Progetti di Terza Missione finanziati dal Bando 2023

Padel e Salute

Dipartimento di Chirurgia - stefano.arcieri@uniroma1.it 

"Padel e Salute" promuove iniziative orientate alla prevenzione e alla divulgazione verso un pubblico eterogeneo adempiendo alle policy universitarie concernenti il trasferimento della conoscenza scientifica e della tutela del benessere in tema di salute pubblica, coesione sociale ed inclusività. Per questo Terza Missione è l'occasione fattibile che si calibra su questa iniziativa sviluppando sinergie, unendo le funzioni dell'istituzione universitaria, ossia ricerca, formazione, divulgazione e trasferimento dei valori oltre il contesto accademico. Questo progetto offre il contributo culturale e sociale al territorio, con proposte e azioni di valore educativo rivolte ad una utenza misurabile. Si tratta del Public Engagement che l'istituzione universitaria può intraprendere con la progettualità della manifestazione. Il percorso per la realizzazione dell'evento finale, si sviluppa e concretizza con la diminuzione del costo sociale ed emotivo della malattia. Tutte le attività che si svolgono durante l'anno si concludono con l'evento "Padel e Salute" a giugno presso il Centro Sportivo SapienzaSport in Roma alla presenza delle autorità e istituzioni coinvolte. L'istituzione di un tavolo di lavoro, preposto alla fattibilità del progetto, coinvolgerà i patrocinanti come l'AOU Policlinico Umberto I, Sapienza Università di Roma, Sapienza Salute, Sapienza Sport, Fondazione Roma Sapienza, Sport e Salute, Coni Lazio, Regione Lazio, Roma Capitale, Ministero della Salute, Padel Fit, CRI, Aipd Roma e Omceo. Nel percorso annuale sono inserite Giornate Dedicate alla prevenzione abbinate a manifestazioni sportive di discipline anche meno diffuse ma inclusive e accessibili a tutti. La realizzazione dell’evento conclusivo sarà il risultato di tutte le attività evidenziate: la prevenzione medica unita allo sport e alla corretta alimentazione. Un trinomio da divulgare per un corretto stile di vita orientato al benessere e alla salute nel suo concetto più ampio, sostenibile e inclusivo.

Come in uno specchio: il lettore che si legge. Percorsi di biblioterapia.

Sistema bibliotecario Sapienza - francescaromana.berno@uniroma1.it

La biblioterapia è un termine ombrello che abbraccia una varietà di attività di natura clinica e non clinica che riguardano libri, lettura e confronti di esperienze a riguardo, stabilmente riconosciute come un insieme di pratiche finalizzate ad acquisire conoscenze e a migliorare il benessere e la salute. Il progetto di terza missione “Come in uno specchio: il lettore che si legge” ha l’obiettivo di promuovere attività di biblioterapia portate avanti dalle biblioteche Sapienza aderenti con il supporto del personale medico/docente/specialistico presente nelle strutture sanitarie/residenziali/scolastiche selezionate. La sinergia di esperti della materia e di scrittori permetterà, inoltre, di allestire scaffali con materiali librari selezionati, divulgare la pratica della lettura e promuovere la conoscenza della biblioterapia dimostrandone le potenzialità. I libri diventano strumenti per favorire il benessere psico-fisico, aumentare l’inclusione sociale di fasce più deboli, promuovere la lettura. L’intento del progetto è dunque quello di mettere in contatto biblioteche e strutture sanitarie e assistenziali e di trovare insieme possibilità di collaborazione. Le biblioteche sono uno spazio pubblico il cui compito, già da molti anni, non si esaurisce più soltanto nella conservazione del materiale librario o nell’offerta di servizi biblioteconomici. Con sempre maggiore consapevolezza, si stanno trasformando in un luogo che dialoga con il territorio e la comunità, e a volte la crea, e si adopera per il benessere comune, cercando di poter dare un contributo in relazione al proprio ambito di competenza. Per questo, la biblioterapia è uno dei terreni ideali dove far convergere biblioteche e società, riassegnando ai libri un ruolo pratico di sostegno, supporto e confronto, riaffermando il rapporto diretto che c’è tra racconto ed esperienza e di fatto riconoscendo alle biblioteche la funzione di veri e propri operatori culturali e sociali.

Special needs: creazione di un percorso ed interazione con il territorio

Dipartimento di Scienze odontostomatologiche e maxillo facciali - maurizio.bossu@uniroma1.it 

Il Disturbo dello Spettro Autistico è un disturbo del neurosviluppo la cui origine etimologica rimanda chiaramente a quelle difficoltà comunicative, sociali e dell’attenzione condivisa che si riscontrano a diversi livelli e secondo modalità estremamente differenziate nei disturbi dello spettro autistico. Secondo il Centro per la Prevenzione e Controllo delle Malattie (CDC), la prevalenza è più che raddoppiata, passando da un bambino su 149 a un bambino su 59 con DSA. Dai dati raccolti si evince la forte necessità di rendere facilmente accessibili i servizi sanitari specialistici di diagnosi e trattamento garantendone un approccio multiprofessionale, specifico per ogni fascia d’età ed indispensabile per poter affrontare la complessità e l’eterogeneità delle sindromi autistiche. L’assistenza dei bambini con DSA e le loro famiglie richiede un particolare impegno da parte dei servizi sanitari. Nella pratica clinica, il bambino con DSA richiede tempi e modi diversi da quelli di routine e nel caso sia in condizione di “non collaborazione” necessita della presenza di un ambiente operativo opportunamente progettato e di personale medico ed assistenziale adeguatamente formato. Un cavo orale sano è alla base di uno stile di vita corretto, sia dal punto di vista della salute generale, sia nella conduzione dei rapporti sociali. La Clinica Odontoiatrica del Policlinico Umberto I ha costruito un’équipe che segue ambulatorialmente questi pazienti per risolvere problematiche urgenti e sensibilizzarli (tramite un approccio cognitivo comportamentale) alla pratica odontoiatrica al fine di evitare un intervento in anestesia generale. Parte integrante di questo progetto è l’ambiente, studiato e creato tenendo conto delle specifiche esigenze percettive di questi pazienti con collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Progetto e con il Dipartimento di Neuroscienze Umane. Per intercettare una fascia più ampia della popolazione si intende intervenire con delle campagne di screening e divulgazione così da coinvolgere attraverso una richiesta più passiva da parte dei genitori di per sé non attivamente interessati o coinvolti.

PATRIMONI (INTERCULTURALI) QUOTIDIANI: Per un inventario partecipato del patrimonio interculturale delle comunità di origine straniera a Roma Est

Dipartimento di Scienze sociali ed economiche - alessandra.broccolini@uniroma1.it

Il Municipio Roma V da anni è caratterizzato da un’importante presenza di cittadini di origine straniera, che in alcune aree superano il 30% della popolazione residente. Le comunità sono parte integrante del paesaggio umano del territorio e il loro radicamento si manifesta in un ampio ventaglio di pratiche culturali (lingue madri, eventi festivi laici e religiosi, tradizioni gastronomiche, artigianato etc.). In questo arco temporale si è venuto consolidando un ricco patrimonio culturale immateriale, che oltre a nutrire l'identità delle comunità di pratica, rappresenta un fattore di rivendicazione per una larga fascia della popolazione di origine italiana che vede in questo "meticciato" un fattore di innovazione sociale e crescita culturale. Attraverso una serie di azioni coordinate il progetto intende avviare una serie di attività di salvaguardia di tale patrimonio e rendere il patrimonio "visibile", ovvero promuovere il riconoscimento collettivo attraverso il primo (su Roma) censimento partecipato del patrimonio culturale immateriale delle comunità migranti. Il progetto coinvolgerà diverse realtà locali e in particolare l’ecomuseo Casilino ad Duas Lauros (ente del Terzo settore e istituzione museale locale) che grazie al suo lavoro di ricerca e alla sua rete locale, possiede le competenze necessarie per dare supporto sia alla co-progettazione sia alla concreta realizzazione del progetto. Il progetto si connota come un dispositivo che incarna appieno lo spirito della Terza Missione. Oltre a favorire il trasferimento di competenze e conoscenze al di fuori dei contesti istituzionali, consente la concreta produzione di beni pubblici (la gestione e salvaguardia dei beni culturali immateriali locali), l’engagement dei cittadini nella ricerca e l’interazione con il mondo della scuola, contribuendo allo sviluppo sociale, economico e culturale della società.

Giocando si impara

Dipartimento di Fisica - sergio.caprara@uniroma1.it 

Avvicinare alunne ed alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado alla scienza è un obiettivo strategico che va perseguito adattando le tecniche ed i metodi di insegnamento alle tappe dello sviluppo cognitivo delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. La prima fase dell'avvicinamento alla scienza deve necessariamente avere un carattere ludico, mirato all'esplorazione e alla scoperta dei fenomeni naturali, sotto la guida dell'insegnante. È quindi necessario formare il corpo docente della scuola primaria e secondaria di primo grado all'attività di laboratorio mirata allo sviluppo di conoscenze e competenze scientifiche fin dalla prima infanzia, e al loro consolidamento e indirizzo nell'adolescenza. La scuola prescelta per questo progetto pilota è l'Istituto Comprensivo Artemisia Gentileschi, Sede legale: "F. Cecconi", via dei Glicini, 60 - 00172 Roma Distretto XV, situata nel V Municipio. Il progetto prevede il graduale coinvolgimento delle famiglie delle alunne e degli alunni, come parti integranti della comunità formativa, delle realtà culturali e produttive del V Municipio. Gli esiti del progetto saranno disseminati in occasione di incontri finali, al termine del primo e del secondo anno del cronoprogramma, coinvolgendo anche le/i Dirigenti e le/i docenti di altre scuole del quartiere, con l'obiettivo di replicare ed estendere l'iniziativa negli anni successivi. Auspicabilmente, il progetto potrà essere replicato negli anni successivi in altre scuole del quartiere, della città, della provincia.

GRAB THE CITY. E ROMA INTORNO È SEMPRE UGUALE: PIENA DI MERAVIGLIE (PPP)

Dipartimento di Architettura e Progetto - alessandra.capuano@uniroma1.it 

Il progetto di TM prevede attività divulgative diversificate e multidisciplinari articolate in tre azioni: TALKS, BIKE GRAN TOUR e PERCORSO MULTICULTURALE E MULTIRELIGIOSO. Indirizzato ai cittadini di diversa provenienza e nazionalità e agli studenti di ogni ordine e grado, il progetto ha l’obiettivo di: 1) aumentare la conoscenza di beni pubblici per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale; 2) percorrere ambiti naturali ignorati per incrementare la cognizione sulla biodiversità; 3) contribuire alla tutela della salute pubblica e del benessere; 4) coadiuvare il dialogo interreligioso. Queste azioni utilizzano come dispositivo di conoscenza il GRAB, l'infrastruttura anulare ciclabile di Roma, potenziale elemento scatenante di un processo di profonda trasformazione della capitale, in grado di generare nuovi significati culturali e favorire stili di vita sani e il benessere della popolazione e dell'ambiente incentivando la mobilità sostenibile e valorizzando al contempo lo spazio pubblico, il patrimonio storico-archeologico e quello naturalistico. L'iniziativa è profondamente legata al Piano Strategico Triennale del DiAP in quanto mira alla produzione di beni pubblici di natura sociale, educativa e politiche per l'inclusione. Le iniziative previste mirano anche a riverberare e far conoscere i risultati di una ricerca di Ateneo che si esplicita nella realizzazione di una mostra alla Galleria Nazionale di Arte Moderna, istituzione confinante con la Facoltà di Architettura a Valle Giulia, che si terrà dal 21 febbraio al 1° aprile 2024.

PARCOVESTCORVIALE - Laboratorio di biodiversità e socialità

Dipartimento di Architettura e progetto - lucina.caravaggi@uniroma1.it

La proposta è volta a sostenere e promuovere processi di cambiamento nella periferia romana, dove l'impegno di Istituzioni pubbliche, Associazioni di cittadini e Terzo Settore è spesso ostacolato da chi si oppone a iniziative di rigenerazione ambientale e sociale per tutelare interessi privati ed esercitare poteri locali. Anche il progetto di spazi aperti pubblici destinati alla collettività per generare scambio, inclusione e promuovere la salute pubblica, finisce quindi per innescare conflitti, minando l'efficacia degli interventi per le periferie. L'Università, nelle sue attività di Terza Missione, può supportare le pubbliche amministrazioni nel dialogo con associazioni e cittadini rinnovando il rapporto con il territorio, la società e le istituzioni, attraverso forme di partecipazione non rituale, connesse a reali condizioni di fattibilità ambientale, economica, amministrativa. La proposta prevede, in particolare, l'organizzazione di iniziative culturali e sociali, attività di scienza aperta, citizen science, formazione e educazione ambientale, co-progettazione e gestione partecipata dei beni comuni volte costruire una rete di collaborazione attiva tra istituzioni e cittadini nella realizzazione del Parco Ovest di Corviale, opera pubblica inserita nel Piano Urbano Integrato Corviale finanziato dal PNRR, in fase di progettazione definitiva. Il progetto del Parco, il cui studio di fattibilità è stato redatto dal gruppo proponente della ricerca, riguarda un'area verde pubblica compresa tra l'edificio di Corviale e la Riserva Naturale Tenuta dei Massimi, che privatizzazioni e usi impropri e illegali hanno reso inaccessibile e pericolosa. Gli investimenti pubblici che negli ultimi anni hanno interessato l'edificio di Corviale e le aree antistanti, hanno infatti completamente trascurato questo "retro" che rappresenta di fatto un buco nero in termini di sicurezza, legalità, qualità ambientale e sociale, con effetti e ripercussioni negative sull'intero comprensorio.

Diversità nascosta

Polo museale Sapienza - pierfilippo.cerretti@uniroma1.it 

Il progetto "Biodiversità Nascosta" ha lo scopo di sensibilizzare studenti e cittadini sull'importanza della biodiversità prendendo spunto dalla straordinaria moltitudine di insetti che popolano il pianeta, evidenziando il loro ruolo fondamentale nell'ecosistema e il loro impatto nelle attività antropiche. Il progetto mira a cambiare la percezione degli insetti, spesso visti come fastidiosi o nocivi, promuovendo stili di vita sostenibili e rispettosi dell'ambiente. L'obiettivo principale è coinvolgere attivamente cittadini, studenti universitari e studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado sull'importanza di questi organismi per la nostra economia, salute e benessere. Realizzeremo un'esposizione trasportabile e modulabile che verrà installata in diverse sedi dell'Università, raccontando storie diverse e integrate per raggiungere pubblici vasti e diversificati. Questo spazio espositivo sarà utilizzato per far crescere l’interesse sulla biodiversità, sottolineando la complessità dei sistemi ecologici come anche la sostenibilità ambientale. Questi percorsi offriranno una comprensione approfondita dei cicli biologici e dei ruoli ecologici di queste specie. Inoltre, presso il Museo di Fisica, sarà allestita una mostra interdisciplinare che illustrerà l'uso dei raggi X nello studio della biodiversità e promuoverà la comprensione della cultura scientifica e tecnologica. Al fine di aumentare la visibilità e l'impatto reale sul territorio, il progetto prevede una forte promozione su vari canali social. Instagram e Facebook saranno utilizzati per promuovere gli eventi e coinvolgere il pubblico attraverso post mirati e storie interattive. In conclusione, il progetto mira a educare il pubblico sulla diversità degli insetti e il loro impatto positivo sull'ambiente e l'umanità attraverso esposizioni, laboratori, mostre e una forte partecipazione online.

Costituzione, carcere e città di Latina: 3CiLab (progetto di inclusione socio-culturale e di dialogo su persona, carcere e Costituzione)

Dipartimento di Economia e Diritto - fabrizia.covino@uniroma1.it

Il progetto “Costituzione, carcere e città di Latina (3CiLab)” vuole fornire un servizio di approfondimento giuridico sul tema dei diritti della persona, all’interno di un contesto sociale delicato come quello carcerario, nel quale la persona stessa è sottoposta a misure restrittive della propria libertà personale. Il progetto si inserisce nel solco culturale tracciato in modo pioneristico dalla Corte costituzionale con il “Viaggio nelle carceri”, connotandosi tuttavia per alcuni elementi di originalità. Sotto il profilo organizzativo, l’iniziativa prevede il coinvolgimento attivo di soggetti diversi, dati in particolare da enti del Terzo Settore, come la Caritas diocesana e la casa circondariale di Latina.

La proposta assume due prioritari obiettivi: da un lato è volta a stimolare e accrescere il dialogo e il confronto tra l’Università e la peculiare formazione sociale rappresentata dall’istituzione penitenziaria - fisiologicamente connotata da una elevata chiusura e da una scarsa conoscibilità da e verso la realtà esterna - mediante l’intermediazione delle organizzazioni solidaristiche della società civile. Dall’altro, l’iniziativa mira a promuovere l’implementazione di politiche di inclusione sociale, di contrasto alle disuguaglianze e una maggiore sensibilizzazione sul tema dei diritti della persona nell’ambito carcerario, sollecitando un cambiamento trasformativo del contesto interno ed esterno alla dimensione carceraria, in linea con le finalità tipiche delle attività di Terza Missione. L’iniziativa è prioritariamente destinata ai detenuti e alle detenute e, di riflesso, al personale dell’amministrazione penitenziaria di Latina. L’articolazione del progetto, attraverso l’organizzazione di incontri e seminari, prevede il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse dell’Ateneo oltre ad una platea diversificata di beneficiari esterni.

Ricerca Azione Interculturale Università Rieti - RAIUR - Gli studenti come catalizzatori per un'integrazione sostenibile dell’Università nell'identità cittadina

Centro di ricerca in Ingegneria per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente e del territorio (Critevat) - daniela.dalessandro@uniroma1.it 

La presente proposta intende favorire l'integrazione tra università e territorio attraverso la realizzazione di percorsi partecipativi di co-progettazione che coinvolgano studenti e comunità locale, per la promozione della salute e del benessere degli studenti italiani e stranieri, per la crescita culturale e per l'inclusione dei giovani nel tessuto sociale. Nel progetto studenti e comunità locale saranno coinvolti in un percorso di conoscenza, scoperta ed integrazione che li vedrà protagonisti, ricorrendo ad un approccio tipico della Empowered Peer Education. Partendo da un’analisi preliminare, sarà elaborata una proposta di progetto dinamica, destinata a definirsi e svilupparsi in itinere con la compartecipazione diretta degli studenti. Sarà proposto un "macro-tema contenitore" con l'obiettivo di aiutare i partecipanti ad avvicinarsi alla struttura del progetto e decidere se lavorare in prima persona alla sua definizione e sviluppo. Gli strumenti con i quali declinare i contenuti verranno selezionati dagli stessi studenti (teatro, musica, scrittura, fotografia, sport, cucina). La prospettiva di lavoro scelta è quella dell’action learning, una metodologia di sviluppo che unisce azione ed apprendimento e coinvolge gruppi di lavoro su problemi reali. Tale "formazione esperienziale" è finalizzata allo sviluppo individuale, a quello del gruppo e delle organizzazioni mediante l'esperienza pratica, perché agevola e migliora il meccanismo ed il funzionamento di gruppi di persone che lavorano insieme per sostenere sfide e, per questo, è indicata per conseguire obiettivi di cambiamento. Per le sue caratteristiche, si ritiene possa essere lo strumento adatto per far sì che la ricchezza portata dagli studenti universitari diventi una percezione collettiva per il territorio reatino.

REKHOVER-Science: REalizing Kits for Hospital to Visualize EaRth Science

Dipartimento di Scienze della Terra - marta.dellaseta@uniroma1.it 

Il termine inclusione in ambito sociale è ormai entrato nella quotidianità, evidenziando quanto sia importante eliminare ogni forma di discriminazione e ostacolo che impedisca alle persone di sentirsi parte della società, sempre nel rispetto della diversità. Compito delle istituzioni è di farsi promotrici di attività con un approccio inclusivo nei diversi ambiti di azione al fine di eliminare barriere fisiche e sociali che impediscano la piena realizzazione del sé. Il progetto REKHOVER-Science del Dipartimento di Scienze della Terra (DST) si pone come obiettivo la creazione di kit per esperienze hands-on a supporto della didattica delle Scienze della Terra, svolta all'interno della Scuola in Ospedale. Le attività esperienziali hands-on hanno infatti dimostrato il loro valore come efficace strumento di apprendimento poiché supportano il fruitore finale nella visualizzazione dei concetti e, stimolando ogni senso, migliorano l'apprendimento favorendo l'immagazzinamento delle informazioni. Questo è ancora più significativo per le Scienze della Terra, che sono spesso trascurate nei programmi scolastici nonostante il potenziale interesse che possono suscitare anche per aderenza alle tematiche ambientali di grande attualità. L'obiettivo del progetto è di permettere la fruizione di esperienze laboratoriali, a supporto dei contenuti didattici, a studenti che si trovano ad essere ricoverati in ospedale o degenti a casa e che difficilmente hanno la possibilità di svolgere esperienze di questo tipo. I kit verranno co-progettati assieme ai docenti che lavorano all'interno delle sezioni ospedaliere o che sono coinvolti nel servizio di istruzione domiciliare, e verranno sviluppati nella pratica da bambini e ragazzi di Roma Capitale attraverso le attività svolte durante laboratori organizzati presso l'hub della scienza creativa Technotown.

Il Museo di Anatomia Patologica versione 4.0: la tecnologia 3D per un’esperienza museale immersiva.

Dipartimento di Scienze radiologiche, oncologiche e anatomo-patologiche - cira.digioia@uniroma1.it

Il progetto propone la riproduzione tridimensionale altamente realistica, tramite tecnologia di stampa 3D, di reperti biologici chirurgici e/o autoptici già presenti nel Museo di Anatomia patologica (MAp), da poter utilizzare durante la visita al Museo per offrire ai visitatori un'esperienza immersiva che associ, alla pura osservazione visiva, l'esperienza tattile, concreta e tangibile, che permetta loro cioè di "toccare con mano" organi patologici, osservandoli nella loro tridimensionalità, superando le barriere fisiche costituite dalla vetrina di esposizione e dal contenitore in vetro, senza peraltro venire a contatto con la formalina, e senza problemi di incaute alterazioni del reperto originale. La possibilità di avere copie fedeli 3D dei reperti anatomici conservati nel MAp potrà migliorare senz'altro l'esperienza museale sia nelle visite guidate di gruppi o scolaresche, sia negli incontri di terza missione effettuati presso gli Istituti superiori secondari di I e II grado di Roma e provincia, oltre a consentire l'offerta di un percorso idoneo per persone con disabilità visiva, ipovedenti o non vedenti, per i quali il tatto è un importante mezzo sensoriale di comunicazione con l'ambiente e di inter-reazione con gli altri individui. Le proiezioni, inoltre, di immagini tridimensionali, create anche a partire da immagini diagnostiche TAC e/o RMN di organi patologici e fruibili tramite particolari visori, potrà consentire di offrire una didattica moderna 4.0. agli studenti dei Corsi di Medicina e Chirurgia e delle Professioni Sanitarie, con rappresentazione virtuale dei cambiamenti patologici dovuti alle malattie. Le stesse immagini 3D archiviate su un server online potranno essere utilizzate per eventi di divulgazione scientifica di attività museali in sedi esterne al MAp o su piattaforme sul web.

Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali - gabriele.favero@uniroma1.it

Il progetto SCIEN-CARE si propone di promuovere l'apprendimento scientifico e la riabilitazione all'interno delle strutture carcerarie attraverso la realizzazione di kit educativi per le attività di Lab2Go. Quest'ultima iniziativa, già consolidata e rivolta alle scuole secondarie di secondo grado, è volta ad arricchirne l'offerta educativa attraverso il supporto alla pratica laboratoriale. Questi kit includono strumenti didattici come piani inclinati, "sand box" per la simulazione degli effetti dei terremoti, impianti per colture idroponiche e modelli molecolari in scala, contribuendo così all'insegnamento di discipline quali fisica, chimica, botanica e geologia. L'elemento distintivo di questo progetto è l'utilizzo di un’attività pratica, la creazione dei kit, per rendere più efficace l'apprendimento da parte dei detenuti di nozioni scientifiche basilari. Oltre a fornire strumenti utili alle scuole, come precedentemente dimostrato in iniziative simili, il risultato principale per i detenuti è quindi l'acquisizione di competenze scientifiche in modo pratico e induttivo. Dopo una breve formazione sugli argomenti scientifici essenziali necessari per la costruzione corretta dei kit, i detenuti lavoreranno all'interno del laboratorio di falegnameria della struttura penitenziaria sotto la supervisione dei docenti provenienti dall'Università La Sapienza. Il fatto che i kit prodotti siano destinati alle scuole è un altro punto di forza di SCIEN-CARE, che ambisce a utilizzare la cultura scientifica come un ponte tra il mondo delle carceri e quello esterno. SCIEN-CARE, oltre a offrire un'opportunità significativa per la riabilitazione dei detenuti, ha il potenziale per ulteriori espansioni e collaborazioni. Infine, contribuisce attivamente alla terza missione dell'università, promuovendo il coinvolgimento con la comunità e il sistema carcerario.

STAR-Tech: Sustainability and Technologies by Augmented Reality. Un percorso verso l'empowerment femminile e l'inclusività nelle scuole secondarie di primo grado

Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale - annamaria.gisario@uniroma1.it

Il progetto STAR-Tech ambisce ad offrire, nel panorama educativo delle scuole secondarie di primo grado, una proposta didattica innovativa che miri a incoraggiare l’interesse degli studenti, e in particolare delle studentesse, verso le materie scientifiche. Propone l'introduzione di un metodo focalizzato sull'istruzione STEM e volto a favorire un apprendimento intuitivo e interattivo mediante l'impiego della Realtà Aumentata (Augmented Reality, AR). La tecnologia AR può essere adottata per potenziare l'apprendimento di concetti legati alla progettazione, ai materiali circolari ed alle tecnologie di produzione innovative, promuovendo logiche di sostenibilità ambientale e transizione energetica. Grazie alla collaborazione con aziende leader nel settore dell'Ingegneria, il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMA) punta a creare una rete di interconnessioni tra il mondo accademico e quello industriale con le quali poter favorire uno scambio bidirezionale di conoscenze e competenze e contribuire a formare profili professionali più rispondenti alle emergenti esigenze dell'industria del futuro. Si vuole partire dalla scuola secondaria per cercare di infondere e sviluppare nelle ragazze e nei ragazzi un interesse genuino per l'ingegneria e la tecnologia, sperando che in futuro essi possano orientarsi verso percorsi di studio e professioni in tali ambiti. Numerosi studi hanno infatti evidenziato che un'introduzione precoce alle discipline STEM stimola la curiosità e l'entusiasmo dei giovani e li aiuta a sviluppare abilità e competenze essenziali per compiere scelte formative più consapevoli. L'Istituto Comprensivo "M. Calderini - G. Tuccimei" di Roma si è unito all'iniziativa, riconoscendola come una preziosa opportunità per accrescere la passione dei giovani verso la scienza e la tecnologia, per promuovere l'inclusione delle ragazze e valorizzare, al contempo, la diversità e l'unicità che esse portano nel campo STEM.

Il progetto STAR-Tech è parte del più ampio programma EW4W (Engineering Women 4 Women) indirizzato a ridurre le disparità di genere attraverso tre linee d'intervento strategico: sviluppo di tecnologie focalizzate sulle esigenze femminili, educazione STEM nelle scuole, integrazione socio-culturale e accrescimento delle competenze STEM di studentesse e donne straniere, migranti o rifugiate. Referente del programma EW4W: prof.ssa Annalisa Fregolent.

YRIA: Young Researchers In Action

Dipartimento di Ingegneria dell'informazione, elettronica e telecomunicazioni -  eleonora.grassucci@uniroma1.it

Fare scienza si identifica con l'interrogarsi, con l'indagare ed esplorare fatti e cose. Questo tipo di lavoro i bambini lo fanno spontaneamente sin dalla loro nascita ma si perde nel corso del percorso scolastico. L'intervento educativo nelle scuole deve tener conto di ciò e fornire stimoli, occasioni e strumenti per far acquisire agli studenti capacità sempre più ampie per poter compiere questo lavoro di indagine mantenendo viva la curiosità, la voglia di sapere e di scoprire, la fiducia di poter capire. Simultaneamente, la scuola deve aprire agli studenti le porte alle competenze fondamentali per approcciare i problemi reali. Pensare in senso creativo, in campo scientifico, significa aggredire i problemi, alimentare l'esercizio dell'intuizione, della capacità di progettare e formulare ipotesi, di controllare e verificare quanto prodotto e ricercato. L'obiettivo di Young Researchers in Action (YRIA) è avvicinare il mondo dell'università e della ricerca agli studenti dei licei scientifici, promuovendo dei progetti di ricerca da svolgere in team con la supervisione di ricercatori e universitari. Il progetto vuole promuovere e diffondere la cultura scientifica in studenti e docenti, affrontando i percorsi che portano ad una scoperta scientifica e rendendoli poi accessibili e replicabili a futuri gruppi di lavoro. Fondamentale in YRIA è il workshop conclusivo volto ad allargare il pubblico di beneficiari a studenti e docenti che non hanno preso attivamente parte al progetto ma ai quali si vuole dare la possibilità di entrare in contatto con il mondo della ricerca tramite una serie di seminari di esperti, le presentazioni dei progetti svolti dove relatori saranno gli stessi ragazzi, e l'hackathon scientifico aperto agli studenti. Il progetto YRIA ha quindi l'ambizioso e innovativo proposito di fare da ponte tra il mondo della ricerca e gli studenti e i docenti dei licei scientifici, contribuendo significativamente a diffondere la cultura scientifica.

Scenario Futuro Urbano. Esplorazioni, Partecipazione e Immaginari sul Patrimonio costruito

Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell'architettura - elena.ippoliti@uniroma1.it

“Scenario Futuro Urbano. Esplorazioni, Partecipazione e Immaginari sul Patrimonio costruito” è un'iniziativa multidisciplinare di natura sociale, educativa e di coinvolgimento attivo di comunità territoriali che ha come finalità generale quella di generare consapevolezza e public engagement. L'obiettivo specifico del progetto è quello di far maturare nei cittadini idee e aspirazioni e delineare visioni condivise di scenari sulla città futura a partire dalla costruzione e messa a sistema di conoscenze partecipate sul patrimonio architettonico e urbano del rione Esquilino e delle aree limitrofe verso il Municipio Roma V e Roma IV. La fase iniziale del progetto mira a comprendere la storia delle trasformazioni del costruito e del suo tessuto socio-economico attraverso camminate e raccolte di narrazioni orali e visive, per consolidare la consapevolezza territoriale e il 'senso dei luoghi'. La seconda fase del progetto coinvolge ricercatori e studenti Sapienza e professionisti (con diversi approcci su architettura, design, sociologia, mediazione culturale ecc.) in sessioni di co-progettazione e laboratori sul campo dove cittadini e altri portatori d'interesse territoriali partecipano attivamente per esprimere le proprie visioni di futuro, in particolare su alcuni patrimoni dismessi, incompiuti, sottoutilizzati, ovvero svalorizzati. Nella fase conclusiva, queste proposte prendono la forma di “opere iconiche”: interventi che uniscono estetica, funzionalità e sostenibilità, che (ri)attivano comunità e promuovono la conoscenza del territorio, rafforzando la consapevolezza del patrimonio come bene comune. Tra i risultati attesi del progetto vi è quello di mettere a sistema conoscenze e studi con metodologie di co-creazione e sostenibilità sociale, promuovendo una valorizzazione consapevole e sostenibile dei patrimoni materiali e immateriali e la creazione di spazi per le comunità territoriali, facilitandone il dialogo con le politiche pubbliche di sviluppo urbano sostenibile.

Autismo, salute mentale e ricerca partecipativa

Facoltà di Medicina e Psicologia - fiorenzo.laghi@uniroma1.it

L’autismo è una condizione del neurosviluppo che dura tutta la vita e riguarda 1-2% della popolazione. Un aspetto che riduce notevolmente la qualità di vita degli autistici è l’elevata co-occorrenza di disturbi di salute mentale, tra i quali l’ ansia, la depressione e le condotte autolesive. E’ di prioritaria importanza per la comunità autistica sviluppare ed erogare servizi per la salute mentale che tengano conto dello stile cognitivo e sensoriale delle persone autistiche. Nel Lazio sono quasi inesistenti i servizi del SSN dove poter fare un accertamento diagnostico di autismo in età adulta e sono molto impreparati i servizi di salute mentale sulla presa in carico delle co-occorrenze psichiatriche negli adulti autistici.

Il presente progetto si propone di: 1) fornire una formazione teorico-pratica rivolta ai clinici dei servizi di salute mentale del SSN di Roma e Provincia e agli specializzandi in Psichiatria delle università di Roma, sulle caratteristiche degli adulti autistici senza disabilità intellettiva e disturbo del linguaggio e sugli adattamenti utili per migliorare la presa in carico dei co-occorrenti disturbi psichiatrici; 2) promuovere, nel contesto di un workshop residenziale, il confronto tra auto-rappresentanti autistici, familiari, clinici, ricercatori e policy makers sul tema autismo e salute mentale; 3) condurre uno studio di ricerca partecipativa  che abbia come beneficiari gli adulti autistici con problemi di salute mentale.

Gli stakeholders, ovvero le persone autistiche ed i loro familiari, avranno un ruolo chiave nel presente progetto che capitalizzerà inoltre sulla presenza della visiting professor Christina Nicolaidis esperta internazionale di ricerca partecipativa ed autismo e sul primo gruppo di lavoro italiano su autismo e ricerca partecipativa nato grazie al progetto di Terza Missione 2022-24 della Facoltà di Medicina e Psicologia.

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Spillover: come ti racconto la one health

Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive - michaela.liuccio@uniroma1.it

Il progetto parte dalla interpretazione dello spillover come modello trasversale tra la scienza biomedica e la divulgazione scientifica biomedica. All’interno della cornice formale dello spillover, si propone di raccontare la one health ai ragazzi che frequentano le scuole di secondo grado, come target prioritario ma non esclusivo, attraverso un percorso immersivo, interattivo e interdisciplinare, per contribuire a costruire la one health literacy, migliorando così la salute pubblica nel suo complesso. Il percorso prevederà una visita a piccoli gruppi al Museo Laboratorio d’epoca all’interno del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive, a cui seguirà, attraverso un viaggio/spillover nel tempo, una esperienza virtuale dedicata alla one health, fruibile all’interno del museo (duplicabile presso gli altri Dipartimenti inclusi nel progetto e/o spazi Sapienza). La pagina informativa interdipartimentale dedicata al progetto, il podcast interdipartimentale dedicato alla one health e la pubblicazione divulgativa, interdisciplinare, dedicata alla one heath, con la Sapienza Università Editrice, consentiranno un’amplificazione dell’impatto del progetto ed una diffusione anche ad un target più ampio dentro e fuori Sapienza.

FIFA 11+ School Challenge. La Prevenzione è Social.

Dipartimento di Scienze medico-chirurgiche e medicina traslazionale - nicola.maffulli@uniroma1.it

Il progetto FIFA 11+ School Challenge si pone l'obiettivo di promuovere e diffondere il protocollo FIFA 11+ tra gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, nonché tra le società sportive giovanili, al fine di prevenire gli infortuni nella pratica dell’attività sportiva. Il programma FIFA 11+ consiste in una serie di esercizi studiati per migliorare controllo, equilibrio e forza negli arti e nel tronco, dimostrati scientificamente efficaci nel ridurre gli infortuni muscolari e articolari. Per raggiungere e coinvolgere attivamente il target più giovane, il progetto prevede l'utilizzo di TikTok e Instagram come canale innovativo di comunicazione. Verranno creati account dedicati sulle due piattaforme per la realizzazione di contenuti accattivanti e coinvolgenti, come video tutorial ed esempi di esercizi del programma FIFA 11+, provando a sfruttare le principali potenzialità dei due diversi social. Su TikTok verranno pubblicati video dinamici e brevi nonché lanciato un contest a premi, mentre Instagram sarà utilizzato per diffusione di foto, storie e dirette. I canali verranno gestiti in sinergia per massimizzare engagement e visibilità. Fondamentale sarà il coinvolgimento di testimonial e influencer del settore sportivo per aumentare l'awareness e la collaborazione con scuole e società sportive per diffondere la conoscenza del programma di prevenzione e la promozione delle sue attività. Il monitoraggio dei risultati avverrà analizzando l'engagement, i feedback degli utenti e l'adesione al programma FIFA 11+, con l'obiettivo di creare una community attiva intorno alla prevenzione degli infortuni. I social favoriscono la partecipazione peer-to-peer e l'emulazione tra i giovanissimi, creando un effetto viralità. La sfida è sfruttare queste potenzialità per educare ad una cultura della prevenzione e di stili di vita salutari.

UNIVERSITAS: Università verso lo sviluppo di infrastrutture territoriali per i Beni Culturali accessibili e sostenibili

Centro di ricerca Digilab - fernando.martinez@uniroma1.it 

Questo progetto mira a stabilire un legame solido tra le attività di ricerca e progettazione degli studenti riguardanti la valorizzazione dei beni culturali e dei territori, il mentoring dei ricercatori e l'interazione con le comunità e stakeholder locali. Ogni anno, all'interno di specifici corsi universitari dedicati al patrimonio culturale, vengono prodotti centinaia di lavori, sia di gruppo che individuali, che si concentrano sull'acquisizione di dati sui beni culturali, l'introduzione di strategie efficaci e tecnologie innovative per la comunicazione e la valorizzazione di questi beni. Questi lavori, realizzati con un approccio di co-progettazione e attenzione alla sostenibilità, mirano anche a promuovere risorse e sviluppare servizi e infrastrutture turistiche. Il progetto, avviato con la collaborazione di ricercatori di DigiLab e tre corsi di laurea distinti, punta a coinvolgere circa 200 lavori ogni anno accademico. Tra gli obiettivi principali troviamo: a) lo sviluppo e la sperimentazione di una piattaforma digitale georeferenziata, rendendo i progetti facilmente accessibili a istituzioni, imprese e comunità; b) la presentazione e collaborazione dei progetti studenteschi con le comunità locali per una progettazione partecipata; c) la disseminazione dei risultati ottenuti; d) l'espansione del progetto per includere ulteriori corsi di studio e creare sinergie con altre strutture della Sapienza.

"Ferma un'emorragia nei Licei di Roma e Provincia". Campagna di divulgazione delle manovre necessarie a controllare un'emorragia maggiore sul luogo del trauma, rivolta ai Licei e alle Forze di Polizia di Roma e Provincia, grazie anche all'aiuto del Coordinamento delle Associazioni LILT.

Dipartimento di Chirurgia “Pietro Valdoni” - andrea.mingoli@uniroma1.it

La campagna Stop The Bleed nasce negli USA dopo il massacro della Sandy Hook Elementary School di Newtown, grazie al Dr. McSwain, che fondò un comitato di esperti, con lo scopo di aumentare la sopravvivenza delle vittime di eventi intenzionali. Con le deliberazioni delle "Consensus di Hartford", questo comitato ha propugnato strenuamente una risposta preospedaliera organizzata e coordinata che comprendesse il controllo dell'emorragia da parte di soccorritori immediati, un cambiamento nel focus della missione delle forze dell'ordine per includere l'arresto immediato dell'emorragia pericolosa per la vita delle vittime e una risposta urgente del personale medico per curare e trasportare pazienti traumatizzati negli ospedali appropriati. Il tempo è stato riconosciuto come un fattore critico per i pazienti che avevano un'emorragia massiccia, in quanto pochi minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte. Sulla scorta di queste basi la Società Italiana di Chirurgia di Urgenza e Trauma (SICUT) ha voluto riproporre lo stesso protocollo anche nel nostro Paese. La divulgazione di questa campagna, non orientata ovviamente a tentativi di eccidi di massa, ma a eventi traumatici singoli o multipli (incidenti sul lavoro, calamità naturali, infortuni domestici), è necessaria per contenere gli innumerevoli decessi legati a uno scorretto trattamento del ferito nei primi minuti dall'evento traumatico. Crediamo che gli studenti delle scuole secondarie superiori siano il bersaglio privilegiato di questa campagna. Sono infatti i nostri ragazzi che vanno incontro a maggiori pericoli e per la loro intrinseca emotività sono anche i soggetti più pronti ad apprendere e formarsi per il trattamento del paziente emorragico in pericolo immediato di vita. Accanto a loro è fondamentale formare le forze di polizia che per prime arrivano sul luogo del trauma e che quindi per prime, una volta messa in sicurezza la scena, possono intervenire in modo appropriato e salvare una vita.

La paura delle degenerazioni: i diritti umani negati e il ruolo dei medici nel fascismo e nel nazismo. Il diritto alla salute. ("Tra Resistenza e Resa: per (Soprav)vivere liberi!")

Facoltà di Medicina e odontoiatria - livia.ottolenghi@uniroma1.it

Il progetto intende affrontare lo sviluppo dei diritti umani nella prospettiva analitica degli eventi storici del `900, orientandosi tra avvenimenti e questioni ancora aperte. Razzismo, antisemitismo, Resistenza, soppressione dei diritti umani, della libertà religiosa, offesa del diritto alla salute saranno tra i principali temi trattati. Si prevede un percorso di studio, formazione e lavoro in Italia e in collaborazione con istituti internazionali. Utilizzando diversi strumenti connessi alla didattica della storia, sulla base dei contenuti dell'Accordo Quadro "Sapienza per la Memoria della Shoah", verranno coinvolti docenti e alcune classi di istituti della scuola secondaria di secondo grado nella provincia di Roma in un'esperienza formativa articolata in diversi momenti. L'iniziativa si lega al progetto intitolato "Tra Resistenza e Resa: per (Soprav)vivere liberi!", presentato per i finanziamenti dell'8x1000 all'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (UCEBI). Il modello didattico della ricerca simulata, come quella che sarà proposta in questo progetto, consente con buoni risultati di giungere attraverso l'analisi del passato alla consapevolezza del concetto chiave di cittadinanza, dalla dimensione locale a quella internazionale, attingendo a una vasta gamma di documenti sulle dottrine eugenetiche, le politiche nazionalistiche e razziali che ne conseguono, le dichiarazioni e gli appelli alla costituzione di un diritto umanitario a partire da metà del XIX secolo. Un'educazione alla ricerca, dunque, che può rappresentare soprattutto educazione alla responsabilità. Affermare che è centrale il rapporto tra la storia e l'educazione alla cittadinanza, significa riconoscere che l'esperienza che si intende portare avanti costituirà un luogo privilegiato di formazione che lo studio della storia porta con sé, quale terreno fertile di riflessione sui meccanismi di costruzione della conoscenza storica e di conseguenza di disvelamento del suo possibile "uso pubblico".

La tutela ambientale e del patrimonio storico artistico: gli obiettivi di una società sostenibile nella comunicazione scientifica e artistica con realtà sociali esterne e ristrette.

Centro di ricerca per le Scienze applicate alla protezione dell'ambiente e dei beni culturali (Ciabc) - cleofe.palocci@uniroma1.it

Il progetto nasce dalla collaborazione del CIABC con il Dipartimento di Chimica e il Museo Universitario di Chimica Primo Levi (MUC). Esso ruoterà intorno alle due strutture con l'obiettivo di realizzare un luogo di cultura aperto e inclusivo attraverso una serie di iniziative di divulgazione scientifica sui temi della tutela ambientale e del patrimonio culturale, sfruttando le competenze dei ricercatori che operano nel CIABC e nel Dipartimento nell'ambito della sostenibilità dei processi chimici industriali. Il percorso prenderà spunto dalla “Coloreria”, collezione di coloranti, sia naturali che sintetici, presente nel MUC, che ben descrive la complessità della chimica. La collezione parte dalle prime tinture naturali per arrivare a raccolte interessanti e uniche nella loro completezza delle tinture sintetiche che hanno segnato lo sviluppo industriale. L'evoluzione della produzione dei coloranti è un ottimo esempio dell'evoluzione della chimica stessa. Lo sviluppo sostenibile, infatti, impone alle scienze chimiche di giocare un ruolo primario nella progettazione di nuovi prodotti e processi eco-compatibili. Nell'ambito del progetto verranno organizzate attività divulgative e laboratoriali trasversali tra gli spazi museali del MUC e i laboratori didattici del Dipartimento. Le attività si svilupperanno in un programma di incontri periodici accessibili alle scuole secondarie della capitale, alle cooperative sociali, alla cittadinanza con l’intento di poter raggiungere anche persone provenienti da Istituti Penitenziari in condizione di semilibertà, ex detenuti o con trascorsi di fragilità in una ottica di inclusività sociale. L'obiettivo del progetto è così esteso alla progettazione di attività educative e reintegrative, con forte valenza multidisciplinare, attivando una riflessione sulle potenzialità educative della conoscenza e relazione tra realtà sociali molto diverse come la scuola e il mondo della reclusione.

Spazi, energia e risorse condivise. Nuove comunità urbane più inclusive e sostenibili.

Centro di ricerca Territorio, Edilizia, Restauro e Ambiente (CITERA) - elisa.pennacchia@uniroma1.it

Le città sono fondamentali per il raggiungimento degli SDGs e devono diventare dei laboratori dove promuovere la resilienza e uno sviluppo economico e sociale più equo per le nostre comunità. Il tema della condivisione attraverso l'uso di spazi pubblici, in particolare con la creazione di comunità energetiche rinnovabili (CER) e di orti urbani, è al centro della presente proposta. Il centro interdipartimentale CITERA è coinvolto come partner scientifico in progetti europei sul contrasto alla vulnerabilità energetica e la promozione di Comunità di Energia Rinnovabili Solidali (CERS). Attività di ricerca sono state condotte negli ultimi anni su due pilastri: quello tecnologico delle CER e quello sociale di contrasto alla povertà energetica nel comune di Roma. Con il presente progetto si vuole integrare l'esperienza degli orti urbani municipali di Casal Brunori nel quadrante sud di Roma con promozione e creazione di nuove CER promosse dai progetti Sun4All e Sun4U coordinati dal CITERA, in quanto ogni orto urbano può essere dotato di un impianto fotovoltaico pubblico ed essere parte di una CERS. L'obiettivo è pertanto di trasferire in alcuni municipi di Roma, mediante incontri, webinar, e specifiche attività di engagement, buone pratiche per la creazione di nuove comunità di cittadini più consapevoli della condivisione del cibo prodotto localmente ricorrendo a fonti di energia rinnovabili come l'energia solare. Si creano così comunità di cittadini in spazi pubblici, che condividono energia e includono anche fasce di popolazione in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica. Per alcune attività si prevedono laboratori di autocostruzione con il supporto di un'associazione di studenti della Facoltà di Architettura Sapienza coordinati dal corpo docente. Il progetto prevede la partecipazione del Dipartimento Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale Municipi V e IX, associazioni del Terzo settore e AISFOR Agenzia per l'Innovazione, lo Sviluppo e la Formazione.

PADRI E FIGLI. RITROVARSI IN CARCERE. Uno spazio fisico e laboratoriale di accompagnamento all'incontro per promuovere l'inclusione sociale, il benessere psicofisico e promuovere l'empowerment degli uomini detenuti.

Centro Interdipartimentale Sapienza Design Research SDR - pisana.posocco@uniroma1.it

Il mantenimento dei rapporti familiari, il benessere e il rispetto dei diritti degli uomini detenuti sono premesse indispensabili per il recupero e la risocializzazione della persona condannata, finalità principale della pena detentiva (Costituzione italiana, art.27).

Scopo generale è realizzare presso la Casa Circondariale Rebibbia N. C. uno spazio adeguato agli incontri padri-figli, accompagnato da laboratori interdisciplinari di design e manifattura digitale, di teatro, storytelling e lettura ad alta voce, con la presenza anche di psicologi. Una squadra interdisciplinare (Architettura e Design, Psicologia, Giurisprudenza, Lettere e Sanità Pubblica) intende unire conoscenze e competenze già maturate nelle carceri per condurre azioni sperimentali utili a rendere sinergiche le conoscenze parziali con i seguenti obiettivi specifici: dare forma a un luogo dove i padri detenuti e i loro figli, nelle fasce di 3-6 e 7-10 anni, possano passare del tempo insieme; organizzare l'accoglienza attraverso laboratori dove sviluppare strumenti di connessione e condivisione, progettando con i padri giochi da costruire con i piccoli o fiabe da raccontare o spedire; dare strumenti per promuovere un processo di crescita genitoriale per gestire l'incontro con i figli. La presente ricerca-azione ha la finalità di promuovere trasformazioni nel contesto detentivo sostenendo le funzioni genitoriali e sollecitando l'attenzione alla questione penitenziaria nella società civile. Questa proposta vuole dare risposta alla Carta dei figli dei genitori detenuti, 2014, Art. 2: "Il mantenimento del legame con il proprio genitore è cruciale per lo sviluppo psico-affettivo del bambino. La preservazione dei vincoli familiari svolge un ruolo importante per il genitore detenuto nella prevenzione della recidiva e nella sua reintegrazione sociale [...]. La sfida è creare un ambiente che accolga adeguatamente i bambini trovando il giusto equilibrio tra le esigenze di sicurezza e i buoni contatti familiari".



Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo (SARAS) - alessandro.saggioro@uniroma1.it

Il progetto mira a presentare, discutere e mettere a frutto le tematiche relative agli studi su pace e conflitto (Peace and conflict studies) e ad aprire una discussione su di essi a livello non accademico promuovendo una collaborazione fra Università, Terzo Settore (in particolare associazioni che si occupano di peace keeping e migrazione) e luoghi della cultura (Musei, Biblioteche, Cinema), della formazione (Scuole, Istituzioni formative), luoghi di aggregazione sociale e religiosa (Comunità religiose). Il progetto si pone in continuità con altri progetti dipartimentali di ricerca, didattica e terza missione (in particolare il progetto Paesaggi di confine. Modelli di lavoro per una narrazione partecipata, coordinato dalla prof.ssa Irene Baldriga) e si propone di moltiplicare l'effetto delle ricerche e delle iniziative accademiche implementando la ricaduta a livello culturale, sociale e scolastico. Il progetto si articola in tre livelli: 1) Riflessione sulle tematiche della pace non solo come idea astratta ma come iniziativa promossa e realizzata dagli attori sociali; 2) Riflessione sulle tematiche del conflitto, con specifica attenzione alle guerre 'dimenticate' del nostro Millennio, in sequenza rispetto alle violenze del 'secolo breve', alla Guerra Fredda e alle dinamiche geopolitiche globali; 3) Riflessione sui confini dell'Europa in relazione alle dinamiche della migrazione.
Le attività si articoleranno in diverse tipologie di iniziativa: a. Incontri pubblici in varie sedi; b. Corsi di formazione per insegnanti; c. Percorsi di visita, proiezioni, letture, conferenze.
Il progetto, infine, si ispira alle linee guida della Rete CRUI delle Università per la Pace - RUniPace di cui Sapienza è partner e ne recepisce e mette in atto le progettualità.

Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione - marzia.saglietti@uniroma1.it 

L'iniziativa COSTELLAZIONI DI CURA IN ACCOGLIENZA - Sapienza e i servizi di alternative care per bambini/e, adolescenti e care leavers coinvolge strutture interne a Sapienza (Laboratorio LINC e Scuola di Specializzazione in Psicoterapia del Ciclo di Vita) insieme a enti esterni operanti nel campo del servizio sociale e dell'alternative care laziale (Ordine Assistenti Sociali - Consiglio Regionale del Lazio; Coordinamento nazionale delle Comunità di Tipo Familiare per i Minorenni - ETS; Associazione Agevolando OdV; Civicozero soc coop soc Onlus). L'iniziativa mira a: 1) informare e sensibilizzare la cittadinanza e la comunità Sapienza sui servizi di alternative care per bambini/e, adolescenti e care leavers, con particolare riferimento al lavoro di cura rivolto a specifici bisogni e diritti; 2) promuovere iniziative di confronto per esperti dei servizi di alternative care per bambini/e, adolescenti e care leavers; 3) rafforzare il lavoro di rete interdisciplinare e interprofessionale, con particolare riferimento alla collaborazione tra educatori/educatrici ed assistenti sociali dei servizi pubblici e privati; 4) favorire azioni di disseminazione delle azioni e dei risultati del progetto. Il progetto si articola in numerose attività sul territorio della Regione Lazio. In particolare, il progetto mira a organizzare seminari sui servizi di alternative care, realizzare allestimenti visuali sull'accoglienza; organizzare un convegno scientifico sul benessere degli operatori/operatrici del campo; costruire supervisione e formazione interprofessionale per rafforzare il lavoro di rete tra educatori e assistenti sociali. Il progetto vede il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti interessati, una forte enfasi sulla trasformazione formativa, l'inclusione di un'ampia varietà di beneficiari e una prospettiva sistemica che promuove il benessere complessivo di tutti coloro che sono coinvolti nei servizi di alternative care.

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ECO-ARCHEO for LATIUM: giornate multidisciplinari per l'archeologia eco-sostenibile a Civitella D'Agliano (VT)

Dipartimento di Ingegneria chimica materiali ambiente - marialaura.santarelli@uniroma1.it

La presente proposta rientra nella politica educativa e di inclusione promossa e sostenuta dalla Sapienza per ampliare la diffusione delle materie scientifiche STEM in un approccio multidisciplinare con tematiche umanistiche. Il progetto coinvolgerà diversi attori, quali studenti di scuole superiori e universitari, o persone semplicemente interessate, stakeholders pubblici e privati per conoscere meglio una delle zone meno note del Lazio per sostenere il suo sviluppo socio-economico e culturale. La proposta prevede due giornate di promozione, a diversi livelli, delle attività di ricerca archeologica e di scienze e tecnologie applicate alla conservazione condotte dalla Sapienza nel Comune di Civitella D'Agliano e un Workshop sugli stessi temi da tenersi in Sapienza con lo scopo di formulare una proposta di Network di valorizzazione turistica tra enti pubblici (Comune di Civitella d'Agliano, Soprintendenza locale e Comuni limitrofi) e privati (realtà economiche locali). Innovazione e grande impatto saranno dati dalla possibilità per gli utenti di eseguire direttamente indagini scientifiche su diversi manufatti con strumentazioni portatili e approcci tecnologici eco-compatibili a basso impatto ambientale. Lo scopo è di descrivere gli approcci scientifici multidisciplinari e innovativi (biotecnologici e nanotecnologici) per la conoscenza della natura dei materiali, della loro conservazione, della loro produzione, dello sviluppo socio-economico delle aree archeologiche e la qualità della vita durante il loro sviluppo storico. I fruitori dell'iniziativa avranno modo di visitare i depositi della Soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale ubicati presso il Comune di Civitella D'Agliano (Museo e Laboratorio Diffuso). Le attività svolte saranno riprese in diretta Youtube per la massima diffusione e coinvolgeranno realtà locali per una futura organizzazione di eventi che potranno inserirsi nella politica di uno Sviluppo Eco-sostenibile dell'area.

Dipartimento di Scienze Biochimiche “Alessandro Rossi Fanelli” - allegra.via@uniroma1.it, pierpaolo.pani@uniroma1.it

Il progetto si propone di realizzare un modello innovativo di collaborazione, dialogo e confronto tra Università, Scuola, Terzo Settore ed Enti di Ricerca al fine di promuovere nei giovani cittadini la capacità di comprendere la complessità del presente. Imparare a decifrare la contemporaneità è un passaggio essenziale per lo sviluppo di un pensiero critico indipendente e per acquisire la capacità di prendere decisioni e agire in modo consapevole. Questo tema è sempre più cruciale in un mondo in cui il flusso virtualmente illimitato e incontrollato di informazioni ha raggiunto livelli difficilmente gestibili e rappresenta paradossalmente un ostacolo alla comprensione del presente: senza adeguati strumenti conoscitivi, può risultare impossibile distinguere l'informazione affidabile da quella errata o falsa (fake news). Il compito di formare cittadini consapevoli spetta principalmente alla scuola, che non può essere lasciata sola a sostenere lo sforzo per raggiungere il livello di specializzazione necessario ad affrontare le sfide complesse e in continua evoluzione dell’attualità. La promozione della lettura critica e consapevole della contemporaneità sarà attuata mediante un'azione sinergica tra gli attori e cicli di incontri seguiti da fasi di sviluppo, sperimentazione e feedback partecipativo. I soggetti coinvolti metteranno a disposizione le proprie competenze, esperienze e culture per elaborare strategie didattiche, strumenti e percorsi educativi volti a sostenere i docenti della scuola nella formazione di cittadini più consapevoli. I risultati del progetto, quali video e podcast divulgativi realizzati da esperti di settore e accompagnati da materiali di approfondimento, linee guida per l’adozione delle strategie didattiche elaborate e kit di lavoro per docenti, saranno resi disponibili alla cittadinanza attraverso una piattaforma digitale aperta, la quale contribuirà a promuovere e diffondere pratiche educative e contenuti per decifrare la contemporaneità.

Area Terza Missione e Trasferimento Tecnologico
 

Ufficio Terza Missione
 

Settore Produzione di beni pubblici (cultura, formazione continua e public engagement)

 

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