Sapienza Global Strike for Clima

Venerdì 15 marzo, sul Pratone della Città Universitaria, gli studenti dell'Ateneo e delle scuole secondarie, insieme a tutta la comunità della Sapienza, si sono ritrovati per discutere sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici e allo sfruttamento incondizionato delle risorse

Venerdì 15 marzo, a partire dalla tarda mattinata, sul Pratone della Città Universitaria, gli studenti dell'Ateneo e delle scuole secondarie, insieme a tutta la comunità della Sapienza, si sono ritrovati per discutere sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici e allo sfruttamento incondizionato delle risorse.

La Sapienza ha accolto le istanze degli studenti, promosse dall'associazione Sapienza in movimento, e ha aderito al Global Strike for Future, lo sciopero internazionale per il clima. La mobilitazione nasce in risposta all'appello lanciato dalla giovanissima attivista svedese Greta Thunberg alla plenaria della Cop 24, la Conferenza delle parti sul clima tenutasi nello scorso dicembre in Polonia.

In coincidenza con la giornata di mobilitazione, Carlo Rondinini del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin, insieme con i suoi collaboratori, ha tenuto una lezione speciale aperta al pubblico sul tema "Clima e biodiversità", come parte del corso in Conservazione e gestione della fauna. La lezione si è svolta all'aperto nel cortile della sede di Zoologia del Dipartimento, con ampia partecipazione degli studenti che sono poi partiti per la critical mass che ha raggiunto il punto di raduno del corteo. Durante la lezione è stato illustrato il contenuto dell'ultimo rapporto speciale dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) "Global Warming of 1.5°C", oltre che alcune ricerche sugli effetti globali del cambiamento climatico sulla biodiversità prodotti in laboratorio.

A livello globale le emissioni aumentano costantemente ogni anno con un incremento superiore all’1,5% all’anno (si è superata la soglia record di 37 miliardi di tonnellate di CO2 per anno), nonostante l’impegno di alcuni Paesi, dell'Unione europea in particolare, che includono nei loro programmi una completa de-carbonizzazione dell’energia per il 2050. Ridurre gli impatti del cambiamento climatico è ancora possibile, ma richiederà azioni forti e immediate che includono radicali cambiamenti nella produzione e nei consumi della nostra società. Surriscaldamento del pianeta, siccità e inondazioni, gestione dei rifiuti: non c’è più tempo da perdere per trovare soluzioni definitive per il clima.

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