Progetti di Terza Missione finanziati dal Bando 2025
Progetti 2025
PsyImmune: Benessere psicologico a sostegno del sistema immunitario
Dipartimento di Psicologia - andrea.ballesio@uniroma1.it
Le evidenze nel campo della psiconeuroimmunologia mostrano come il funzionamento del sistema immunitario sia modulato da comportamenti di salute e processi cerebrali. In particolare, cattiva qualità del sonno, consumo di cibi ipercalorici e stress possono influenzare il funzionamento immunitario 1) riducendo le risposte anticorpali ai vaccini antinfluenzali, e 2) aumentando lo status infiammatorio in individui sani e con malattie croniche. La missione di questo progetto è promuovere processi di sensibilizzazione, consapevolezza e cambiamento riguardo il ruolo dei comportamenti di salute e dello stress psicologico sul funzionamento del sistema immunitario. Le azioni rientreranno nel contesto della prevenzione dei virus influenzali e della prevenzione e gestione delle malattie infiammatorie croniche. Seguendo un approccio stepped-care, il programma prevede 1) screening di individui a rischio, 2) iniziative di psicoeducazione e consulenza psicologica volti al cambiamento degli stili di vita e dei processi psicologico-immunitari; 3) aumento della consapevolezza degli operatori sanitari coinvolti e dei caregiver dei pazienti. I partecipanti riceveranno uno screening psicologico gratuito, interventi psicoeducativi e di counselling psicologico. Il programma sarà erogato anche attraverso una app ("PsyImmune") che consentirà di evolvere da mero strumento informativo a sistema intelligente di prevenzione in grado di integrare evidenze empiriche e dati reali per migliorare la salute degli utenti coinvolti. La diffusione del progetto avverrà tramite social media, video esplicativi e opuscoli informativi anche attraverso i partner coinvolti. La disseminazione dei risultati sarà effettuata attraverso infografiche, newsletter, articoli scientifici in open access ed eventi conclusivi aperti alla comunità accademica e alla popolazione generale.
DiScavo - Racconti partecipati di archeologia Sapienza
Dipartimento di Scienze dell'antichità - francesca.balossi@uniroma1.it
DiScavo promuove una nuova forma di comunicazione partecipata tra università e società civile. Attraverso una serie di podcast, un format radiofonico e prodotti multimediali, il progetto racconta l'archeologia della Sapienza come esperienza collettiva di ricerca, formazione e dialogo culturale. In collaborazione con RadioSapienza, RadUni e LABS, DiScavo dà voce alla comunità accademica del Dipartimento di Scienze dell'Antichità e alle realtà territoriali in cui il Dipartimento opera, per costruire un racconto condiviso del lavoro sul campo. Podcast, interviste e video seguiranno il filo narrativo di una "giornata di scavo", accompagnando il pubblico nel cuore della ricerca archeologica: dalla decisione di dove e perché scavare, all'organizzazione del cantiere, alle metodologie e alle discipline coinvolte. Attraverso le voci di chi partecipa alla ricerca - archeologia, restauro, topografia, scienze applicate e tecniche di documentazione - il racconto mostrerà come prende forma la conoscenza del passato, dall'individuazione del sito alla restituzione pubblica dei risultati. Verranno esplorate le ricadute scientifiche, ambientali, sociali ed economiche dello scavo, in Italia e all'estero, restituendo la complessità del lavoro sul campo e il suo valore per le comunità e per la società contemporanea. L'iniziativa si inserisce nel quadro dei principi della Convenzione di Faro (2005), che riconosce il patrimonio culturale come bene comune e partecipato, e contribuisce agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'ONU (SDG 4, 11 e 17) e al Piano Strategico di Terza Missione della Sapienza. L'obiettivo è aprire l'università alla società, offrendo un racconto autentico e coinvolgente della ricerca, che coniughi rigore scientifico e linguaggio narrativo. Podcast, puntate del format radiofonico e contenuti audiovisivi confluiranno in un archivio digitale accessibile e riutilizzabile per future attività di public engagement.
BiblioClimaTech. Spazi culturali di sostenibilità ambientale
Facoltà di Architettura - alessandra.battisti@uniroma1.it
La proposta riguarda il concetto di biblioteca verde e sostenibile, delineando le caratteristiche chiave che una biblioteca deve avere per contribuire attivamente alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Le biblioteche sostenibili si configurano come spazi strategici per educazione ambientale, riduzione dell'impatto ecologico, promozione dell'inclusione sociale e diffusione delle buone pratiche di resilienza climatica. Particolare attenzione verrà rivolta alla proposta di un modello di "biblioteca rifugio climatico" pensato per offrire accoglienza e supporto, specialmente durante i periodi di stress termico, alle fasce di popolazione più vulnerabili. Tale modello promuove benessere termo-igrometrico, qualità dell'aria ed efficienza energetica attraverso soluzioni sostenibili, anche a basso costo. La proposta culmina nella creazione del network territoriale "BiblioClimaTech", una rete di biblioteche verdi e resilienti in cui alcune biblioteche dell'Università Sapienza, del Demanio, del Comune di Roma, e del sistema scolastico pubblico saranno coinvolte nell'implementazione sperimentale di buone pratiche ambientali e servizi innovativi, con l'obiettivo di trasformarle in hub di sostenibilità ambientale e inclusione sociale, contribuendo attivamente al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell'Agenda ONU 2030. Gli SDGs e l'Accordo di Parigi sul clima richiedono il coinvolgimento non solo di istituzioni e imprese, ma anche dei cittadini. Per questo è necessaria una diffusa formazione sui comportamenti sostenibili, realizzata con la partecipazione attiva dei cittadini e tramite reti culturali territoriali. Le biblioteche, pubbliche e private, appaiono come i luoghi ideali per diffondere la cultura della sostenibilità e sperimentare forme di convivenza sostenibile. In particolare, le biblioteche universitarie, grazie alla loro competenza scientifica e tradizione di ricerca, sono chiamate a svolgere un ruolo guida in questo processo.
QtL+: Queering the libraries - rileggere le biblioteche
Sistema bibliotecario Sapienza - francescaromana.berno@uniroma1.it
Il progetto Queering the Libraries propone di creare, attraverso le biblioteche di Ateneo, spazi fisici e virtuali di discussione, incontro e informazione su tematiche quali il sessismo, le discriminazioni e le microaggressioni cui sono soggette le persone appartenenti a gruppi minorizzati in funzione dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale (persone LGBTQIA+). Il potenziale delle biblioteche accademiche, luoghi frequentati e vissuti quotidianamente come spazi liberi e affermativi in cui studiare, incontrarsi ed essere accolti, non più ancorate solo alle politiche del libro e dell'informazione, ma attive nella realizzazione dei diritti di cittadinanza, per tutti nessuno escluso, è enorme e ancora poco esplorato.
QtL+ propone una serie di azioni con protagoniste le persone studenti, in sinergia con personale docente e TAB, per realizzare una sensibilizzazione su tematiche queer, di genere e transfemministe, inclusive e trasversali, sia per discipline sia per componenti accademiche coinvolte, ma soprattutto attive e aperte al territorio. Gruppi di lettura, letture ad alta voce, workshop, incontri con le scuole e la cittadinanza, studi scientifici partendo dalla raccolta di dati, esperienze e spunti di approfondimento saranno la base dell’azione di sensibilizzazione e del coinvolgimento delle diverse componenti accademiche, in cui le categorie legate al genere e agli orientamenti sessuali sono ancora molto presenti e condizionanti, ma fortunatamente destinate a essere superate in una prospettiva realmente inclusiva e democratica. Non si tratta di costruire spazi separati come testimonianza passiva della cultura e ricerca queer nelle diverse aree disciplinari, ma stimolare un dialogo trasversale, che abbia come primo output la costituzione in Sapienza di un centro di documentazione, nel quale confluiscano risorse informative e buone pratiche di affermatività sostanziale, nelle azioni che ogni giorno siamo chiamati a compiere come custodi della conoscenza.
RESPIRA: Rete per la Salute e la Partecipazione nelle scuole attraverso l'Innovazione e la Ricerca Ambientale
Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale - alessandro.damico@uniroma1.it
Il progetto RESPIRA - Rete per la Salute e la Partecipazione nelle scuole attraverso l'Innovazione e la Ricerca Ambientale promuove una nuova cultura della qualità ambientale e digitale negli edifici scolastici del Lazio, con particolare riferimento ai territori di Roma e Rieti. L'iniziativa mira a sviluppare un modello replicabile di Healthy School Hub, in cui educazione scientifica, monitoraggio ambientale e innovazione tecnologica si integrano per migliorare il benessere e la sostenibilità nelle scuole. Attraverso attività di citizen science, laboratori didattici e campagne di misura con sensori IoT, studenti e insegnanti saranno protagonisti della raccolta e interpretazione dei dati ambientali, imparando a leggere le relazioni tra comfort, salute e comportamento. I dati saranno visualizzati in modelli BIM e dashboard interattive, costituendo i primi digital twin semplificati delle scuole coinvolte.
Il progetto unisce università, scuole, ASL, Comuni e imprese in un ecosistema di co-progettazione volto a sperimentare strumenti e pratiche innovative per la gestione consapevole dell'ambiente scolastico. La rete sarà supportata da una piattaforma digitale e da un toolkit open-source per la formazione e la replicabilità del modello. RESPIRA propone un approccio educativo e scientifico inclusivo che trasforma la scuola in un laboratorio territoriale di sostenibilità e salute. In linea con le finalità della Terza Missione Sapienza e con gli obiettivi del Green Deal europeo, il progetto contribuisce a costruire una generazione di cittadini più consapevoli, promuovendo edifici scolastici più sani, digitali e partecipati.
ALMa (ALtra RoMa) - Altra Roma: mappe e itinerari di una storia condivisa
Dipartimento Istituto italiano di studi orientali - Iso - rosita.damora@uniroma1.it
Roma è da sempre una città multietnica e multiculturale, crocevia di rotte globali. Il suo continuo fermento culturale, oggi più visibile che mai, necessita di riscoprire le radici storiche e trovare una nuova espressione contemporanea, capace di coinvolgere in particolare la comunità giovanile.
Il progetto "ALMA. ALtraRoMA: mappe e itinerari di una storia condivisa" nasce per restituire visibilità alla dimensione multiculturale della città, valorizzandone le stratificazioni storiche attraverso percorsi educativi e partecipativi rivolti a studentesse e studenti della scuola primaria e secondaria di I grado. L'obiettivo è proporre una nuova visione di Roma, oltre l'immagine stereotipata di città d'arte e simbolo della classicità, riconoscendo la ricchezza delle culture che l'hanno abitata. Questa prospettiva si costruisce in sinergia con le comunità e le scuole, per favorire una diversa percezione della cittadinanza e un rinnovato senso della storia, che spieghi la presenza di culture differenti sul territorio.
Il progetto prevede la creazione di 8 itinerari urbani che raccontino la presenza a Roma di varie culture nel tempo: dalle tracce dell'antico Egitto alle testimonianze di legami antichi e moderni con il mondo arabo in alcune chiese e quartieri della Capitale; dai luoghi di culto mitraici alle moschee moderne, dai templi buddhisti e hinduisti al Giardino di Confucio (Ex Caserma Sani), dal Fico delle Pagode al giardino giapponese dell'Orto Botanico. ALMA mira a costruire una memoria storica condivisa, promuovere il dialogo interculturale e ridurre le disuguaglianze attraverso la scoperta di luoghi poco noti e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, materiale e immateriale. Oltre agli obiettivi sopraindicati, tra i risultati previsti figurano la creazione di una App e materiali multilingui, cartacei e digitali, che presentino Roma come nodo vitale di connessioni con le lingue e le culture dell'Asia e dell'Africa oggetto di ricerca e di studio da parte di docenti e studenti del Dipartimento ISO.
API-URBANE - Gli impollinatori urbani: educazione ambientale e monitoraggio del territorio attraverso la gestione di un apiario
Dipartimento di Chimica e tecnologie del farmaco - giacomo.dimatteo@uniroma1.it
Il progetto nasce con l'obiettivo di promuovere la conoscenza e la tutela degli impollinatori attraverso attività divulgative, artistiche e scientifiche negli spazi del Museo Orto Botanico di Roma. Il progetto è una collaborazione tra il Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco con altri Dipartimenti di Sapienza, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, l'Istituto per i Sistemi Biologici del CNR e Cyril de Commarque, un artista contemporaneo. Le attività previste comprendono la realizzazione di un apiario didattico all'interno dell'Orto, che diventerà un laboratorio a cielo aperto per studenti e visitatori, e la creazione di un'installazione artistica per impollinatori selvatici, simbolo dell'integrazione tra arte, scienza e sostenibilità. Nell'apiario si svolgeranno attività educative per le scuole e il pubblico, con visite guidate, esperienze immersive e incontri tematici per approfondire il ruolo delle api e degli impollinatori in generale nella salvaguardia della biodiversità. Tutti i partner parteciperanno con le loro competenze a queste attività di divulgazione al pubblico. Parallelamente, sarà condotta un'attività di monitoraggio ambientale attraverso l'analisi del miele prodotto, utilizzando le competenze tecnico-scientifiche dei ricercatori coinvolti per valutare la qualità dell'ambiente urbano e la salute degli ecosistemi locali. Il progetto si propone di coniugare divulgazione, arte e ricerca in un percorso partecipativo di educazione ambientale, stimolando una maggiore consapevolezza sul valore ecologico e culturale degli impollinatori nelle città. Il progetto avrà inoltre il cofinanziamento in kind da parte di due apicoltori, che si occuperanno della gestione periodica dell'apiario nei due anni di progetto, e dell'Abbazia di San Paolo Fuori le Mura, che offrirà l’utilizzo del proprio laboratorio apistico per le attività di smielatura e stoccaggio del miele.
Sapienza per la Memoria. L'applicazione delle leggi razziali nella Regia Università di Roma
Dipartimento di Storia, antropologia, religioni, arte, spettacolo - serena.dinepi@uniroma1.it
"Sapienza per la Memoria" prosegue e amplia le attività avviate con il portale open access "Sapienza 1938", dedicato ai documenti sull'espulsione di docenti, studenti e personale ebrei dopo le leggi del 1938. L'iniziativa, nata nell'ambito dei progetti strategici di Terza Missione 2023-2024, intende consolidare e rafforzare un modello di ricerca partecipata, formazione e public engagement fondato sulla valorizzazione del patrimonio archivistico dell'Ateneo. Attraverso un approccio interdisciplinare e collaborativo, il progetto integra ricerca storica, digital humanities e didattica, coinvolgendo studentesse e studenti di diversi Dipartimenti in attività di laboratorio, tirocini e produzione di podcast dedicati alle biografie degli espulsi. Sono previste inoltre attività per le scuole e iniziative pubbliche di disseminazione, tra cui la mostra documentaria Sapienza 1938 in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, la realizzazione di percorsi tematici digitali e l'organizzazione di eventi nel calendario civile. Elemento innovativo di questa edizione è la partecipazione dell'Unione dei Giovani Ebrei d'Italia (UGEI), che contribuirà alla ricerca di storie familiari e documenti privati, favorendo la costruzione di una memoria dal basso attraverso il dialogo tra generazioni. Un ruolo speciale sarà affidato alle scuole del territorio e alla formazione dei docenti, cui sarà dedicata una Summer School organizzata con la Fondazione Museo della Shoah.
Il progetto si colloca nella cornice dell'Accordo Quadro per la Memoria della Shoah (2021) e si avvale della partecipazione di istituzioni ebraiche nazionali e locali, di associazioni del territorio e del partner tecnico Alicubi per l'implementazione del portale. L'obiettivo è trasformare la memoria della persecuzione in un bene pubblico condiviso, favorendo la conoscenza storica come strumento di educazione civica, contrasto all'antisemitismo e promozione dei valori democratici.
RADICI - Conoscere per reincludere: uscire dal DBA per aprirsi al carcere. Un progetto di educazione ambientale, agronomica, antropologica e culturale per la crescita e il reinserimento sociale
Dipartimento di Biologia ambientale - fabio.divincenzo@uniroma1.it
RADICI (Reinclusione, Ambiente, Dialogo, Istruzione, Cultura, Insieme) è un progetto promosso dal Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma, che promuove la conoscenza scientifica e ambientale come strumento di emancipazione, cooperazione e reinserimento sociale.
L'iniziativa nasce dall'idea che la scienza, tradotta in esperienza condivisa, possa diventare mezzo di trasformazione personale e collettiva, restituendo dignità, fiducia e consapevolezza anche nei contesti di maggiore vulnerabilità. RADICI propone un ciclo di incontri e laboratori che uniscono saperi antropologici, ecologici e agronomici, esplorando la sostenibilità e il legame tra l'uomo e l'ambiente. Le attività si svolgeranno presso la Casa di Reclusione di Rebibbia e nelle case di semiautonomia per detenute a fine pena gestite dall'Opera Ronconi-Pennesi O.N.L.U.S., in collaborazione con il Museo Civico di Casal de' Pazzi e con l'I.P.S.S.E.O.A. "Amerigo Vespucci" di Roma.
Ogni incontro, della durata di circa tre ore, comprenderà una parte introduttiva di carattere divulgativo seguita da una attività laboratoriale, orientata alla realizzazione di manufatti, esperienze condivise e narrazioni collettive. Questa struttura assicura la partecipazione anche in presenza di discontinuità proprie del contesto detentivo e della fase di transizione verso l'autonomia.
INTEnDEre - Intelligenze artificiali, intelligenze critiche: pratiche democratiche dalla scuola al lavoro
Dipartimento di Filosofia - giorgio.fazio@uniroma1.it
Il progetto, promosso dell'insieme dei docenti del Dipartimento di Filosofia dell'università Sapienza di Roma, ha l'intento di contribuire alla formazione di una cittadinanza attiva e democratica, sviluppando la conoscenza e la consapevolezza politiche in particolare delle nuove generazioni.
L'obiettivo progettuale principale desidera aprire percorsi di approfondimento nelle scuole circa i temi che riguardano l'intelligenza artificiale, al fine di colmare un'assenza pressoché totale di queste tematiche nei curricula didattici istituzionali. A tal fine, il progetto si propone di iniziare a costruire relazioni con le realtà scolastiche della capitale, programmando insieme con alcuni istituti superiori del II e III municipio la preparazione di un'ampia gamma di attività rivolte sia ai ragazzi sia ai docenti: workshop, azioni di mentoring, moduli didattici interattivi, corso di aggiornamento (ad es. flipped classroom).
Il progetto si pone come esperienza pilota per tessere una rete di relazioni capace di costruire un sapere comune e inclusivo (sarà presente una linea di intervento per ragazzi con bisogni educativi speciali o portatori di handicap) tra i diversi gradi della formazione attraverso un programma di attività da consolidare e ampliare nel tempo. La costruzione di una riflessione partecipata circa i temi della democrazia, delle nuove forme del lavoro e della scuola nell'età digitale si propone di raggiungere in concreto due risultati di public engagement. Il primo: mettere in relazione attori culturali diversi (università, istituti del ciclo d’istruzione secondario, case editrici, riviste, associazioni, fondazioni) per contribuire a una intelligenza critica collettiva e condivisa valorizzando conoscenze, aspettative e interrogativi delle generazioni che stanno per affacciarsi al mondo del lavoro. Il secondo: produrre materiali transmediali di ampia comunicazione sociale e pubblicazioni accessibili a un pubblico non specialistico perché intergenerazionale.
MICS - MIcroforeste Cultural Hub Sapienza. Un ponte tra Ecologia e Comunità
Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale - fabiola.fratini@uniroma1.it
Nel 2023, nel quartiere di San Lorenzo, nasce la prima microforesta eco-pedagogica della città, realizzata grazie al bando Terza Missione 2021 attraverso una partnership multi-stakeholder. Grazie a questo successo, Roma Capitale integra le MF nel Programma di Rigenerazione Urbana della città dei 15 minuti e, tra il 2024 e il 2025, vengono realizzate cinque nuove MF nei Municipi III, VII, XII, XIV, XV. Le sei MF si configurano come un arcipelago e sono destinate a fare scuola a Roma e nei comuni della Regione Lazio.
Una volta conclusa questa fase, gli stakeholder formulano la richiesta di proseguire il percorso, trasformando le MF in micro- centralità e hub culturali per promuovere una rete di quartiere che sia verde e sociale al tempo stesso. Parallelamente, gli esiti dei 240 questionari svolti dopo la realizzazione delle MF fanno emergere due aspetti. Il primo la necessità di investire sui bambini perché più permeabili al richiamo della natura; in termini educativi prima si interviene e prima si stabilisce un rapporto stretto delle persone con la natura. Il secondo riguarda gli adolescenti, la loro sensibilità ma anche il senso di inadeguatezza che esprimono nel prendersi cura della natura.
MiCS risponde a tali istanze e propone una sperimentazione di outdoor education, che si articola in 14 moduli tematici STEAM-oriented coinvolgendo docenti, dottorandi, ricercatori e studenti di 14 Dipartimenti e 15 tra Enti e associazioni che aderiscono al progetto. Attraverso un processo esperienziale e partecipativo, i giovani acquisiscono competenze per assumere il ruolo di “naturalisti urbani”, sviluppano empatia nei confronti della natura, elaborano strategie di divulgazione tramite i social media, contribuendo alla trasformazione della MF in un Living Lab, capace di vitalizzare lo spazio pubblico.
All'ombra della MF cresce una comunità educante con l'intento di promuovere la responsabilità collettiva e la cura per il bene comune, in linea con i principi dell'Agenda 2030.
ZOO.SAFE - A Scuola di Salute: Uniti contro le Zoonosi
Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive - simona.gabrielli@uniroma1.it
Le malattie parassitarie zoonotiche rappresentano una crescente minaccia per la salute pubblica e per l'ambiente, la cui diffusione è favorita dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità e dall'aumento dei contatti tra esseri umani, animali ed ecosistemi.
Il progetto propone un approccio innovativo alla prevenzione di queste patologie, con azioni concrete di terza missione sul territorio. L'iniziativa integra rigore scientifico, comunicazione e partecipazione, promuovendo la tutela congiunta di persone, animali e ambiente secondo il paradigma One Health.
Fulcro del progetto è una strategia di edutainment che utilizza fumetti, realtà aumentata, giochi e storytelling per coinvolgere i bambini delle scuole primarie. Sono inoltre previste attività formative rivolte a insegnanti e operatori sanitari, insieme a un monitoraggio ambientale dei parassiti nelle aree verdi adiacenti alle scuole.
Particolare attenzione sarà dedicata ai gruppi vulnerabili, come persone immunodepresse e migranti, mediante percorsi educativi inclusivi e multilingue.
Integrando ricerca, educazione e cittadinanza attiva, il progetto mira a creare un modello sostenibile, scalabile e replicabile per la prevenzione delle zoonosi parassitarie e di altre infezioni emergenti, contribuendo alla costruzione di comunità più consapevoli e resilienti.
NextCityLAB a Tor Bella Monaca. Laboratorio di attivazione civica per una città inclusiva
Dipartimento di Scienze sociali ed economiche - mariagrazia.galantino@uniroma1.it
NextCityLAB TBM è un progetto volto a promuovere inclusione sociale, coesione sociale e partecipazione civica nel quartiere romano di Tor Bella Monaca, valorizzando la contaminazione tra saperi scientifici e quelli radicati nelle pratiche dei cittadini e delle realtà della società civile. L’iniziativa coinvolge cittadini, studenti universitari, scuole e realtà del Terzo settore, con l’obiettivo di innovare strumenti e pratiche per lo sviluppo di interventi locali più inclusivi e trasparenti, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 4, 10 e 16. Esito di una progettazione condivisa tra Università e realtà locali, a partire dall’Istituto Comprensivo Melissa Bassi, ActionAid, le cooperative sociali Copexa e Nuove Risposte e il progetto Territori a Disoccupazione Zero, NextCityLAB TBM valorizza un approccio context-based attento ai bisogni specifici e alle peculiarità locali.
Il progetto si articola in tre fasi principali: mappatura partecipata delle reti civiche, laboratori con gli alunni dell’Istituto Comprensivo Melissa Bassi per esplorare criticamente gli spazi pubblici, e Living Labs di co-progettazione per sviluppare micro-interventi concreti. Attività trasversali di formazione, comunicazione e monitoraggio accompagneranno l'intero percorso.
NextCityLAB mira a generare impatti sociali concreti, rafforzando il senso di appartenenza al territorio, promuovendo dialogo intergenerazionale e migliorando la collaborazione tra cittadini, istituzioni e organizzazioni civiche. I risultati attesi includono mappe digitali e visuali, una mostra fotografica, laboratori didattici nelle scuole e all'università, eventi pubblici e materiali divulgativi e scientifici. Attraverso una serie articolata di attività, si intende favorire la produzione di conoscenze condivise e la diffusione di pratiche replicabili in altri contesti urbani, contribuendo a ridefinire positivamente le percezioni sulle periferie e a rafforzare la partecipazione attiva e l’empowerment dei cittadini.
ACCESS-PS-Pronto Soccorso Policlinico Umberto I / Sapienza Università di Roma - Alfabetizzazione, Cura e Comunicazione in Emergenza Sanitaria e Sociale
Dipartimento di Scienze cliniche internistiche, anestesiologiche e cardiovascolari - gioacchino.galardo@uniroma1.it
Il progetto ACCESS-PS nasce nel Pronto Soccorso centrale del Policlinico Umberto I, che nel 2024 ha registrato 55.256 accessi, di cui 11.377 stranieri (20,6 %) e risponde a una difficoltà concreta: molti pazienti stranieri incontrano barriere linguistiche e culturali che rendono difficile la comprensione di diagnosi, tempi di attesa, indicazioni di cura e percorsi successivi alla dimissione. In un contesto clinico complesso e spesso sovraccarico, queste incomprensioni generano smarrimento, errori involontari e talvolta un ricorso ripetuto alle cure in emergenza.
L'obiettivo è costruire un modello stabile di alfabetizzazione sanitaria in emergenza, che renda più accessibile e comprensibile la comunicazione medico-paziente laddove c'è una barriera linguistica e per chi proviene da contesti culturali diversi. ACCESS-PS prevede la realizzazione di materiali informativi sintetici e multilingue, la sperimentazione di una dimissione educativa e la formazione pratica del personale sulla comunicazione interculturale e sull'ascolto attivo.
Il progetto coinvolge medici, infermieri, specializzandi e studenti della Sapienza in collaborazione con associazioni di comunità straniere e mediatori culturali presenti a Roma, chiamati a contribuire alla revisione linguistica e culturale dei materiali. L'impatto sarà valutato attraverso indicatori semplici e misurabili, come il grado di comprensione delle indicazioni cliniche, la partecipazione dei cittadini stranieri agli incontri informativi e la qualità del feedback raccolto dagli operatori. ACCESS-PS vuole rendere il Pronto Soccorso un luogo più accogliente, equo e comprensibile per chi vi accede, rafforzando il ruolo dell'ospedale universitario come punto d'incontro tra competenza clinica, formazione e attenzione sociale. Il 20,6 % di pazienti stranieri valutati costituisce la base misurabile su cui costruire e valutare il modello, che potrà essere adattato e condiviso con altri DEA della rete Sapienza e regionale.
GEOCINEMA. Visioni sostenibili dalla Terra
Sapienza CREA - Nuovo Teatro Ateneo - damiano.garofalo@uniroma1.it
Il progetto "Geocinema. Visioni sostenibili dalla Terra" esplora il rapporto tra cinema e sostenibilità, un concetto inteso non solo in termini ambientali, ma anche sociali ed economici. Attraverso il medium cinematografico, l'iniziativa mira a stimolare una riflessione critica sul mondo contemporaneo, evidenziando le connessioni tra pratiche culturali, equità sociale e rispetto dell'ambiente. Il progetto si fonda su un approccio interdisciplinare, capace di integrare saperi e competenze diverse, valorizzando il cinema come strumento di conoscenza, di condivisione e di trasformazione sociale.
La proposta coinvolgerà la comunità di Sapienza Università di Roma - studenti, docenti e personale - e la cittadinanza, attraverso un programma di eventi aperti e inclusivi. Sono previste due edizioni di un'arena estiva nella Città Universitaria, affiancate da attività collaterali, tra cui proiezioni, incontri con esperti e momenti di approfondimento negli spazi del Teatro Ateneo. Gli eventi intendono favorire il dialogo tra ricerca, formazione e impegno civile, promuovendo la partecipazione attiva e la costruzione di reti collaborative tra università, istituzioni culturali e territorio.
L'iniziativa punta a generare un impatto duraturo su più livelli: rafforzare le competenze culturali e civiche dei partecipanti; creare occasioni di inclusione e accesso alla cultura; valorizzare il patrimonio audiovisivo e promuovere una cultura della sostenibilità condivisa. In questo modo, il cinema diventa non solo oggetto di analisi ma strumento di educazione, consapevolezza e trasformazione, contribuendo a costruire comunità più informate, responsabili e sensibili alle sfide ambientali, sociali ed economiche del nostro tempo.
MARGINA - Memorie di anime, resistenze di genere, infanzie e narrazioni antiche. Virtual experience tra scienza aperta, accessibilità e inclusione digitale
Dipartimento di Scienze e biotecnologie medico-chirurgiche (Latina) - valentina.gazzaniga@uniroma1.it
Il progetto MARGINA trasforma la conoscenza accademica bio-archeologica e storico-medica in un bene museale, accessibile e partecipato. Attraverso l'uso di tecnologie immersive, restituisce visibilità a corpi e storie di vita di soggetti marginali del passato, promuovendo inclusione, parità di genere e accesso aperto alla cultura scientifica. L'iniziativa valorizza l'eredità invisibile della città medievale di Cencelle e della Roma antica rispettivamente scavati da Sapienza e della Soprintendenza Speciale di Roma. La piattaforma digitale interattiva MARGINA, concepita come digital twin di Cencelle e laboratorio di musealizzazione virtuale renderà disponibili dati scientifici sulle condizioni di vita di soggetti marginali in forma fruibile dal grande pubblico cittadini, scuole, comunità locali e pazienti ospedalizzati (Azienda Ospedaliera San Camillo e Umberto I) creando un ponte diretto tra ricerca e società.
Il progetto integra storia della medicina, museologia, archeologia, antropologia, biologia, studi sul DNA antico e ingegneria con tecnologie XR (extended reality), offrendo fruibilità di un patrimonio scientifico e culturale unico. In linea con i principi della citizen science, la piattaforma consentirà ai visitatori di interagire, contribuendo con segnalazioni e materiali a un database aperto.
L'esperienza complessiva sarà articolata in attività pedagogiche museali, serious gaming e ricostruzioni in realtà aumentata attraverso un sistema open source che ne garantisce diffusione e replicabilità. In particolare, le esperienze XR e i giochi educativi, fruibili tramite HoloLens o web, costituiranno strumenti inclusivi per ampliare l'accesso alla conoscenza di persone con disabilità o limitazioni motorie, promuovendo una scienza partecipata, equa. Il progetto include la realizzazione di una passeggiata virtuale guidata nel sito archeologico di Cencelle utilizzabile come strumento di correzione di disuguaglianze di accesso alla fruibilità di beni culturali.
SLEEP & SMILE: prevenzione e diagnosi precoce dei disturbi del sonno in età pediatrica
Dipartimento di Organi di senso - giannicola.iannella@uniroma1.it
SLEEP & SMILE è un progetto di prevenzione e diagnosi precoce dei disturbi del sonno in età pediatrica, con particolare attenzione alle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Le apnee ostruttive del sonno interessano tra il 5% e il 13% dei bambini in età prescolare e scolare, ma oltre l'80% dei casi non viene diagnosticato, con ripercussioni importanti sullo sviluppo neurocognitivo, comportamentale e sulla qualità della vita del singolo bambino.
Il progetto prevede attività integrate rivolte alle scuole dell'infanzia e primarie del Comune di Roma, incontri di formazione per docenti e famiglie, ed uno screening clinico specialistico multidisciplinare presso il Policlinico Umberto I, finalizzato all'identificazione precoce dei bambini a rischio di disturbi del sonno. Verrà inoltre prodotto un kit informativo digitale open access, per garantire continuità educativa e accesso universale alle informazioni. L'iniziativa promuove la prevenzione territoriale rispetto al grave ed emergente problema dei disturbi del sonno in età pediatrica attraverso un modello basato sul collegamento tra scuola, famiglia e ospedale.
VALORE - ViolenzA di genere e LavorO di RetE: strumenti e metodi per l'evidenza territoriale
Dipartimento di Scienze statistiche - cristina.mollica@uniroma1.it
Le indagini ufficiali costituiscono un riferimento statistico imprescindibile per catturare la dimensione macro del fenomeno della violenza di genere, ma non sono concepite per rispondere al bisogno crescente di monitoraggi capillari, dinamici e territorializzati. Mancano, infatti, strumenti di rilevazione che permettano di descrivere con continuità le specificità locali, l'evoluzione dei profili di utenza, il rischio individuale, l'efficacia delle reti e gli esiti dei percorsi di presa in carico e post-trattamento.
Le associazioni che partecipano alla rete territoriale antiviolenza svolgono un ruolo fondamentale di supporto, protezione e prevenzione, ma non dispongono spesso di competenze metodologiche e risorse tecnologiche adeguate per condurre in autonomia attività di raccolta dati, analisi statistica e valutazione sistematica delle proprie pratiche. Ne deriva una fragilità strutturale nella capacità di misurare l'impatto dei servizi, di caratterizzare l'utenza e valutare la reale efficacia degli interventi.
Il progetto VALORE nasce per colmare questo vuoto, promuovendo la costruzione di un modello integrato, replicabile e sostenibile di osservazione della violenza di genere, fondato su dati empirici, collaborazione interdisciplinare e partecipazione sociale. Col coinvolgimento di sette partner territoriali strategici e l'ampia partecipazione di un gruppo interdisciplinare di strutturati Sapienza, VALORE intende sviluppare strumenti digitali condivisi di raccolta e analisi dei dati, modelli di valutazione del rischio, indicatori di efficacia dei sistemi di tutela e prevenzione, e percorsi formativi accessibili alla rete e a numerosi target sociali e istituzionali. Accanto alla dimensione tecnico-scientifica, il progetto mira a un forte impatto culturale e sociale: promuovere la consapevolezza del fenomeno, rafforzare la rete territoriale e valorizzare la conoscenza come bene comune, anche attraverso attività di divulgazione, eventi e iniziative partecipative.
RIDISSE - Valorizzazione delle attività svolte tra gli anni 30 e 40 dalla Direzione Studi Superiori ed Esperienze della Regia Aeronautica Militare e del loro contributo nello sviluppo dell'Aeronautica in Italia e nel Mondo
Centro di ricerca aerospaziale (Cras) - renato.paciorri@uniroma1.it
Il presente progetto ha lo scopo di ricostruire l'archivio dei rapporti tecnici della Direzione Studi Superiori ed Esperienze (DSSE) della Regia Aeronautica Militare che operò tra negli anni ‘30 e ‘40 dello scorso secolo presso l'aeroporto di Guidonia Montecelio. In quegli anni la DSSE divenne un centro di ricerca aeronautico di assoluta rilevanza mondiale con uno stretto legame con la Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell'Università La Sapienza. La DSSE formò una generazione di giovani ricercatori (Luigi Broglio, Antonio Ferri, Luigi Crocco per citare qualche nome) che dopo la seconda guerra mondiale operò da protagonista nel settore aerospaziale sia in Italia che nel mondo. I rapporti tecnici della DSSE erano in gran parte classificati come segreti e a causa delle vicende belliche furono distrutti e dispersi. Una parte di questi rapporti tecnici dopo numerosi passaggi e varie vicissitudini sono stati raccolti dall'Aeronautica Militare, ma si trovano dispersi all'interno del suo Archivio Storico e per questo motivo sono completamente sconosciuti alla comunità aerospaziale. L'obiettivo di questo progetto è quello di valorizzare la storia della DSSE e delle sue attività recuperando i rapporti tecnici dispersi all'interno del Archivio Storico per metterli a disposizione della comunità aerospaziale italiana e mondiale. Questa operazione di valorizzazione ha una forte valenza per La Sapienza, poiché la storia della Scuola di Ingegneria Aerospaziale de La Sapienza è fortemente intrecciata con quella della DSSE. Se oggi Sapienza Università di Roma è la prima università in Italia nel settore Aerospaziale, la seconda in Europa e tra le più importanti nel Mondo lo si deve anche all'esperienza della DSSE e alle persone che vi hanno operato.
ADIS - A Diversity and Inclusion perspective for a Sustainable development
Dipartimento di Diritto ed Economia dell'Impresa - paola.paoloni@uniroma1.it
Il progetto si prefigge di diffondere la cultura su inclusione e parità di genere attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolga diverse istituzioni e attori sociali. Partendo da una prospettiva economico-aziendale, il gruppo di lavoro intende promuovere gli studi di genere attraverso nuove collaborazioni tra università, enti di ricerca, imprese, terzo settore e istituzioni educative, nonché valorizzare quelle esistenti attuate dall’Osservatorio Ipazia sugli Studi di Genere del Dip. Diritto ed Economia dell’Impresa. Si sperimenterà una collaborazione interdisciplinare, integrando prospettive e competenze per affrontare in modo completo le sfide legate a diversità e inclusione.
In un contesto di crescente consapevolezza dell'importanza della parità di genere, il progetto valorizza le attività di terza missione dell’Osservatorio, impegnato nella promozione degli studi di genere e nella diffusione della cultura della parità, contrastando ogni forma di discriminazione. Le attività delineano un quadro aggiornato delle strategie di gender diversity management adottate da imprese, enti pubblici e terzo settore, favorendo il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda ONU 2030, in particolare il Goal 5 Gender equality, collegato ad altri obiettivi quali Goal 1 Sconfiggere la povertà; Goal 3 Salute e benessere; Goal 4 Istruzione di qualità; Goal 8 Lavoro dignitoso; Goal 10 Ridurre le disuguaglianze; Goal 17 Partnership.
Integrando ricerca, formazione e trasferimento di conoscenze, il progetto si propone come riferimento nazionale per gli studi di genere e come catalizzatore di innovazione sociale, contribuendo alla realizzazione di un ecosistema sostenibile, equo e competitivo. Le attività si articolano in quattro linee d’azione: rafforzamento delle reti tra università, imprese, ETS e scuole; diffusione della conoscenza e sensibilizzazione; ricerca e consulenza per il cambiamento culturale; mentoring e supporto all’imprenditorialità femminile.
Fin4All - Percorsi partecipativi per una cultura finanziaria condivisa
Dipartimento di Economia e diritto - valentina.peruzzi@uniroma1.it
La conoscenza economica rappresenta una dimensione essenziale della cittadinanza attiva. In questa prospettiva, il progetto Fin4All promuove la diffusione di competenze finanziarie di base come strumento di crescita personale e partecipazione consapevole alla vita sociale. Attraverso laboratori partecipativi, attività divulgative e strumenti didattici aperti, l'iniziativa mira a rendere accessibili concetti economici fondamentali -- risparmio, credito, previdenza, rischio -- a studenti di tutte le età e cittadini che hanno già concluso il percorso formativo.
L'obiettivo è sviluppare consapevolezza economica, spirito critico e capacità di pianificazione, favorendo l'autonomia nelle decisioni individuali e la comprensione dei mercati e degli strumenti finanziari. Fin4All propone un approccio esperienziale e multidisciplinare che unisce teoria e pratica attraverso laboratori partecipativi come spazi di apprendimento attivo. Guidati da docenti Sapienza, i partecipanti esploreranno concetti economico-finanziari di base tramite esperimenti, giochi di ruolo e simulazioni. Le attività divulgative includeranno incontri e materiali multimediali per diffondere in modo chiaro e inclusivo i principi alla base delle scelte finanziarie quotidiane, rendendoli comprensibili a tutte le fasce d'età. Gli strumenti didattici aperti comprenderanno un toolkit digitale per scuole e cittadini, a garanzia della diffusione e della sostenibilità dell'iniziativa nel tempo.
Il progetto intende consolidare il ruolo dell'università come motore di conoscenza condivisa e di responsabilità civica, rafforzando il dialogo tra sapere accademico e bisogni formativi del territorio. In una società sempre più caratterizzata da complessità e incertezza economica, Fin4All intende contribuire alla costruzione di una cultura finanziaria diffusa, capace di generare impatto sociale e favorire lo sviluppo di cittadini consapevoli, partecipi e preparati ad affrontare le sfide economiche del presente e del futuro.
CONFLUENZE: Spazi vitali di cura e coabitazione multispecie
Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell'architettura - barbara.pizzo@uniroma1.it
CONFLUENZE: Spazi vitali di cura e coabitazione multispecie ripensa il rapporto tra qualità dell'ambiente di vita e benessere, espressione di un patrimonio socio-ecologico condiviso, che deriva dall'interdipendenza tra individui, comunità e forme di vita non umane - nel caso specifico i sistemi fluviali. Il progetto ha due finalità: 1) decostruire la visione antropocentrica del benessere, promuovendo relazioni di cura verso l'ambiente e le diverse popolazioni che lo abitano; 2) superare l'idea delle reti blu-verdi come mere infrastrutture funzionali, valorizzando storia, patrimonio materiale e immateriale, economie e conflitti che definiscono il paesaggio fluviale come patrimonio urbano vivo, condizionandone l'uso da parte di umani e non. Nel Parco delle Valli, lungo l'Aniene, il progetto attiva un Living Multispecies Lab, laboratorio territoriale in cui scuole, associazioni, istituzioni e cittadini co-progettano micro-azioni di cura ecologica e rigenerazione, esplorando cosa significhi "stare bene" in una città socio- ecologicamente complessa. Attraverso esperienze sensoriali, mappe partecipate, narrazioni ambientali e installazioni a basso impatto, il fiume diventa co-abitante e spazio di apprendimento collettivo.
Promosso dai Dip. DSDRA, DBA, DiSSE e DiAP della Sapienza, in collaborazione con Municipio III, scuole, Il Pensiero Scientifico Ed., membri della Soc. Geogr. It. e una rete di associazioni locali, CONFLUENZE adotta un approccio transdisciplinare che intreccia saperi plurali sperimentando nuove pratiche di co-progettazione territoriale. Attraverso percorsi di formazione esperienziale, coinvolge studenti e comunità locali in processi di conoscenza condivisa, generando beni pubblici tangibili, come un archivio pubblico di ecologie del benessere e micro-infrastrutture di cura che rafforzano la connessione tra ricerca, didattica e impegno civico. Così, il fiume diventa luogo di cooperazione intergenerazionale e nuova grammatica di convivenza multispecie.
SINE METU - Sostenibile o insostenibile, questo è il problema! È più nobile vivere il presente o temere il futuro?
Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali - ernesto.placidi@uniroma1.it
Ogni giorno prendiamo decisioni che incidono sul nostro benessere, sulla collettività e sull'ambiente. Perché siano consapevoli, servono strumenti culturali che aiutino a comprendere la realtà naturale e sociale. La diffusione di un'adeguata alfabetizzazione scientifica è prioritaria: conoscere i principi di fisica, chimica e scienze naturali significa saper interpretare i fenomeni del mondo materiale, dalle trasformazioni energetiche alle reazioni chimiche, fino alle tecnologie emergenti. Le sfide globali come il cambiamento climatico, la scarsità di risorse, la produzione di energia e la gestione sostenibile richiedono oggi una consapevolezza scientifica più elevata. La ricerca è al cuore di queste sfide: sviluppare nuovi materiali, ridurre l'impatto industriale, comprendere ecosistemi complessi e creare soluzioni innovative sono passi imprescindibili per gli obiettivi ESG (Environmental, Social, Governance) dell'Agenda 2030. Tuttavia, servono azioni concrete: una comunicazione corretta e accessibile deve stimolare governi, aziende e cittadini ad investire in ricerca sostenibile, cogliendone il valore economico e ambientale. L'OCSE sottolinea che l'educazione finanziaria trasforma conoscenza in azioni responsabili attraverso la comprensione dei prodotti, dei concetti e dei rischi finanziari. Analogamente la cultura scientifica deve permettere ai cittadini - soprattutto ai giovani - di leggere criticamente le evidenze, distinguere dati da opinioni, collegare scoperte e applicazioni pratiche e infine investire ed agire con responsabilità. L'obiettivo è formare una generazione che non solo ammiri la scienza, ma la utilizzi come bussola per scelte innovative e sostenibili. Da qui l'idea di comunicare questi temi attraverso il linguaggio del manga: le vignette diventano strumento narrativo potente ed immediato per raccontare i principi della ricerca a sostegno dell'ambiente, attraverso azioni concrete per contribuire a creare valore in un futuro equo e sostenibile.
TESSERE - Tessere la Storia: Ricerca, Restauro e Racconto di un Patrimonio
Dipartimento di Management - donatella.restuccia@uniroma1.it
Il progetto intende valorizzare il patrimonio del Museo di Merceologia attraverso il restauro di un telaio storico calabrese, costruito nel 1900 ma fedele ai telai storici in uso in Calabria già dal 1700, trasformato in occasione educativa e culturale mediante un approccio innovativo di "cantiere aperto". L'iniziativa prevede il coinvolgimento diretto del pubblico, con particolare attenzione agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e agli studenti dell'Ateneo, in particolar modo a coloro che sono iscritti ai corsi di laurea quali Tecnologie per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali, Scienza della moda e del costume, Comunicazione pubblica e di impresa e Organizzazione e marketing per la comunicazione di impresa, esperti del settore che avranno l'opportunità di partecipare attivamente alle diverse fasi del restauro attraverso laboratori interattivi, workshop e cicli di conferenze. Accanto al restauro, il progetto prevede la catalogazione e digitalizzazione dei manufatti, con l'obiettivo di creare un archivio digitale accessibile e strumenti multimediali di supporto alla didattica e alla divulgazione.
TRACCE PMS - Realizzazione di laboratori scientifici ludico-didattici per una mostra temporanea multidisciplinare dal titolo "TRACCE"
Polo museale Sapienza - marco.romano@uniroma1.it
Il progetto intende realizzare i laboratori ludico-didattici progettati dai musei del Polo Museale Sapienza PMS all'interno di una inedita e ambiziosa mostra temporanea, in collaborazione con la Facoltà SMFN di Sapienza, dal titolo TRACCE. I laboratori saranno allestiti nella Sala Gismondi del Museo Universitario di Scienze della Terra MUST di Sapienza. TRACCE è una mostra che, offrendo contenuti accessibili e coinvolgenti, invita una vastissima platea di beneficiari (studenti, famiglie e turisti) a intraprendere un viaggio visivo, immersivo ed emozionale attraverso ciò che rimane, che si perde e che si trasforma nella storia dell'umanità e del pianeta Terra. TRACCE come chiave di lettura fondamentale nella costruzione del sapere scientifico.
In un dialogo tra tutte le discipline scientifiche, campioni museali, installazioni multimediali e testimonianze passate, presenti e future, la mostra esplora il concetto di traccia come indizio, memoria, assenza e presenza. I laboratori del PMS permetteranno: di osservare da vicino le meteoriti marziane e lunari, offrendo spunti sulla formazione del Sistema Solare; di raccontare la storia della nostra specie, ricostruendo le tappe dell'evoluzione umana; di avvicinare grandi e piccoli alla fisica sperimentale e all'indagine scientifica con un percorso interattivo sulle tracce della luce e delle particelle; di scoprire con un viaggio tra le carte geografiche e del paesaggio, come si interpretano le tracce sul territorio; di diventare investigatori del passato grazie ai laboratori archeologici e la decifrazione di impronte e reperti. Un ulteriore arricchimento alla mostra sarà dato, oltre che dagli allestimenti prodotti dalla Facoltà SMFN di Sapienza, anche dall'Associazione formaScienza, che allestirà uno spazio dedicato alle scienziate che hanno lasciato una traccia nella storia. TRACCE ambisce ad essere la più importante mostra temporanea interdisciplinare mai realizzata e allestita da Sapienza all'interno di Sapienza.
PaSeP - La condizione di padre separato vista attraverso le lenti del welfare controintuitivo
Dipartimento di Studi giuridici ed economici - andrea.salustri@uniroma1.it
La nozione di welfare controintuitivo identifica l'insieme di politiche sociali che non sono destinate a soggetti che rientrano nei profili classici della vulnerabilità sociale. Un caso emblematico di welfare controintuitivo riguarda i padri separati. Pur non rientrando nelle categorie classiche della povertà o dell'esclusione sociale, in Italia molti padri separati vivono condizioni di instabilità economica, precarietà abitativa e isolamento relazionale.
Il welfare tradizionale fatica a intercettare queste situazioni, perché opera secondo criteri che non sempre rispecchiano la complessità delle nuove vulnerabilità. È qui che il welfare controintuitivo può offrire una prospettiva innovativa: riconoscere la fragilità dove non è immediatamente visibile, e pensare a politiche di sostegno che vadano oltre le classificazioni convenzionali.
Non si tratta, naturalmente, di contrapporre i padri alle madri, né di negare le difficoltà storiche affrontate dalle donne nei contesti familiari e lavorativi. Piuttosto, si propone di riconoscere che la fragilità non è prerogativa esclusiva di un genere o di una condizione, ma può emergere anche tra soggetti ai quali il senso comune attribuisce il ruolo di controparte forte.
In estrema sintesi, affrontare il tema dei padri separati attraverso la lente del welfare controintuitivo significa superare un bias cognitivo che, ostacolando l'attuazione del secondo comma art. 3 Cost., preclude l'attuazione del principio di uguaglianza sostanziale e il pieno sviluppo della persona umana. Da ciò prende avvio ad una riflessione più ampia sul concetto di giustizia sociale, sul ruolo dello Stato e sul significato stesso di bisogno nella società contemporanea.
DOC! Ambulatorio Sociosanitario
Dipartimento di Chirurgia Pietro Valdoni - paolo.sapienza@uniroma1.it
Il progetto DOC! Ambulatorio Sociosanitario nasce come sviluppo dello Sportello Sanitario attivo da due anni presso la sede di Nonna Roma ODV, con il supporto della Sapienza Università di Roma e del Dipartimento di Chirurgia. L'iniziativa risponde alle difficoltà che riscontrano molte persone, pur iscritte al SSN e con medico di base, nell'accedere a visite ed esami specialistici fondamentali a causa di barriere burocratiche, digitali e sociali.
Il progetto porterà specialisti e strumentazione diagnostica nei luoghi del bisogno, fornendo ECG, ecografie, visite cardiologiche e ginecologiche, orientamento sanitario e mediazione socio-sanitaria. L'obiettivo è garantire un accesso equo alle cure, migliorare la prevenzione e rafforzare il legame tra cittadini, servizi territoriali e SSN, con particolare attenzione a persone migranti, senza dimora, sex worker, persone transgender, nuclei fragili e cittadini a basso reddito.
DOC! integra competenze universitarie, sanità pubblica e Terzo Settore, coinvolgendo studenti, specializzandi e personale sanitario in percorsi di formazione sul campo e medicina di comunità. Il modello promuove empowerment individuale e comunitario, riduce la marginalità sanitaria e favorisce diagnosi precoce e continuità assistenziale, con benefici sociali, culturali ed economici per il territorio.
L'iniziativa si configura come intervento innovativo e replicabile di sanità di prossimità, volto a promuovere equità, prevenzione e inclusione, e a consolidare una rete stabile tra università, istituzioni e comunità.
A.R.I.A. - Azioni per la Rigenerazione e l'Innovazione Ambientale. Cittadini attivi per respirare meglio
Dipartimento di Chimica - giulia.simonetti@uniroma1.it
Il progetto A.R.I.A. mira a sensibilizzare cittadine/i e comunità studentesca sull'importanza della qualità dell'aria negli ambienti interni, promuovendo soluzioni pratiche, innovative e sostenibili per migliorarla. Attraverso ricerca e sperimentazione, A.R.I.A. esplora come materiali e tecnologie avanzate possano contribuire alla mitigazione dell'inquinamento indoor e al miglioramento della salubrità di aule ed edifici pubblici, favorendo modelli di consumo e produzione più responsabili.
Il progetto contribuisce al raggiungimento dell'SDG 11 (Città e comunità sostenibili) e, in modo trasversale, agli SDG 4, 7 e 13 dell'Agenda 2030.
A.R.I.A. promuove approcci ispirati alla pittura artistica anti-smog e all'impiego di vernici fotocatalitiche e materiali ecocompatibili, capaci di abbattere gli inquinanti con la luce naturale. Saranno testate soluzioni con bioreattori a microalghe e/o colonne adsorbenti basate su biomateriali naturali o derivati da scarti industriali e alimentari (biochar, hydrochar), per ridurre contaminanti quali ad esempio CO2, VOC e polveri sottili (PM10).
Il progetto incoraggia l'uso di materie prime seconde e tecnologie di recupero e valorizzazione degli scarti, in un'ottica di economia circolare. Le/gli utenti parteciperanno ad attività di citizen science, monitorando parametri ambientali (es. CO2, NOx, SOx polveri, umidità) con biosensori a basso costo e contribuendo alla co-progettazione delle soluzioni di biorisanamento. I dati saranno analizzati dal Dipartimento di Chimica, dotato di competenze in monitoraggio ambientale e chimica verde.
I risultati saranno diffusi in Open Science, favorendo la crescita culturale e sociale del territorio e coinvolgendo la comunità accademica con approcci di Service Learning per sviluppare competenze pratiche e civiche.
CURARE CURANTES4CARE: Metodo Curare Curantes - La gestione del burnout e dello stress in favore di migranti, pazienti oncologici e operatori sanitari
Dipartimento di Scienze odontostomatologiche e maxillo facciali - iole.vozza@uniroma1.it
Il progetto CURARE CURANTES4CARE, promosso dalla Sapienza Università di Roma, mira a prevenire e gestire lo stress cronico e il burnout in categorie particolarmente vulnerabili: operatori sanitari, operatori dei centri di accoglienza, migranti e pazienti oncologici, con particolare attenzione alle donne con carcinoma mammario. Il metodo Curare Curantes integra un setting di pratiche di yoga, meditazione e tecniche respiratorie evidence-based, adattate a contesti sanitari e sociali.
Lo stress cronico, sia per chi cura sia per chi vive condizioni di vulnerabilità, ha impatti profondi su salute mentale, qualità della vita e coesione sociale. Il metodo offre strumenti concreti per migliorare resilienza, consapevolezza corporea, gestione emotiva e relazioni interpersonali.
Il metodo si prefigge prevenzione e gestione dello stress, attraverso un protocollo specifico, che integra tecniche evidence-based provenienti dalle varie branche dello yoga, dalla meditazione e da pratiche corporee e respiratorie.
Il progetto si articola su tre ambiti principali:
1. Operatori dei centri di accoglienza e migranti: riduzione dello stress e dei traumi legati a percorsi migratori e contesti di vulnerabilità sociale.
2. Operatori sanitari e pazienti oncologici: prevenzione del burnout e miglioramento della qualità di vita durante percorsi di cura ad alta intensità emotiva.
3. Promozione della cultura della cura reciproca: creazione di spazi condivisi di benessere che valorizzano la relazione tra curanti e curati, favorendo inclusione e coesione.
Il progetto si inserisce pienamente nelle finalità della Terza Missione, mirando a un impatto sociale, culturale e formativo attraverso la valorizzazione delle competenze interne all'Ateneo e l'apertura verso il territorio. L'obiettivo è sviluppare una cultura del benessere replicabile in altri contesti sanitari e sociali, promuovendo una sanità più umana, equa e sostenibile, in coerenza con la missione dell'Ateneo.
Area Terza e Quarta Missione
Ufficio Terza Missione
Settore Produzione di beni pubblici (cultura e public engagement)
Capo Settore
Giulia Antinucci
(+39) 06 4991 0325
Staff
Rita Appodia
(+39) 06 4991 0323
Marina Cibati
(+39) 06 4969 0456
Luana Ghezzi
(+39) 06 4991 0867
Lorenzo Rossi Mandatori
(+39) 06 4969 0208