Un percorso condiviso per la qualità
La qualità non è un adempimento né una procedura: è un modo di essere dell’Università, un’esigenza, un impegno verso studenti, docenti, ricercatori e verso la società. È il modo in cui un Ateneo interpreta la propria missione pubblica per formare, generare conoscenza, creare opportunità. Il sistema AVA, operativo dal 2013, è un modello integrato per l’autovalutazione, la valutazione e l’accreditamento del sistema universitario basato sull’assicurazione interna della qualità negli atenei, nei corsi di studio, nei dipartimenti e nei dottorati di ricerca, fondata su procedure interne di progettazione, gestione, autovalutazione e miglioramento delle attività didattiche, di ricerca, di terza missione/impatto sociale e su una verifica esterna effettuata in modo rigoroso e trasparente. Per Sapienza, questo impegno non nasce oggi. È il risultato di un’evoluzione lunga, stratificata, che ha costruito nel tempo una consapevolezza diffusa sul ruolo e sul significato della qualità.
Già molti anni fa Sapienza aveva maturato esperienze avanzate di autovalutazione attraverso le cinque edizioni del PerCorso Qualità, che hanno coinvolto corsi di studio, docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti, contribuendo a rafforzare una cultura del miglioramento continuo ben prima dell’introduzione dei modelli nazionali. A questa esperienza si è affiancata, dal 2009, l’attivazione di una struttura a rete per l’Assicurazione della qualità (AQ), che ha introdotto un approccio multilivello e partecipato, coerente con le dimensioni e la complessità di Sapienza. Su queste basi, nel tempo, Sapienza ha consolidato una struttura di Assicurazione della Qualità articolata su più livelli e coerente con la complessità di una realtà che conta migliaia di docenti e ricercatori, più di 120.000 studenti, 11 facoltà e 58 dipartimenti. Una complessità che richiede coordinamento, rappresentanza equilibrata e un presidio metodologico stabile.
Studenti e dottorandi sono nel Team Qualità, per una qualità costruità "con" e non "per" la comunità studentesca
Il Team Qualità – che opera come Presidio di qualità di Ateneo – è da sempre formato, in modo paritetico, da una componente accademica e una amministrativa. Una scelta che rispecchia la natura trasversale della qualità, che riguarda allo stesso tempo didattica, ricerca, terza missione/impatto sociale e attività amministrativa. Negli ultimi anni il Team è stato ampliato con l’ingresso di sei studenti e di un dottorando, rafforzando l’idea che la qualità debba essere costruita “con” e non “per” la comunità studentesca. La rappresentatività del Team si fonda sulle macroaree disciplinari storiche di Sapienza, lo stesso criterio che ispira la composizione del Senato accademico: un elemento importante in un ateneo grande e fortemente differenziato, dove è essenziale garantire equilibrio e pluralità di punti di vista. Il Modello AVA 3, terza edizione del modello di autovalutazione, valutazione e accreditamento delle università è nato in applicazione di una rinnovata normativa; un modello di accreditamento periodico più ampio, che prevede nuovi ambiti (ambito B, risorse), un complessivo perfezionamento dei requisiti preesistenti e una maggiore attenzione rivolta all’autovalutazione. Una transizione significativa, ma non un punto di discontinuità per Sapienza, un’occasione per consolidare quanto già costruito, rafforzare la coerenza tra le missioni istituzionali e rendere più integrati i processi di valutazione. Le attività del Team Qualità si collocano sempre più all’interno di una visione sistemica che comprende didattica, ricerca e terza missione/impatto sociale, mettendo in relazione i processi di programmazione, monitoraggio e miglioramento.
Una visione resa possibile dal lavoro congiunto con i Comitati di monitoraggio di facoltà, le Commissioni paritetiche docenti-studenti, la Commissione didattica di Ateneo, i manager della didattica e i referenti dipartimentali. Parallelamente, l’amministrazione ha avviato negli ultimi anni un importante percorso di innovazione organizzativa orientato alla qualità dei processi e alla produzione di valore pubblico: dalla riorganizzazione per processi alla digitalizzazione dei workflow, dall’evoluzione del sistema informativo alle nuove competenze professionali. L’integrazione tra governance, amministrazione e sistema AQ è oggi uno dei punti di forza del modello Sapienza. Uno dei passaggi più significativi ha riguardato l’aggiornamento del Piano strategico 2022–2027. Nel documento aggiornato, approvato dagli Organi di governo, l’impostazione originaria è stata confermata, ma profondamente evoluta.
Nell'aggiornamentod del Piano strategico 2022-2027 gli obiettivi di valore pubblico rappresentato un cambiamento concettuale che correla in modo più stretto le strategie dell'Ateneo agli effetti prodotti sulla società
I punti programmatici sono stati ridefiniti come Obiettivi di valore pubblico (Ovp): un cambiamento concettuale che collega in modo più diretto le strategie dell’Ateneo agli effetti prodotti sulla società, sugli studenti, sul territorio e sulla comunità scientifica. L’aggiornamento si è basato su un’analisi SWOT rinnovata, che ha integrato gli esiti dei Piani strategici delle Strutture e ha identificato nuove aree prioritarie: l’attuazione degli interventi normativi più recenti, il rafforzamento dei processi e degli strumenti di AQ, il potenziamento dei servizi ICT, la valorizzazione delle competenze interne e lo sviluppo di metodologie per la misurazione dell’impatto. Per ciascun Obiettivo di valore pubblico è definito un set di indicatori che permette di misurare in maniera verificabile gli effetti delle strategie: un passo importante per orientare le decisioni sulla base di evidenze e rafforzare il ruolo dell’Ateneo come produttore di valore pubblico. Anche su questo fronte, il Team Qualità ha svolto un ruolo fondamentale di raccordo metodologico, contribuendo a integrare sistemi di valutazione, pianificazione e controllo. La visita di accreditamento periodico da parte della Commissione esterna dell’Anvur alla Sapienza, prevista per maggio 2026, rappresenta ora non solo un banco di prova, ma soprattutto un’opportunità: un momento per mostrare il lavoro svolto, ma anche per apprendere, confrontarsi e migliorare ulteriormente. Sapienza arriva a questo appuntamento forte di una storia solida, di un sistema strutturato e di una comunità che partecipa sempre più consapevolmente. La qualità, tuttavia, resta un processo vivo, che si rinnova continuamente. È nel dialogo tra le diverse componenti dell’Ateneo, nella capacità di ascoltare gli studenti, nel coordinamento tra strutture scientifico-didattiche e amministrazione che si costruisce il miglioramento continuo. È nella visione strategica della governance e nella responsabilità diffusa che si genera valore pubblico. È nella partecipazione che la qualità diventa reale. Questo articolo fa parte di una riflessione a più voci, di tutte le componenti di Sapienza, un breve racconto dell’evoluzione dei processi, in cui gli studenti, fulcro del sistema, condividono cosa significa qualità per chi vive l’Ateneo ogni giorno. Insieme, queste prospettive compongono un’unica immagine: quella di una Sapienza che cresce, si interroga e si rinnova, consapevole della propria storia e orientata al futuro.
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Sapienza Magazine 2/2025 pagina 26
