Qualità è cambiare insieme
Q
uando si parla di qualità dell’università, spesso si pensa a indicatori, procedure e questionari. Ma per chi studia, la qualità è qualcosa che si vive ogni giorno: è la coerenza tra ciò che l’Ateneo promette e ciò che realmente offre. È un’aula che funziona, un docente che ascolta, un piano di studi che forma davvero. È la sensazione che il tempo dedicato allo studio abbia valore e direzione. Negli ultimi anni la Sapienza ha investito molto nel sistema di Assicurazione della qualità, coinvolgendo strutture, docenti e studenti. Ma la qualità universitaria oltre a essere “assicurata” deve essere costruita insieme. Gli studenti, con le loro domande, le loro esperienze e anche le loro critiche, rappresentano un osservatorio privilegiato. Partecipare ai questionari di valutazione, ai gruppi di riesame o alle commissioni paritetiche non significa solo esprimere un giudizio, ma contribuire a un progetto comune.Un ruolo importante è svolto anche dagli studenti eletti negli organi collegiali: Senato accademico, Consiglio d’amministrazione, Giunte di facoltà. Sono voci che portano nelle sedi decisionali le esigenze e le idee della comunità studentesca, contribuendo in modo concreto ai processi di miglioramento. Tuttavia, molti studenti non sono pienamente consapevoli di questa possibilità di rappresentanza, e così rischiano di non usufruire dei diritti e degli strumenti che potrebbero davvero incidere sulla vita universitaria.
Ascoltare e coinvolgere studenti, docenti e tutte le strutture
Negli ultimi anni il lavoro del Team qualità, insieme alle diverse strutture dell’Ateneo, ha reso più chiaro e partecipativo il percorso di miglioramento continuo. Sono stati compiuti passi importanti verso una maggiore trasparenza, una comunicazione più diretta e una cultura condivisa della valutazione. Ma la qualità non è mai un punto d’arrivo: è un impegno che deve rinnovarsi con ogni generazione di studenti e docenti. Continuare a migliorare significa mantenere viva la curiosità, la capacità critica e la volontà di mettersi in discussione: valori che sono, in fondo, il cuore stesso dell’università.
Da studente, ho imparato che la qualità non è un traguardo, ma un processo. È fatta di piccoli miglioramenti continui, di ascolto reciproco e di fiducia. È sapere che la propria voce può contare, anche in un grande ateneo come la Sapienza. Cercare la qualità, per noi studenti, significa chiedere un’università capace di cambiare insieme a chi la vive ogni giorno: aperta, esigente e sempre in cammino.
Leggi l'articolo pdf
Sapienza Magazine 2/2025 pagina 34
