Collegio dei direttori di dipartimento

Compiti e funzioni del Collegio dei direttori di dipartimento

Il Collegio dei direttori di dipartimento è l'organo di coordinamento interdipartimentale con funzioni di raccordo delle politiche per il raggiungimento delle finalità istituzionali della ricerca scientifica e della didattica.
In base allo Statuto il Collegio propone gli indicatori per l'assegnazione ai dipartimenti della dotazione ordinaria e del budget del personale tecnico-amministrativo.

Oltre alla composizione plenaria, il Collegio è coadiuvato da una Giunta che è l'organo di collegamento tra le varie aree scientifiche. La Giunta si compone di un rappresentante per ognuna delle sei macroaree scientifico-disciplinari. Il suo compito istituzionale è agevolare la preparazione dei lavori del Collegio, favorendo la collaborazione tra le macroaree.

 

Ricerca, firmato il decreto che stabilisce nuovi criteri per la valutazione della qualità (VQR). Il Ministro Fioramonti: “Così valorizziamo i punti di forza”

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti ha firmato il Decreto contenente le Linee-guida del prossimo bando che l’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell'Università e della Ricerca (ANVUR) emetterà per la valutazione periodica della qualità della ricerca (VQR), relativa al periodo 2015-2019.

Le novità maggiori delle Linee-guida consistono nell’ampliamento del concetto di ‘prodotto della ricerca’, che non sarà più circoscritto alle sole pubblicazioni ma si articolerà in uno spazio più ampio. Andrà valutata la qualità del reclutamento, che ora include anche dottorandi e dottori di ricerca, e c'è un primo tentativo di valutare l’impatto, non solo economico, che le Università e gli enti pubblici di ricerca hanno sulla società e sul territorio.

Nel complesso, dichiara il Ministro Fioramonti “si supera il ruolo di ‘classifica’ che talvolta la VQR ha assunto, orientandola verso la produzione di un quadro multidimensionale, che mostri punti di forza, da consolidare, e punti di debolezza, da superare, del sistema nazionale della ricerca. Si compie così un passo importante verso il mio obiettivo, che è quello di un miglioramento complessivo e coeso del sistema”.

Un’altra novità è l’introduzione di studi analitici sulle attività di valorizzazione sociale dei risultati della ricerca. In questo modo si intende neutralizzare ‘rendite di posizione’ che potevano avvantaggiare alcune Istituzioni rispetto ad altre, quando si usavano solo alcuni elementi di valutazione (ad esempio i brevetti). Le Linee-guida contengono, infine, un invito ai ricercatori, pur nel rispetto delle norme a tutela degli editori, a rendere accessibili i risultati delle loro attività a un pubblico più ampio possibile, in forma libera e gratuita.

Vai al documento: Linee guida per la valutazione della qualità della ricerca (VQR) 2015 -2019

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