Attività pubblicitarie

Norme da rispettare per l’acquisto di spazi pubblicitari

L'attività pubblicitaria delle amministrazioni pubbliche, e quindi anche degli Atenei, è regolata da alcune leggi che vincolano la possibilità di acquistare spazi pubblicitari e obbligano a ripartire gli investimenti in advertising su diverse categorie di media. Per questa ragione l'Amministrazione centrale della Sapienza (Area Supporto strategico e comunicazione in collaborazione con Area Offerta formativa e diritto allo studio) attua un'attenta programmazione delle comunicazioni pubblicitarie, sulla base delle indicazioni del vertice di Ateneo, dando priorità al sostegno della campagna annuale per le immatricolazioni.

Per maggiore chiarezza, si descrivono qui di seguito le norme per l'attività pubblicitaria delle amministrazioni pubbliche, con riferimento specifico alla Sapienza.

Limite di spesa

Il limite di spesa è stabilito in base all’art. 6 comma 8 del decreto legge 78/2010, convertito con modificazioni dalla legge 122/2010. L'Area Contabilità, finanza e controllo di gestione (Arcofig) ha calcolato tale tetto in 4.812 euro; la somma è assegnata sul budget annuale ad Assco-Ufficio comunicazione ed è gestita centralmente dal Settore Ufficio stampa e comunicazione, per attività concordate con il vertice di Ateneo.
A questo tetto sono previste alcune deroghe a seguito di un'ampia giurisprudenza. In particolare non sono soggette al tetto pubblicità relative a competenze proprie dell’Ente ovvero a specifici programmi diretti al perseguimento di particolari e predeterminate finalità e sviluppati nel corso degli anni in settori di propria competenza o spese per promuovere la conoscenza da parte della collettività dell’esistenza e delle modalità di fruizione dei servizi pubblici.

Ripartizione della spesa

La ripartizione della spesa è prevista dal decreto legislativo 177/2005 "Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici”, all'art. 41 "Destinazione della pubblicità di amministrazioni ed enti pubblici”: l’indicazione è di una quota sul totale pari ad almeno il 50% a quotidiani e periodici e ad almeno il 15% a radio/tv private locali.
Su questa ripartizione vigila l'Autorià garante per le garanzie nelle comunicazione (Agcom). I responsabili dei centri di spesa sono tenuti a comunicare annualmente la ripartizione della spesa sulla piattaforma Agcom https://www.agcom.it/.

Per il mancato rispetto della ripartizione degli investimenti sono previste sanzioni; si vedano gli approfondimenti normativi messi a disposizione da Agcom per le pubblicità di enti pubblici, ovvero il decreto legislativo 177/2005 e la relativa direttiva della Presidenza del consiglio dei ministri.

 

 

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