Public engagement per le scuole: promozione del benessere e della salute

Vaccini: io scelgo sì!

Dipartimento di Medicina traslazionale e di precisione - marcella.visentini@uniroma1.it

La consapevolezza vaccinale rappresenta un elemento fondamentale per il raggiungimento della salute pubblica. Nonostante i benefici dimostrati, l'adozione delle vaccinazioni continua a incontrare resistenze in molte parti del mondo. Un fenomeno preoccupante collegato a queste paure è la disinformazione, che si diffonde soprattutto attraverso i social media e altre piattaforme online, creando confusione e diffidenza. Gli studenti delle scuole secondarie di oggi sono stati fortemente influenzati dalla pandemia che ha creato timori legati all’infezione ma anche alla vaccinazione. Scetticismo e perplessità hanno caratterizzato le scelte sulla vaccinazione in numerose famiglie portando spesso ad una sfiducia verso le autorità scientifiche. Peraltro, sono state documentate anche delle differenze sesso e genere specifiche nella propensione o esitazione a sottoporsi alle vaccinazioni. Tali aspetti sono meritevoli di considerazione in un’ottica di inclusività ed equità nel fornire risposte ai bisogni individuali.

L’università può avere un ruolo fondamentale nel combattere la disinformazione e favorire un'adesione diffusa e consapevole ai programmi di vaccinazione, proteggendo le popolazioni da malattie evitabili.

L’obiettivo di questo progetto è di favorire la corretta divulgazione sulla vaccinazione nei ragazzi e nelle ragazze di scuole secondarie attraverso un approccio multi- e interdisciplinare che vede integrare tra loro gli aspetti medico-scientifici, quelli psicologici e di comunicazione. Inoltre, attraverso l’ausilio di questionari e approcci didattici interattivi, alla base della formazione che caratterizza il nostro ateneo, sarà possibile studiare l’opinione degli studenti, le ragioni alla base delle loro scelte e i fattori che le influenzano. Il programma prevede degli incontri all’interno delle scuole e iniziative all’esterno, con il fine di implementare l’informazione corretta, sviluppare il pensiero critico e favorire le scelte consapevoli in ambito medico.

Unici, originali, irripetibili e (IN)dipendenti: dalle sostanze d'abuso alle dipendenze tecnologiche e psicologiche.

Dipartimento di Chimica e tecnologie del farmaco - antonello.mai@uniroma1.it

L'ascesa del social commerce, inteso come la convergenza tra e-commerce e social media, ha segnato l'inizio di una nuova era per il settore retail. Purtroppo, in questo ambito si inseriscono anche le nuove sostanze psicoattive, facilmente reperibili online da chiunque, con costi contenuti e tempi brevi.

In questo, i più coinvolti sono gli adolescenti, una fascia d'età caratterizzata da un forte desiderio di trasgressione e una bassa percezione del rischio.

Oltre a ciò, sempre nei giovani (e non solo) sono molto diffuse le dipendenze da mezzi tecnologici (cellulari, social, internet, giochi elettronici), che stanno generando nuove sindromi comportamentali e stati emotivi alterati. Segnali d'allarme sono: l'eccessivo tempo trascorso online, connessioni notturne di lunga durata a scapito del riposo, ridotta attività fisica e importanti problemi di socializzazione.

Questo progetto ha come obiettivi principali:

i) sensibilizzare e informare gli studenti delle scuole secondarie sugli effetti letali delle sostanze d'abuso e dell'uso smodato di strumenti tecnologici;

ii) aggiornare le famiglie, gli operatori scolastici e i professionisti del settore sulle ultime scoperte scientifiche riguardanti tali dipendenze;

iii) realizzare un processo di peer education facendo partecipare gli studenti migliori selezionati nel primo anno di progetto agli incontri nel secondo anno.

Il progetto prevede lezioni negli istituti scolastici, comprensive di esercitazioni di laboratorio sul riconoscimento chimico di note sostanze d'abuso, incontri con familiari e docenti e due congressi presso Sapienza con esperti del settore.

Si inviteranno le classi delle scuole visitate ad organizzare brevi rappresentazioni teatrali sul tema delle dipendenze, che verranno poi messe in scena nel Teatro Ateneo di Sapienza. Il progetto coinvolgerà anche quattro Università oltre Sapienza, diverse società scientifiche ed enti esterni quali l'ISS e l'Associazione Di.Te. per le dipendenze tecnologiche.

"Ferma un'emorragia nei Licei di Roma e Provincia". Campagna di divulgazione delle manovre necessarie a controllare un'emorragia maggiore sul luogo del trauma, rivolta ai Licei e alle Forze di Polizia di Roma e Provincia, grazie anche all'aiuto del Coordinamento delle Associazioni LILT.

Dipartimento di Chirurgia “Pietro Valdoni” - andrea.mingoli@uniroma1.it

La campagna Stop The Bleed nasce negli USA dopo il massacro della Sandy Hook Elementary School di Newtown, grazie al Dr. McSwain, che fondò un comitato di esperti, con lo scopo di aumentare la sopravvivenza delle vittime di eventi intenzionali. Con le deliberazioni delle "Consensus di Hartford", questo comitato ha propugnato strenuamente una risposta preospedaliera organizzata e coordinata che comprendesse il controllo dell'emorragia da parte di soccorritori immediati, un cambiamento nel focus della missione delle forze dell'ordine per includere l'arresto immediato dell'emorragia pericolosa per la vita delle vittime e una risposta urgente del personale medico per curare e trasportare pazienti traumatizzati negli ospedali appropriati. Il tempo è stato riconosciuto come un fattore critico per i pazienti che avevano un'emorragia massiccia, in quanto pochi minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte. Sulla scorta di queste basi la Società Italiana di Chirurgia di Urgenza e Trauma (SICUT) ha voluto riproporre lo stesso protocollo anche nel nostro Paese. La divulgazione di questa campagna, non orientata ovviamente a tentativi di eccidi di massa, ma a eventi traumatici singoli o multipli (incidenti sul lavoro, calamità naturali, infortuni domestici), è necessaria per contenere gli innumerevoli decessi legati a uno scorretto trattamento del ferito nei primi minuti dall'evento traumatico. Crediamo che gli studenti delle scuole secondarie superiori siano il bersaglio privilegiato di questa campagna. Sono infatti i nostri ragazzi che vanno incontro a maggiori pericoli e per la loro intrinseca emotività sono anche i soggetti più pronti ad apprendere e formarsi per il trattamento del paziente emorragico in pericolo immediato di vita. Accanto a loro è fondamentale formare le forze di polizia che per prime arrivano sul luogo del trauma e che quindi per prime, una volta messa in sicurezza la scena, possono intervenire in modo appropriato e salvare una vita.
 

https://chirurgia.web.uniroma1.it/it/terzamissione/iniziativa/2382

FIFA 11+ School Challenge. La Prevenzione è Social.

Dipartimento di Scienze medico-chirurgiche e medicina traslazionale - nicola.maffulli@uniroma1.it

Il progetto FIFA 11+ School Challenge si pone l'obiettivo di promuovere e diffondere il protocollo FIFA 11+ tra gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, nonché tra le società sportive giovanili, al fine di prevenire gli infortuni nella pratica dell’attività sportiva. Il programma FIFA 11+ consiste in una serie di esercizi studiati per migliorare controllo, equilibrio e forza negli arti e nel tronco, dimostrati scientificamente efficaci nel ridurre gli infortuni muscolari e articolari. Per raggiungere e coinvolgere attivamente il target più giovane, il progetto prevede l'utilizzo di TikTok e Instagram come canale innovativo di comunicazione. Verranno creati account dedicati sulle due piattaforme per la realizzazione di contenuti accattivanti e coinvolgenti, come video tutorial ed esempi di esercizi del programma FIFA 11+, provando a sfruttare le principali potenzialità dei due diversi social. Su TikTok verranno pubblicati video dinamici e brevi nonché lanciato un contest a premi, mentre Instagram sarà utilizzato per diffusione di foto, storie e dirette. I canali verranno gestiti in sinergia per massimizzare engagement e visibilità. Fondamentale sarà il coinvolgimento di testimonial e influencer del settore sportivo per aumentare l'awareness e la collaborazione con scuole e società sportive per diffondere la conoscenza del programma di prevenzione e la promozione delle sue attività. Il monitoraggio dei risultati avverrà analizzando l'engagement, i feedback degli utenti e l'adesione al programma FIFA 11+, con l'obiettivo di creare una community attiva intorno alla prevenzione degli infortuni. I social favoriscono la partecipazione peer-to-peer e l'emulazione tra i giovanissimi, creando un effetto viralità. La sfida è sfruttare queste potenzialità per educare ad una cultura della prevenzione e di stili di vita salutari.

Move your mind: il potere dell’esercizio fisico per combattere il burnout negli adolescenti

Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia “Vittorio Erspamer” - giuliafederica.mancini@uniroma1.it

Gli adolescenti affrontano diverse sfide che possono causare stress/burnout, con conseguenze negative sulla salute mentale. Studi dimostrano che l’esercizio fisico offre benefici sia fisici che psicologici. L’obiettivo del progetto è attuare un programma di promozione del benessere psico-fisico degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del Lazio, attraverso un approccio interdisciplinare che unisce attività fisica e gestione dello stress. Gli studenti seguiranno lezioni frontali su stress e burnout, con focus sugli effetti sul cervello adolescenziale, tenute da esperti del settore, grazie alla co-partecipazione dell’Italian Stress Network (ISN). Verrà poi effettuata un’esercitazione pratica in cui verranno divisi in gruppi: alcuni faranno e altri no attività fisica prima o dopo una potenziale fonte di stress (ad esempio una verifica scolastica). Gli effetti dello sport sul benessere psico-fisico saranno verificati tramite questionari somministrati prima e dopo l’attività sportiva. Una gara creativa “Idee in Movimento” coinvolgerà i partecipanti in un’esperienza stimolante, che culminerà in una cerimonia conclusiva con premiazioni per le idee più innovative. Durante il workshop “Più Sport, Meno Stress” presso Sapienza, agli studenti verrà data l’occasione di partecipare ad una visita al Museo di Storia della Medicina e, insieme a genitori ed insegnanti, ad incontri con esperti internazionali di stress e sport.

Tramite il co-finanziamento dell’Associazione Valentina De Castro e dell’ISN, e la collaborazione con il Centro di Riferimento per la Salute Mentale e le Scienze Comportamentali dell’Istituto Superiore di Sanità, il progetto rappresenta un’opportunità unica per promuovere il benessere giovanile, ridurre il rischio di burnout e formare giovani resilienti in grado di affrontare le sfide future. L’iniziativa avrà un forte impatto sociale, grazie all’ampio raggio d’azione coperto, e ad una forte copertura mediatica.

Spillover: come ti racconto la one health

Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive - michaela.liuccio@uniroma1.it

Il progetto parte dalla interpretazione dello spillover come modello trasversale tra la scienza biomedica e la divulgazione scientifica biomedica. All’interno della cornice formale dello spillover, si propone di raccontare la one health ai ragazzi che frequentano le scuole di secondo grado, come target prioritario ma non esclusivo, attraverso un percorso immersivo, interattivo e interdisciplinare, per contribuire a costruire la one health literacy, migliorando così la salute pubblica nel suo complesso. Il percorso prevederà una visita a piccoli gruppi al Museo Laboratorio d’epoca all’interno del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive, a cui seguirà, attraverso un viaggio/spillover nel tempo, una esperienza virtuale dedicata alla one health, fruibile all’interno del museo (duplicabile presso gli altri Dipartimenti inclusi nel progetto e/o spazi Sapienza). La pagina informativa interdipartimentale dedicata al progetto, il podcast interdipartimentale dedicato alla one health e la pubblicazione divulgativa, interdisciplinare, dedicata alla one heath, con la Sapienza Università Editrice, consentiranno un’amplificazione dell’impatto del progetto ed una diffusione anche ad un target più ampio dentro e fuori Sapienza.
 

https://dspmi.uniroma1.it/one-health

Esplorare il cervello: i pericoli dell'abuso delle droghe sintetiche

Dipartimento di Neuroscienze, Salute Mentale e Organi di Senso- giulia.moltoni@uniroma1.it

La recente diffusione delle nuove sostanze psicoattive (NPS) ha modificato gli scenari del mercato della droga, spostatosi dall'ambiente di strada a quello virtuale. Le NPS vengono vendute via web come erbe o droghe legali, sali da bagno e simili, con il disclaimer "non per consumo umano" eludendo così la legislazione sulle sostanze illecite. Si stima che circa tre milioni di giovani europei abbiano provato le NPS navigando nel dark web. L'uso delle NPS rappresenta una crescente preoccupazione per la salute pubblica con ripercussioni in ambito sociale. L'utilizzo di sostanze in età adolescenziale, epoca delicata per i processi di maturazione e plasticità sinaptica, espone i giovani ad una maggiore vulnerabilità allo sviluppo di disagio psichico, fenomeni di dipendenza, alterazioni comportamentali. In tale contesto il progetto proposto vuole promuovere e divulgare l'informazione riguardo agli effetti acuti e cronici legati al consumo di NPS. L'iniziativa sarà svolta da un team di esperti neuroradiologi, psichiatri, esponenti delle forze di Polizia e coinvolgerà, mediante adesione volontaria, le scuole secondarie di primo e secondo grado del Lazio con tre obiettivi: 1) illustrare i principi di maturazione cerebrale in età adolescenziale; 2) sensibilizzare i giovani di età compresa tra i 12 e i 16 anni sugli effetti nocivi psicologici e cerebrali dell'abuso di droghe sintetiche attraverso un approccio interattivo e informativo che utilizza la neuroimmagine; 3) estendere le nozioni alle famiglie e ai docenti degli istituti coinvolti. Verrà promosso un "concorso di idee" che individuerà studenti per la creazione e divulgazione di un'applicazione gratuita per la diffusione delle informazioni. Il progetto sarà articolato in lezioni frontali presso gli istituti scolastici, workshop interattivi e un congresso presso l'Università La Sapienza con esperti del settore. L'iniziativa si concluderà con la distribuzione di questionari anonimi di apprendimento e valutazione.

Play, Smile and Grow

Dipartimento di Scienze odontostomatologiche e maxillo facciali - rosanna.guarnieri@uniroma1.it 

L’acquisizione di uno stile di vita sano fin dall’infanzia può contrastare il rischio di sviluppare malattie quali diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumori durante l’età adulta. Atteggiamenti e comportamenti adottati in giovane età sono generalmente mantenuti nell’età adulta, ed è quindi fondamentale promuoverli fin da subito. L’uso di giochi interattivi è di particolare interesse nel campo dell’educazione sanitaria sia per bambini che per adolescenti, infatti l’apprendimento basato sul gioco è ormai considerato un mezzo altamente appropriato per l’insegnamento in età infantile.

L’obiettivo del progetto, in qualità di trial clinico sperimentale controllato randomizzato, è quello di educare i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria all’importanza di un corretto stile di vita. Attraverso giochi di carte e giochi da tavolo del progetto “GiochiAmo” (La Torre, 2017), i bambini verranno istruiti all’adozione di un comportamento nutrizionale sano, conforme alla dieta mediterranea, alle adeguate pratiche di igiene orale, alla promozione di una corretta attività fisica, nonché al rinforzo negativo su scorrette abitudini quali fumo e alcol. L’intervento sarà comprensivo di una lezione educativa, tenuta da esperti del settore, dedicata sia ai gruppi di intervento che di controllo, e di una successiva fase dedicata al solo gruppo di intervento basata sull’ausilio di giochi di carte e da tavolo, con lo scopo di rinforzare i concetti esposti durante la lezione frontale. Un questionario sarà somministrato ai bambini, con il supporto di insegnanti e genitori, prima dell’intervento, un altro dopo cinque mesi per valutare il cambiamento nei punteggi di conoscenza e comportamento dei piccoli bambini. Saranno consegnati un kit gioco a ciascun bambino e un opuscolo informativo a ciascuna famiglia sui corretti stili di vita da adottare in età pediatrica.

https://somaf.web.uniroma1.it/it/terzamissione/iniziativa/764

Doc at school 2.0 - Prevenzione e primo intervento per i comportamenti a rischio negli adolescenti

Dipartimento di Medicina traslazionale e di precisione - domenico.alvaro@uniroma1.it 

Coerentemente con l’iniziativa WHO e UNESCO Making Every School a Health Promoting School, il progetto vuole creare un percorso di incontro e di comunicazione per promuovere nelle scuole comportamenti positivi per la salute ed il benessere.

In questo contesto, gli obiettivi principali del progetto sono: 1) realizzare un percorso per informare e formare una popolazione scolastica di età compresa tra 14 e 18 anni, di entrambi i sessi, frequentante istituti scolastici del Comune di Roma, sui principali comportamenti a rischio per la salute tra gli adolescenti (dipendenze da sostanze quali tabacco, alcol, droghe - comprese le nuove sostanze psicoattive - e dipendenze comportamentali - gioco d’azzardo, cibo, internet e nuove tecnologie, doping); 2) coinvolgere nel progetto insegnanti e famiglie; 3) sviluppare un sistema informatico (app per smartphone) e una diffusione dei contenuti attraverso i canali social per una più ampia diffusione dei contenuti.

https://medodo.web.uniroma1.it/it/terzamissione/iniziativa/1479

A scuola di sorrisi

Dipartimento di Scienze odontostomatologiche e maxillo facciali - gianni.digiorgio@uniroma1.it 

La promozione della salute, ivi compresa quella orale, rappresenta un fattore di crescita socio-culturale e deve essere basata su interventi multidisciplinari con il coinvolgimento di diversi attori. Corretti atteggiamenti e comportamenti adottati sin dall’età pediatrica permetteranno al bambino di maturare le decisioni più idonee per migliorare il proprio stile di vita, tutelando così la salute. In Italia, la prevalenza della patologia cariosa nella popolazione in età evolutiva suggerisce di definire tale popolazione, nel suo complesso, potenzialmente a rischio di carie. La patologia cariosa è una delle malattie croniche più diffuse in tutto il mondo correlata alle abitudini alimentari ed agli stili di vita, facilmente correggibili nella popolazione infantile e adolescenziale. Da qui la necessità di un monitoraggio che consenta di definire l’andamento della patologia e di realizzare programmi educazionali atti a promuovere corretti stili di vita.  In questa ottica l’Università di Roma “Sapienza” tramite la cattedra di Odontoiatria Pediatrica e con la collaborazione dei Municipi di Roma, hanno promosso, con il progetto “A scuola di sorrisi”, controlli odontoiatrici per gli alunni delle classi materne, primarie e secondarie. Le visite sono effettuate direttamente presso le stesse strutture educative e scolastiche, da odontoiatri pediatrici ed igienisti dentali. Il progetto si propone di coinvolgere, oltre agli alunni, anche il corpo docente e i genitori con giornate dedicate all’informazione e all’istruzione sulla gestione della salute dei propri figli, inserendo nel programma educativo elementi di conoscenza base della cavità orale e sua fisiopatologia.

https://somaf.web.uniroma1.it/it/terzamissione/iniziativa/760

AllenaMente: potenziare la memoria tramite l’attività sportiva

Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia “Vittorio Esparmer” - edoardo.pisa@uniroma1.it 

Recenti studi dimostrano come l’attività fisica influenzi positivamente le prestazioni cognitive, facilitando lo sviluppo della corteccia cerebrale e promuovendo la neurogenesi. L’obiettivo del progetto è quello di far acquisire consapevolezza ai giovani riguardo il funzionamento della memoria, promuovendo l’attività fisica quale metodo innovativo per migliorarla. L’iniziativa prevederà il coinvolgimento di scuole secondarie di I e II grado, attraverso una prima fase di lezioni didattiche frontali. Gli/le studenti/esse verranno poi coinvolti in un piccolo progetto di ricerca, per valutare i benefici dell’esercizio fisico sulla memoria. Tutti i/le ragazzi/e assisteranno ad una videolezione, seguita dallo studio di un testo. Verranno poi suddivisi in gruppi: uno effettuerà attività fisica mentre l’altro non sosterrà attività fisica. Saranno poi valutati/e attraverso un questionario interattivo. I risultati verranno analizzati dagli studenti stessi durante una Summer/Winter School organizzata presso la Sapienza alla quale parteciperanno alcuni/e studenti/esse selezionati/e. Durante la School, i/le ragazzi/e parteciperanno a lezioni di esperti nazionali e internazionali e svolgeranno attività sportiva presso i centri di SapienzaSport, grazie al supporto ricevuto dalla Prorettrice allo sport e al benessere e dal Direttore del Centro servizi SapienzaSport della Sapienza. Gli/Le studenti/esse presenteranno i dati raccolti in una conferenza. Il presente progetto si avvale del supporto del Centro di Riferimento per la Salute Mentale e le Scienze Comportamentali dell’Istituto Superiore di Sanità, della fondazione “I Lincei per la scuola” e dell’Associazione Valentina De Castro.

Curiamoci con (CO)SCIENZA e "SAPIENZA": dall’uso sicuro dei farmaci alla terapia nei più piccoli

Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia “Vittorio Esparmer” - eleonora.riccardi@uniroma1.it 

L’utilizzo scorretto di un farmaco è un evento purtroppo comune e che può rivelarsi anche estremamente dannoso per il paziente. Il margine di errore aumenta quando il soggetto adulto, in questo caso un genitore, è chiamato alla somministrazione del farmaco al figlio. Studi epidemiologici hanno rivelato come l’errore da parte del genitore si verifichi a causa di una mancata consapevolezza dell’utilizzo corretto del farmaco, a cui si somma una confondente etichettatura e una poco chiara prescrizione medica. Non di rado il genitore cerca “soluzioni alternative” (spesso inadeguate all’efficacia della terapia) per far sì che i bambini assumano il farmaco. Si avverte, dunque, la necessità di un sostegno nei confronti del piccolo paziente e della sua famiglia, educando ad un corretto utilizzo del farmaco in casa, partendo dall’attinenza alla terapia in termini di dosaggio, tempistiche e modalità di assunzione. 

La presente iniziativa si propone pertanto di educare all’utilizzo consapevole e corretto dei farmaci, evitando errori che potrebbero comprometterne l’efficacia. Il progetto, che vedrà la collaborazione di Dottorandi e Assegnisti di diversi dipartimenti Sapienza, il coinvolgimento del Museo di Storia della Medicina e la partecipazione ed il patrocinio della Società Italiana di Farmacologia, sarà indirizzato alle scuole secondarie di I e II grado e a genitori e docenti di scuole di ogni ordine e grado.

https://somaf.web.uniroma1.it/it/terzamissione/iniziativa/763

Adolescenti e “cervelli diversi”: differenze di genere nella vulnerabilità agli effetti delle sostanze d’abuso

Dipartimento di Fisiologia e farmacologia "Vittorio Erspamer" - patrizia.campolongo@uniroma1.it 

La continua immissione nel mercato di nuove sostanze psicoattive a basso costo e facilmente reperibili in rete sta contribuendo ad una grave crescita della diffusione di sostanze d’abuso soprattutto nella fascia adolescenziale, fase dello sviluppo caratterizzata da un forte desiderio di “trasgressione” e da una scarsa percezione del rischio. Un aspetto, spesso sottovalutato, è la differenza di genere che si registra sia nel consumo che negli effetti indotti da sostanze d’abuso. Infatti, l’organismo umano ed in particolare il cervello risultano essere “diversi” tra la popolazione maschile e quella femminile, e tra quella adulta e adolescente, con una diversa vulnerabilità agli effetti tossici indotti da sostanze d’abuso. Il presente progetto si pone gli obiettivi di: 1) sensibilizzare ed informare gli studenti delle scuole secondarie di primo grado sugli effetti indotti da sostanze d’abuso convenzionali e di nuova identificazione; 2) illustrare e far comprendere le differenze di genere sottese a tali effetti; 3) estendere tali nozioni alle famiglie e ai docenti degli istituti coinvolti; 4) informare gli operatori sanitari sulle ultime scoperte scientifiche relative alle conseguenze cliniche derivanti da assunzione di nuove sostanze psicoattive. Inoltre, attraverso un “laboratorio creativo” verranno forniti ad alcuni studenti selezionati delle basi scientifiche per poter scrivere e divulgare pubblicazioni su questo tema. Il progetto sarà articolato in lezioni frontali presso gli istituti scolastici, laboratori creativi e due congressi in Sapienza con esperti del settore. Il presente progetto ha ricevuto il supporto di 4 Associazioni senza fini di lucro impegnate sul territorio e coinvolgerà (oltre la Sapienza) tre Università, diverse società scientifiche ed enti esterni quali ISS e IN-CNR.

https://dff.web.uniroma1.it/it/adolescenti-e-cervelli-diversi-differenze...

 

 

Area Terza e Quarta Missione 

Ufficio Terza Missione

Settore Produzione di beni pubblici (cultura e public engagement)

 

Capo Settore
Giulia Antinucci
(+39) 06 4991 0325

Staff
Rita Appodia
(+39) 06 4991 0323

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(+39) 06 4969 0456

Luana Ghezzi
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