FARO

Faro Project - Building Community through Faro Convention

Il Progetto FARO promuove un approccio partecipativo al patrimonio culturale, ispirato ai principi della Convenzione di Faro, che riconosce il valore sociale del patrimonio nella costruzione di società democratiche e inclusive. Coinvolgendo quattro università — Sapienza, Università di Bucarest, Universidad Autónoma de Madrid e Aix-Marseille Université — il progetto sviluppa attività di ricerca, documentazione e partecipazione pubblica dedicate al patrimonio culturale delle minoranze linguistiche ed etniche.

Attraverso metodologie partecipative, strumenti digitali, workshop e attività sul campo, il progetto promuove il dialogo tra ricerca accademica e comunità locali, favorendo la valorizzazione di narrazioni culturali spesso marginalizzate. Le attività si articolano in quattro fasi — riconoscimento, documentazione, integrazione e diffusione — che guidano il percorso dalla raccolta delle memorie e delle tracce culturali fino alla loro reinterpretazione e presentazione nello spazio pubblico.

L’obiettivo è rafforzare l’inclusione sociale, contrastare la segregazione culturale e promuovere una visione del patrimonio come spazio condiviso di identità plurali, contribuendo alla costruzione di una società europea più aperta, partecipativa e interculturale.

Responsabile del progetto è la prof.ssa Irene Baldriga, Delegata per il Public engagement e Referente dell'Open Lab FARO SAPIENZA.

Il progetto è articolato in 4 step:

1) Flow (Riconoscimento) – Università di Bucarest (24-25 giugno 2025)

La prima fase del progetto è stata dedicata al riconoscimento del ruolo storico delle minoranze linguistiche ed etniche nella costruzione del patrimonio culturale urbano. Bucarest, storicamente luogo di incontri e scambi culturali, rappresenta il contesto ideale per analizzare il contributo di diverse comunità alla formazione della città. Attraverso incontri introduttivi, sessioni teoriche e visite guidate, i partecipanti hanno esplorato i quartieri storici e luoghi della memoria legati a diverse comunità, tra cui quella aromena, rom, lipovana e bulgara. L’obiettivo è comprendere come queste comunità abbiano contribuito allo sviluppo sociale, culturale e istituzionale della città, riflettendo anche sugli effetti della segregazione urbana nella formazione delle identità collettive.

2) Aquifer (Documentazione) – Universidad Autónoma de Madrid (16-17 ottobre 2025)

Questa fase si è concentrata sulla documentazione della diversità linguistica come elemento fondamentale del patrimonio culturale condiviso. Attraverso la collaborazione con centri di ricerca e l’utilizzo di strumenti digitali, i partecipanti analizzeranno la presenza delle lingue e delle identità minoritarie nello spazio urbano contemporaneo. Attività di raccolta dati, visite guidate e workshop permetteranno di osservare come la diversità linguistica si manifesti nella vita quotidiana e nel paesaggio urbano. L’obiettivo è comprendere come le pratiche linguistiche contribuiscano alla costruzione dell’identità sociale e ai processi di integrazione.

3) Ripple (Integrazione) – Sapienza Università di Roma (19-20 febbraio 2026)

La terza fase si è incentrata sull’integrazione delle prospettive delle minoranze all’interno delle istituzioni culturali attraverso pratiche di museografia partecipativa. Studenti, ricercatori e associazioni di migranti hanno collaborato per reinterpretare il patrimonio culturale presente nel campus universitario, sviluppando narrazioni più inclusive. Il lavoro è poi culminato nella co-creazione della mostra “FARO exhibition” presso il Museo di Arte Classica della Sapienza. L’obiettivo di questa fase è stato quello di promuovere una comprensione del patrimonio culturale come spazio di dialogo, pluralismo e cittadinanza attiva.

4) Ocean (Apertura) – Aix-Marseille Université (30 marzo - 1 aprile 2026)

La fase finale estende il progetto oltre l’ambito accademico, coinvolgendo scuole, studenti e pubblico in iniziative civiche legate al patrimonio culturale. Attraverso laboratori, passeggiate urbane e attività educative realizzate in collaborazione con organizzazioni locali, il progetto promuove una riflessione pubblica sulle identità culturali e sulla diversità. L’evento conclusivo presenterà i risultati del progetto e favorirà lo scambio tra ricercatori, studenti e comunità. L’obiettivo è rafforzare il dialogo interculturale e promuovere una visione aperta e inclusiva del patrimonio culturale europeo.

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