terranno nel nostro Dipartimento, e tramite una campagna di informazione online, che sensibilizzi ai temi legati alla diversità e al dialogo interculturale. La condivisione di gruppo aiuterà i ragazzi a raccontare il processo meta-cognitivo e sensoriale che hanno messo in atto durante la scelta individuale dell'oggetto/tema di ogni laboratorio, esprimendo ragioni ed emozioni che li hanno guidati a farlo.

Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo - marta.marucci@uniroma1.it 

Il progetto ha lo scopo di portare l’attenzione delle nuove generazioni (e non solo) sul ruolo della donna nella società attraverso una prospettiva storica e comparativa, che stimoli la riflessione sul presente tramite una conoscenza dell’antico che vada oltre la narrativa scolastica tradizionale. Esso si svilupperà, dunque, su due linee: un itinerario storico-letterario e un percorso incentrato sull’attualità. L’aspetto storico-letterario sarà trattato da un lato attraverso la riflessione su casi di studio dall’antichità greco-romana a oggi, con lettura guidata di fonti storiche documentarie, dall’altro tramite un approfondimento sulle donne come autrici di prodotti letterari in collaborazione con studiosi esperti del settore. Il tema della posizione della donna nella società attuale, invece, sarà curato insieme ad associazioni e centri antiviolenza attivi sul territorio, con la proposta di incontri e di attività laboratoriali che forniscano strumenti per riconoscere e contrastare la violenza e la discriminazione in ogni loro forma. Il progetto permetterà inoltre di creare e pubblicare gratuitamente online sia voci enciclopediche sia una serie di podcast dedicati a donne del mondo antico degne di nota per il loro livello socio-culturale o per aver contrastato tentativi di prevaricazione. In particolare, grazie alla creazione di questo materiale sarà data finalmente una ‘voce’ (su enciclopedie facilmente accessibili come Wikipedia) a donne che finora non l’hanno avuta.

Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura (DSDRA) - sofia.menconero@uniroma1.it

Il progetto nasce dall'intesa tra il Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura (DSDRA) Sapienza e il Liceo Artistico Statale Caravaggio con le finalità, da un lato, di valorizzare la ricerca e la conoscenza prodotta in ambito universitario attraverso il trasferimento di saperi e tecniche al di fuori dell'Ateneo, dall'altro lato, di coinvolgere gli studenti del Liceo in attività extra-didattiche per favorire l'ampliamento dell'offerta formativa e la diversificazione delle modalità di apprendimento. Il tema oggetto della collaborazione è lo studio e la realizzazione di una particolare tipologia di prospettiva, chiamata anamorfosi. Nota fin dal XV secolo e teorizzata a partire dal XVI secolo, l'anamorfosi è un tipo di tecnica prospettica realizzata per essere percepita in modo corretto da un unico punto di vista, risultando invece distorta e talvolta incomprensibile se osservata da altre posizioni. L'iniziativa prevede momenti teorici e di pratica laboratoriale. Inizialmente, agli studenti saranno trasferite le conoscenze propedeutiche attraverso incontri in cui verranno illustrati i principi teorici, i celebri esempi (in particolare romani) e una selezione delle ricerche che il DSDRA ha condotto sul tema. La successiva fase prevede il coinvolgimento diretto degli studenti nella progettazione e realizzazione di un'installazione anamorfica da realizzare presso la scuola, che risulti come testimonianza della proficua collaborazione instaurata tra i due enti. Chiuderanno le attività l'inaugurazione dell'installazione e una conferenza, alla quale saranno invitati i partecipanti del progetto ma anche personalità nazionali (e, auspicatamente, internazionali) che si sono distinte per la loro opera artistica o i loro studi in ambito anamorfico. È prevista la pubblicazione di un volume open access come testimonianza a lungo termine dell'iniziativa al fine di creare un progetto pilota replicabile in altri contesti.

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Dipartimento di Neuroscienze, Salute Mentale e Organi di Senso- giulia.moltoni@uniroma1.it

La recente diffusione delle nuove sostanze psicoattive (NPS) ha modificato gli scenari del mercato della droga, spostatosi dall'ambiente di strada a quello virtuale. Le NPS vengono vendute via web come erbe o droghe legali, sali da bagno e simili, con il disclaimer "non per consumo umano" eludendo così la legislazione sulle sostanze illecite. Si stima che circa tre milioni di giovani europei abbiano provato le NPS navigando nel dark web. L'uso delle NPS rappresenta una crescente preoccupazione per la salute pubblica con ripercussioni in ambito sociale. L'utilizzo di sostanze in età adolescenziale, epoca delicata per i processi di maturazione e plasticità sinaptica, espone i giovani ad una maggiore vulnerabilità allo sviluppo di disagio psichico, fenomeni di dipendenza, alterazioni comportamentali. In tale contesto il progetto proposto vuole promuovere e divulgare l'informazione riguardo agli effetti acuti e cronici legati al consumo di NPS. L'iniziativa sarà svolta da un team di esperti neuroradiologi, psichiatri, esponenti delle forze di Polizia e coinvolgerà, mediante adesione volontaria, le scuole secondarie di primo e secondo grado del Lazio con tre obiettivi: 1) illustrare i principi di maturazione cerebrale in età adolescenziale; 2) sensibilizzare i giovani di età compresa tra i 12 e i 16 anni sugli effetti nocivi psicologici e cerebrali dell'abuso di droghe sintetiche attraverso un approccio interattivo e informativo che utilizza la neuroimmagine; 3) estendere le nozioni alle famiglie e ai docenti degli istituti coinvolti. Verrà promosso un "concorso di idee" che individuerà studenti per la creazione e divulgazione di un'applicazione gratuita per la diffusione delle informazioni. Il progetto sarà articolato in lezioni frontali presso gli istituti scolastici, workshop interattivi e un congresso presso l'Università La Sapienza con esperti del settore. L'iniziativa si concluderà con la distribuzione di questionari anonimi di apprendimento e valutazione.

PERSONA SOCIETÀ E DIRITTO - Un ponte verso le periferie con Croce Rossa Italiana

Dipartimento di Scienze Giuridiche - antoniomaria.quondamstefano@uniroma1.it 

Il Progetto propone di rinnovare l’incontro tra la società ed il diritto al fine di contribuire a stimolare una cittadinanza consapevole. Il brocardo latino ubi societas, ibi ius esprime con chiarezza la forza di questo legame. Tuttavia, spesso nella società è diffusa la percezione del diritto come un dato esterno, perfino estraneo. Il diritto è spesso considerato un prodotto tecnico di difficile comprensione, che il cittadino può solo subire, ignorandone la logica, i Princìpi su cui è costruito e la ratio che anima le singole norme. La percezione di questa lontananza tra comunità e diritto è tanto più forte tanto più ci si allontana dai centri di produzione delle norme, luoghi d’incontro degli interessi e delle istanze sociali. Per questa ragione le periferie, intese in senso geografico e socio-culturale, saranno le destinatarie delle attività progettuali proposte. Quello che ci si propone è la creazione di un "ponte" che unisca la comunità accademica e le realtà meno valorizzate del territorio romano. Lo scopo del progetto è dunque quello di riportare lo ius nella societas facendone comprendere la connessione, con l’effetto auspicato di diffondere la consapevolezza dell’importanza che la singola persona ha all’interno della comunità. In concreto, con il supporto di Croce Rossa Italiana, delle sue sedi e dei volontari che ne fanno parte, si vuole informare e rendere partecipe la comunità tutta del cambiamento della nostra società, offrendo gli strumenti giuridici di lettura dei fenomeni.

Dipartimento di Psicologia - mariacarolina.vacca@uniroma1.it 

Lo stigma è l’insieme degli atteggiamenti etichettanti nei confronti di specifiche condizioni, soprattutto quelle inerenti il peso e l'aspetto fisico. E’ il meccanismo alla base dei comportamenti discriminatori presenti nelle famiglie, nei contesti di istruzione e nelle organizzazioni sanitarie. Il progetto ha l'obiettivo di ostacolare l'interiorizzazione dello stigma e ridurre i comportamenti discriminatori basati sul peso e l'aspetto fisico, attraverso l'aggiornamento e la gestione continua del sito web "Stop Weight Stigma" già creato e disponibile da novembre. Il mantenimento del sito web richiederà la gestione continua di contenuti informativi e psicoeducativi offerti a famiglie, studenti e professionisti della salute. Il progetto prevede la periodica attività redazionale del sito web e l'aggiornamento contenutistico dell'app Onlive, accessibile dal sito web, creata dall'Associazione "Crescere insieme" e finalizzata alla sensibilizzazione sul tema di stigma e bullismo. Agli utenti sarà possibile accedere in ogni momento e gratuitamente alla pagina pubblica del sito web, di carattere divulgativo, e alla sezione privata di psicoeducazione. Quest'ultima sarà finalizzata ad intraprendere un percorso virtuale ed individualizzato, incentrato sulla riduzione dello stigma e dei comportamenti discriminatori.

Area Terza Missione e Trasferimento Tecnologico
 

Ufficio Terza Missione
 

Settore Produzione di beni pubblici (cultura, formazione continua e public engagement)

 

Capo Settore
Giulia Antinucci
(+39) 06 4991 0325

Staff
Rita Appodia
(+39) 06 4991 0323

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